Attualità e Mercato

pubblicato il 19 settembre 2016

Impennata in moto: triplo pericolo!

Tutti i guai a cui va incontro chi impenna... il codice della strada parla chiaro

Impennata in moto: triplo pericolo!

Sentite l’articolo 170 del Codice della Strada: “Sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe”. E chi impenna, potrebbe obiettare un centauro con poco sale in zucca, ha braccia, mani e gambe liberi. Ma, continua la legge, deve stare seduto in posizione corretta: il che, impennando, non avviene. E deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessità per le opportune manovre o segnalazioni. Soprattutto, non deve procedere sollevando la ruota anteriore.

Quali guai

1) Si mette a rischio la vita propria, e quella degli altri. Soprattutto quando si mettono in atto manovre pericolose in pieno traffico. In alcuni casi, poi, senza possedere neanche le necessarie abilità. L’incidente stradale è la prima causa di morte tra i 18 e i 25 anni, per non parlare delle lesioni fisiche gravissime.

2) La sanzione è di 81 euro: poca roba, visto il pericolo. Meno un punto della patente: pochissimo. E fermo amministrativo del mezzo ai sensi dell’articolo 214, per 60 giorni dalla notifica. Quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una di queste violazioni (l’impennata), è disposto il fermo del veicolo per 90 giorni.

3) Se, impennando, causate un incidente con lesioni fisiche al danneggiato superiori ai 40 giorni, scatta il reato di omicidio e lesioni stradali: sospensione della patente da parte del Prefetto. Ed eventuale revoca sino a 5 anni. Ovviamente, in caso di morte di un’altra persona, scattano le pene dell’omicidio stradale: la reclusione (o la fedina penale che si sporca) e i provvedimenti sulla patente.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


Top