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pubblicato il 16 settembre 2016

A Misano in Tribuna: il bello e il brutto della MotoGP dal vivo

Abbiamo visto la gara "da tifosi" in Tribuna Suzuki. Per certi versi esaltante, per altri una tragedia!

A Misano in Tribuna: il bello e il brutto della MotoGP dal vivo

Domenica scorsa abbiamo avuto modo di vivere un giorno da tifosi grazie a Suzuki, che ci ha dato la possibilità di passare l'intera giornata di gare MotoGP di Misano nella tribuna dedicata agli appassionati della moto di Hamamatsu, lasciando stare per una volta il paddock e la sala stampa, da sempre luogo dove i giornalisti lavorano e si godono le gare. Guardare le gare dal vivo ha sempre un gusto particolare, con tutti si suoi aspetti positivi e negativi, che sono tantissimi in entrambi i casi. Certo, un motociclista che soffre di disturbo bipolare avrebbe parecchie difficoltà in una situazione del genere.

MotoGP a Misano, che meraviglia

Che figata la MotoGP, andare a vederla dal vivo è sempre un'esperienza unica. Nelle gradinate l'atmostera è diversa, si respira il caldo della pista e la gente non vede l'ora di alzarsi e urlare al passaggio dei piloti. La Tribuna Suzuki si trovava proprio di fronte alla curva del Carro, un tornantino a destra che è da sempre l'ultima curva utile per il sorpasso, quindi il punto del tracciato dove si decidono le gare. Davanti a noi il maxischermo ci permetteva di vedere quello che accadeva negli altri punti del tracciato e non ci siamo persi nemmeno un attimo di tutte le gare in programma.
La Moto3, con la sua bolgia infernale di moto piccole e rumorose, è sempre uno spettacolo. Ad ogni giro il Carro si infuocava, la gente saltava in piedi per i tantissimi sorpassi e non importava più di tanto se quelli in testa erano italiani o meno, si applaudiva a tutti e ci si esaltava per i sorpassi, chiunque li facesse. Alla fine Enea Bastianini è arrivato secondo e il pubblico si è fatto sentire negli ultimi due giri, sostenendo il campioncino, ma poi sono stati di nuovo applausi per tutti e grande fair play.
La Moto2 è stata un tripudio di emozioni, con il recupero e la vittoria di Lorenzo Baldassarri. Sicuramente ha trovato nel calore dei tifosi di casa il giusto slancio per la prima vittoria, applaudita in modo esagerato da tutti gli spettatori. In questo caso il fan club del "Balda" era proprio accanto alla Tribuna Suzuki, così ci siamo visti il festeggiamento del giro d'onore proprio sotto la nostra gradinata... brividi!
Tutti, però, erano lì principalmente per vedere la classe regina. L'attesa per l'inizio della MotoGP è stata lunga, con la ola, i fumogeni, i cori e pure qualche fischio quando il maxischermo inquadrava Lorenzo o Marquez. L'inizio della gara è stato un vero delirio, e i giri passati in testa da Valentino Rossi hanno infiammato il popolo giallo, ovvero i 3/4 dei presenti in circuito. Siamo riusciti a vedere con i nostri occhi la manovra che Lorenzo ha giudicato troppo cattiva (secondo noi non lo era) e il sorpasso che Dani Pedrosa ha fatto ai danni di Vale, quello che è valso la vittoria finale. Sono cose che viste dal vivo hanno un gusto tutto particolare: respirare l'odore della benzina bruciata, avere nelle orecchie il casino esagerato delle moto in piena accelerazione, l'elicottero che passa sopra la testa e il pubblico in delirio per lo spettacolo offerto dai piloti. Emozioni uniche da provare almeno una volta nella vita, che valgono il prezzo del biglietto e del viaggio.

MotoGP a Misano, che cosa orrenda

Che schifo la MotoGP, andare a vederla dal vivo è sempre un'esperienza pessima. La giornata di passione (in senso biblico) è iniziata subito con una bella fila in macchina per entrare in circuito. Certo, andare in pista in moto sarebbe stato più consono, ma un po' di fila l'hanno fatta anche i motociclisti, sempre per colpa della marea di automobili incastrate nei punti caldi, un piccolo antipasto delle migliaia di persone che ci avrebbero dato fastidio per tutto il giorno.
Una volta arrivati in pista, poi, è cominciato lo stress della ricerca del parcheggio, seguito da quello della ressa all'ingresso delle tribune. Con la Moto3 che girava è iniziato anche il caldo afoso, tipico della riviera romagnola: a Misano non circola mai tanta aria e quando lo fa è perché c'è l'elicottero delle riprese sopra gli spalti. 
Bellissime la Moto3 e la Moto2, come bellissima era l'atmosfera degli appassionati Suzuki, ma si stava appiccicati come sardine e quelli attorno a noi non erano poi così freschi, mentre le braccia e la nuca cominciavano ad arrossarsi per il sole. Di conseguenza sudavamo, bevendo acqua a litri e facendo parecchie volte la fila per poter entrare nei bagni più sporchi dell'universo. Pausa pranzo, finalmente ci siamo alzati e siamo andati giù a prendere un panino e una bibita. 15 minuti di coda, panino con il cotto 6 euro e bottiglietta d'acqua da mezzo litro 2 euro.
Come dolce, una volta tornati alle nostre postazioni, un bel fumogeno blu sparato dritto dentro le narici, un toccasana chimico per i polmoni. Abbiamo sopportato anche la doccia di una bottiglietta esplosa dietro di noi, ma almeno ci siamo rinfrescati un pochino e ci siamo goduti una bella gara, benché tutt'attorno la gente non abbia fatto altro che urlare in modo esagerato. "Vale" era la parola preferita da tutti, anche dai suzukisti, mentre i fischi e qualche insulto non si sono fatti attendere troppo, e non era una piccola fazione di facinorosi a dimostrare disprezzo verso gli spagnoli, ma la maggior parte dei presenti. 
Ha vinto Pedrosa, giochi fatti, finalmente si tornava a casa... ma come tutti i peggiori film horror c'è sempre il colpo di scena finale: la fila per uscire dal circuito è stata devastante. Il piano viabilità tanto decantato dallo speaker fra una gara è l'altra è stato a dir poco imbarazzante, per fortuna eravamo seduti comodi e con l'aria condizionata, almeno in auto. Per affrontare a cuor leggero la MotoGP dal vivo non serve soltanto tanta passione ma anche una discreta dose di coraggio. È una piccola calamità che non vale il prezzo del biglietto e del viaggio.

Autore: Michele Lallai

Tag: Sport , motogp


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