Epoca e Classiche

pubblicato il 24 settembre 2016

Harley-Davidson Project Nova: il 4 cilindri mai prodotto

Un progetto ambizioso realizzato con Porsche che avrebbe dirottato la storia di Harley su un percorso molto diverso

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Nel motociclismo ci sono tradizioni così forti che non potrebbero mai essere tradite. Come potremmo immaginare una Ducati senza il desmodromico, una Kawasaki senza il verde o un'Harley-Davidson senza il bicilindrico... beh, in quest'ultimo caso siamo andati molto vicini alla blasfemia quando a Milwaukee hanno presentato il Project Nova, la prima Harley a 4 cilindri della storia.

Un 4 cilindri superquadro su un'Harley?

La balzana idea è arrivata sul finire degli anni '70, quando i vertici aziendali hanno stretto una partnership con Porsche per lo sviluppo di nuovi motori. Ai più appassionati questa collaborazione non risulterà nuova, perchè è quella che ha portato al motore Revolution della serie V-Rod, ma prima ancora che questo fosse pensato la collaborazione si è concentrata sullo sviluppo del Big Twin Evolution 1340 (forse il motore più apprezzato in assoluto della storia H-D) e di un inedito V4 con raffreddamento a liquido che avrebbe dovuto equipaggiare una serie di nuove moto.
Il 4 cilindri del Progetto Nova sembrava un V-Twin se visto lateralmente, ma era difficile nascondere i tecnicismi più moderni come la distribuzione ad albero a camme in testa o il carter del contralbero di bilanciamento, senza contare l'alettatura di raffreddamento appena accennata. Secondo i progetti avrebbe avuto cilindrate diverse a seconda del modello, da 800 a 1000cc con quote superquadre (un principio radicalmente opposto alla filosofia Harley) e una potenza massima fino a 135 CV.

Una moto completamente rivoluzionaria

La tecnologia inedita non si limitava al solo propulsore, perchè la moto era nella sostanza qualcosa di assolutamente nuovo per l'azienda. Il telaio non aveva le culle ma era un monotrave a passaggio alto ben nascosto dalle sovrastrutture, mentre la trasmissione finale era - per la prima volta in assoluto - a cardano e il grosso codino nascondeva sotto la sella del passeggero il tappo per il rifornimento del serbatoio benzina, che si trova fra la sella e i fianchetti. Fra le gambe del guidatore, quindi, non c'era più la benzina ma l'impianto elettrico e i condotti che portano aria fresca al radiatore, anche questo montato in posizione nascosta sotto la sella. 
In questo modo giustifichiamo le grosse prese d'aria ai lati del serbatoio e il codino cicciotto, che creano un'estetica un po' goffa se affiancata a quote ed elementi estetici tipici della produzione Harley di quel periodo come il faro posteriore e quello anteriore, la lunga forcella e le ruote a tre razze sdoppiate. Nel 1981 furono presentati due prototipi: il primo in versione sport-roadster che si poteva tranquillamente affiancare alle moto della serie Dyna e il secondo in declinazione Touring che avrebbe rappresentato il più interessante per il mercato (nelle foto di ultimatemotorcycling.com)

La storia sarebbe stata scritta in modo diverso

Il progetto è nato nel '76 per volere dell'allora proprietaria American Machine and Foundry (AMF), ma la crisi energetica del 1979 ha messo in profonda crisi tutto il settore produttivo americano rendendo difficile la produzione di due nuove serie di motori Harley. Nonostante i 15 milioni di dollari spesi in ricerca e sviluppo, alla fine l'azienda ha preferito optare per la continuità promuovendo il nuovo motore bicilindrico Evolution 1340 e lasciando da parte il Nova, che è finito dritto in una sezione del museo.
Ciò nonostante tutti gli sforzi dedicati alla nascita dell'H-D più rivoluzionaria della storia non sono stati vani: alcuni elementi estetici come il trittico di borse da viaggio e il grosso cupolino anteriore sono stati ripresi in altri modelli della gamma e la stretta partnership con Porsche ha messo le basi per la nascita (parecchi anni dopo) del motore Revolution della V-Rod, che su può considerare il primo successo di Harley con un motore raffreddato a liquido.
Rimane il rimpianto di non aver potuto assistere al debutto di un progetto così rivoluzionario. I V4 erano motori allora riservati soltanto alle competizioni e Harley avrebbe anticipato di diversi anni la produzione Honda più sportiva con questa architettura. Il successo di questa serie avrebbe sicuramente portato a una divisione della produzione americana fra quella tradizionale con i Big Twin e quella ultramoderna e tecnologica con i 4 cilindri, senza sapere poi quale delle due realta avrebbe dominato sull'altra. Probabilmente tutta la storia dell'azienda dagli anni '80 a oggi sarebbe stata scritta in modo diverso.

Autore: Michele Lallai

Tag: Epoca e Classiche , curiosità , epoca


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