Test

pubblicato il 13 settembre 2016

Harley-Davidson Street Glide 2017 - TEST

La nuova bagger con il motore 8 valvole ha sempre lo stesso stile, ma nella guida sorprende davvero

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Ecco la nuova Harley-Davidson Street Glide, inconfondibile e sempre uguale a se stessa, icona moderna del marchio di Milwaukee e prima bagger del mercato, quella che ha fatto esplodere la moda in tutto il mondo. La forte tradizione HD impone un cambiamento per volta senza scioccare i suoi clienti più fidati e per questo l'estetica non è stata minimamente toccata per la versione 2017, mentre sotto il vestito c'è una rivoluzione!

Cosa cambia

Abbiamo provato la nuova Street Glide a casa sua, in USA, per capire se questo nuovissimo motore Milwaukee-Eight 107 sia un vero cambio di rotta. Si tratta di un bicilindrico a V fedelissimo all'architettura e al design H-D, ma diverso nelle componenti interne. Ogni testa ha 8 valvole, ma sempre comandate da aste e bilanceri, che garantiscono il 50% in più di flusso in aspirazione e scarico per una combustione più efficiente e un piacere di guida rinnovato. Minori anche i consumi con la doppia accensione. Ha l'11% in più di coppia e 11% in più di accelerazione da 0 a 100 all'ora.
L'anno prossimo le Street Glide Special, Road Glide Special, Road King/Road King Classic e Freewheeler monteranno la versione 107 ci (1745 cc) raffreddata a olio, mentre Ultra Limited/Ultra Limited Low, Road Glide Ultra e Tri Glide Ultra avranno il 107 ci Twin-Cooled con il raffreddamento a liquido. Per i modelli CVO ci sarà il nuovo Twin-Cooled Milwaukee-Eight 114 (1870cc) con testate raffreddate a liquido e cilindrata maggiorata. Saranno montati su CVO Limited e CVO Street Glide.
Numeri e percentuali che non danno una reale percezione di quanto questo modello possa essere cambiato, ragion per cui era necessario mettere direttamente le mani sul prodotto e confrontarlo con il 103 pollici cubi, quello che non verrà più montato nelle Touring.

L'8 valvole è una piccola rivoluzione

A salire in sella si ha la sensazione di essere sulla solita Street. Posizione di guida invariata rispetto alla precedente e tutti lgi strumenti di bordo al loro posto, proprio come nella 2016. Chi non è pratico di Harley Touring potrebbe rimanere spiazzato dal cupolino altissimo, dagli strumento proprio di fronte al naso e vicino alla testa, come anche dalle pedane giganti e dal serbatoio largo e piatto in mezzo alle gambe. Chi invece è affezionato a quest'impostazione si sentirà a casa, perchè quei 4 elementi circolari e il cupolino a "pipistrello" non cambiano di una virgola. 
Girata la chiave, però, lo stupore. La Street 2017 suona e vibra in modo diverso, il suono del 4 valvole è più moderno, si sente, ma gli ingegneri americani hanno comunque voluto mantenere la tonalità tipica del big twin americano, quello che ha addirittura il sound brevettato. Per quanto riguarda le vibrazioni, il motore ha nuovi silent block e un contralbero di bilanciamento che smorza le vibrazioni in eccesso. Saltella ancora su e giù quando è ferma, ma in marcia si percepisce un nuovo modo di interpretare le "good vibrations", molto più confortevole, rendendo piacevole anche la guida a velocità superiori ai 130 all'ora.

Non scalda più come prima

Ed è proprio quando si apre il gas che il Milwaukee-Eight ci fa capire quanti passi avanti sono stati fatti. La coppia è decisamente cresciuta, la potenza un po' meno ma fa molto piacere quella spinta extra che si riceve ad ogni manata di gas, costante e morbida per tutta la prima parte del contagiri. Agli alti regimi, essendo una moto pesante e dalla potenza non esagerata, questa spinta viene a mancare ma il cambio a 6 marce dà la possibilità di divertirsi parecchio.
La più grande innovazione del Milwuaukee-Eight, però, non riguarda le prestazioni o il carattere del motore, bensì la capacità di smaltire il calore. Con la nuova unità è stato riprogettato il raffreddamento e finalmente si può parlare di un motore nato per essere aria/olio, e non un aria riadattato. Ora viene scongiurato "l'effetto forno" quando si viaggia a bassa velocità e con temperature alte, lo stesso problema che abbiamo riscontrato nel nostro viaggio in Sardegna con la Ultra Limited, dove il passeggero ha avuto qualche problema di surriscaldamento.

Su strada è cambiata... parecchio

L'altro grosso passo avanti è stato fatto dalle sospensioni, soprattutto al posteriore che ora ha due nuove unità con tecnologia ad emulsione, regolabili nel precarico senza l’utilizzo di attrezzi, solo con la rotazione dell'apposito pomello. Davanti, la forcella Showa è nettamente migliorata grazie alla tecnologia SDBV (Showa Dual Bending Valve), un lungo acronimo per spiegare che ora c'è un funzionamento simile ai modelli a cartuccia. La sostanza è che con sospensioni più "normali", le asperità vengono assorbite molto meglio e la guida ne giova, con minor effetto beccheggio e più solidità in ingresso curva, che aumenta non poco il piacere di guida
È un peccato che le gomme Harley-Davidson di primo equipaggiamento non siano cambiate, nuovi pneumatici dal profilo meno piatto e con una carcassa meno rigida avrebbero esaltato ancora di più gli enormi passi avanti fatti da ciclistica e meccanica. La conclusione? Meno scontata di quanto ci saremmo aspettati. Da fuori è sempre la meravigliosa, rifinitissima, luccicante e preziosa Street Glide, fedele al suo stile come ogni Harleysta pretende, ma su strada si è trasformata andando a migliorare quello che non andava. Ci saremmo aspettati sicuramente un motore più pastoso e più ricco di coppia, ma ci fa piacere constatare che si è trasformata da bagger ispirata ai viaggi a vera viaggiatrice dal look bagger. Harley ha fatto un ottimo lavoro che non può non soddisfare sia i mototuristi veri che gli harleysti più integerrimi.

Autore: Chris Cope

Tag: Test , cruiser , test , prove


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