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pubblicato il 17 ottobre 2016

Marc Marquez è stato più forte di avversari, sfortuna e fisica

Quest'anno c'è da togliersi il cappello per un campionato vinto con questa costanza e capacità nel gestire situazioni difficili

Marc Marquez è stato più forte di avversari, sfortuna e fisica

Abbiamo scritto un articolo, qualche giorno fa, nel quale abbiamo parlato delle possibilità di recupero dei piloti Yamaha su Marquez e di quelle di vittoria del campionato MotoGP di Marc nelle ultime 4 gare della stagione. Non abbiamo fatto alcun riferimento alla possibilità di vittoria di titolo già a Motegi per il semplice fatto che non ci sembrava probabile un doppio strike Yamaha... e invece.

Testa e polso, il suo titolo migliore

Il karma ha giocato un po' quest'anno e a inizio campionato si è divertito parecchio. Ha fatto partire in svantaggio la Honda con problemi di gomme e telaio, poi ha fatto vincere otto gare a otto piloti diversi e ha dato a Rossi e Lorenzo la possibilità di recuperare punti, ma alla fine il fato si è dovuto arrendere alla caparbietà dello spagnolo, il gioco non era più divertente ha deciso di ritirarsi: "butto giù i tuoi avversari così vinci tu e la facciamo finita, non mi diverto più con te, sei troppo forte".
Sempre al traguardo, sempre a punti, sempre sorridente. Marc ha costruito un campionato senza dominare (diversamente da quanto fatto nel 2014), ma semplicemente facendo meglio dei suoi avversari. Loro si che si sono inginocchiati al sadico gioco del Caso, Rossi ben 4 volte nella sabbia della via di fuga, Lorenzo tre volte, ma a Brno non ha conquistato punti arrivando 17°. 

Con uno così, non ci si può nemmeno arrabbiare

E allora cosa possiamo dire a questo Marc se non "BRAVO", perchè in una stagione così difficile il suo risultato non era affatto scontato. L'abbiamo conosciuto come quello che cadeva spesso, quello che "prima o poi si fa male e la smette", invece ha guidato con cervello e polso, benchè abbia sempre corso nel suo stile costantemente al limite.
In effetti, oltre a Rossi, Lorenzo e la fortuna, Marc quest'anno ha battuto anche la fisica. Per la prima volta da quando è nel Motomondiale non è caduto in gara, andandoci vicino tantissime volte e facendosi beffa dell'effetto giroscopico, che l'avrebbe voluto vedere per terra fin troppe volte.
Però lui è Marquez, quello che è già entrato nella storia vincendo 5 titoli mondiali a soli 23 anni e che promette di battere tanti altri record. Gli altri, nel mentre, incassano e si preparano alle ultime tre gare con un mezzo sorriso. Impossibile prendersela, non ci sono biscotti a cui attaccarsi quest'anno ed è facile farsene una ragione. Quello che sarà più difficile da accettare, per Rossi & C, è che questo ragazzino ha imparato a correre anche con la testa.

Autore: Michele Lallai

Tag: Sport , motogp


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