Itinerari

pubblicato il 30 agosto 2016

Con la BMW R 1200 RT alla scoperta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Un percorso ad anello tra i più coinvolgenti del centro Italia: curve da capogiro, scenari suggestivi e immancabili occasioni per buongustai

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Un'avventura infinita. Un itinerario talmente intrigante da scoprire su due ruote, che non ti stuferesti mai di percorrerlo. Un giro caratterizzato da passaggi motociclistici di grande fascino, attraverso gli scenari selvaggi e incontaminati del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Tra i protagonisti assoluti di questo percorso, il lupo, l'orso e il rombo seducente della BMW R 1200 RT, la moto che ci ha accompagnati in questo viaggio. Ma anche arte, cultura, buon cibo e tante curiosità.

Da Pescina a Opi: 45 km circa

L'itinerario, dal tipico disegno ad anello, ha come punto di partenza e di arrivo la cittadina di Pescina, ai margini della Valle del Fucino, che ha dato i natali allo scrittore Ignazio Silone (autore del celebre romanzo Fontamara). È questa la località da cui parte la mitica SS83, tortuoso nastro d'asfalto che punta deciso ai confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, dopo aver attraversato i piccoli paesini di Venere dei Marsi, Gioia dei Marsi e Lecce dei Marsi.
Dopo un primo tratto di strada tranquillo, una serie appassionante di curve e controcurve caratterizzate da ottimo asfalto si arrampica sino al valico noto col nome di Passo del Diavolo (1.400 metri circa sul livello del mare) che, a scapito del nome evocativo, accoglie chi lo raggiunge con bucolici paesaggi da cartolina, tra boschi e splendidi prati. Siamo nel regno dell'orso marsicano e qui, numerosi sono i cartelli che invitano all'attenzione per non rischiare di impattare involontariamente uno di questi signori della montagna mentre attraversa la strada. Il consiglio, ad ogni modo (soprattutto nelle primissime ore del mattino), è di non trascurare anche il possibile incontro con simpatiche famigliole di cinghiali o di altra fauna selvatica di cui è ricchissimo il territorio.
Poco oltre il Passo, si raggiunge l'amena cittadina di Pescasseroli, la cui piazzetta è una tappa obbligata, negli assolati finesettimana, per tutti i motociclisti della zona. Una piacevole passeggiata alla scoperta del suo interessante centro storico, una pausa ai tavolini di un bar per un caffè e si torna in sella per raggiungere la vicina Opi.

Da Opi a Barrea: 25 km circa

Esattamente, sono 7 i chilometri che separano Pescasseroli da Opi. Centro medievale tra i più interessanti dell'intera regione, oltre al novero tra i Borghi più belli d'Italia Opi vanta meravigliose vedute sulle montagne circostanti e sull'alta val di Sangro dal promontorio su cui è ubicata. Incredibilmente intriganti, anche i numerosi scorci, in grado di sorprendere chi si avventura tra le sue viuzze acciottolate.
Da Opi, si riprende la moto e, circondati da una natura maestosa e affascinante, si prosegue sulla SS83 in direzione Villetta Barrea. Qui è imperdibile una sosta sulle sponde dell’omonimo lago (nato nel 1951 dallo sbarramento del fiume Sangro), prima di deviare in direzione Civitella Alfedena, sorvolando le acque dai riflessi multicolore del bacino artificiale, grazie al lungo ponte che lo attraversa. Una serie di piacevolissimi tornanti panoramici si arrampicano fino al pittoresco paesino da dove - nei pressi del Centro Visita del Parco (per arrivarci, si consiglia di consultare la mappa nella piazzetta, all'inizio del paese) - una volta parcheggiata la moto, si potrà raggiungere a piedi il punto di osservazione di una nutrita colonia di lupi che vive recintata in stato di semi-libertà.
Tornati sulla SS83, si svolta a destra, bordeggiando il lago in direzione Barrea.

Da Barrea a Scanno: 35 Km circa

Raggiunta Barrea (da non confondere con la vicina Villetta Barrea), si potrà decidere di andare alla scoperta dell'interessante abitato, oppure, di limitarsi ad una piacevole sosta panoramica sul belvedere che domina il lago. Una veduta mozzafiato che da sola vale l'impresa. Dopodiché, si torna indietro, percorrendo a ritroso la SS83 e, nei pressi di Villetta Barrea, si prosegue l'itinerario seguendo le indicazioni per Scanno.
Il tratto a seguire è un’altra di quelle meraviglie che rendono indimenticabile questo percorso. La strada si arrampica tra i boschi (fitti come un’impenetrabile camera verde), curvosa e con ottimo asfalto, fino a raggiungere la base di alcuni impianti sciistici dove, durante le belle giornate estive, i verdissimi prati invitano a piacevoli istanti di relax e a crogiolarsi al sole, godendo dell'aria frizzante di montagna.
Superata la stazione sciistica, si prosegue lungo la bella SS479 fino alla suggestiva località di Scanno, nei pressi dell’omonimo lago, resa celebre dal famoso fotografo Henri Cartier-Bresson, che ha "narrato" attraverso indimenticabili scatti l'atmosfera che vi si respira.

Da Scanno a Pescina: 40 km circa

Lasciata Scanno alle proprie spalle, dopo un colpo d'occhio sull'omonimo lago (dalla caratteristica forma a cuore), giunge il momento di tuffarsi dritti nella leggenda e di affrontare le emozionanti Gole del Sagittario. Non c’è motociclista, passato di qui, che non si porti nel cuore la caratteristica strada, scavata nella roccia, con curve strette e brevi tunnel, che ti tolgono il fiato. Senza contare, poi, le mille suggestioni regalate dal lago di San Domenico, con l'omonimo eremo, che si spalanca improvviso davanti alla visiera del casco lungo il percorso.
Oltrepassate le gole, con gli occhi ancora pieni di meraviglia, si raggiungono, prima la bella cittadina di Anversa Degli Abruzzi e, poco oltre, Cocullo, nota in tutto il mondo per la tradizionale Festa dei Serpari, in bilico tra sacro e profano, che attira folle oceaniche di devoti e curiosi il 1° maggio di ogni anno (in passato, invece, l'evento si teneva il primo giovedì dello stesso mese). Passare per Cocullo, regala una sensazione di totale spaesamento. Come se il tempo, da queste parti, scorresse a tutt’altre velocità.
Da Cocullo, prende il via un altro tratto d'alta quota di quelli che finiscono dritti nell’album dei ricordi. Asfalto perfetto, curve con carreggiata ampia (che sembrano disegnate da un ingegnere motociclista), traffico inesistente e, soprattutto... un gran silenzio. Fermandosi a bordo strada, a motore spento, si potrà ascoltare il rumore del vento che corre tra valli e crinali, fino a raggiungere le vette del Gran Sasso, visibili all’orizzonte, in un'ambientazione quasi lunare. Istanti di assoluta poesia, amplificati, di tanto in tanto, dal rombo di una moto che sale su spedita, una piega dietro l'altra. Oltrepassato un breve tunnel, ancora pochi chilometri di vorticosa discesa ed ecco apparire nuovamente davanti agli occhi il paese di Pescina, che segna la fine di questa coinvolgente scorribanda su due ruote, dentro e fuori dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Da non perdere lungo il percorso

Pescina, dominata dai ruderi del castello medievale Piccolomini, merita una visita alla scoperta dell'interessante patrimonio artistico e culturale custodito all'interno del suo centro storico, con le antiche chiese, i musei e il noto Centro Studi dedicato a Ignazio Silone, che qui è nato. Piacevole anche una passeggiata fino alla tomba monumentale dedicata allo scrittore, sovrastata dall'imponente Torre di San Berardo.

Da non mancare una sosta a Pescasseroli, per godere della piacevole atmosfera offerta dalla sua piazzetta alberata. Tra i vicoli del centro storico, tanti i laboratori artigiani che propongono prodotti e gastronomia locale. Presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, merita attenzione il portale scolpito in legno e - al suo interno, sempre in legno - la statua del XIII secolo della Madonna Nera con bambino, che rappresenta uno dei pezzi più pregiati dell'intera produzione artistica abruzzese medievale.

Una visita ad Opi, abbarbicata su uno sperone roccioso, in posizione panoramica a 1.250 metri sul livello del mare, offre la possibilità di godere di splendide vedute dai vari punti panoramici, dentro e fuori dal centro storico. Passeggiando tra le sue viuzze, si può apprezzare il caratteristico impianto urbano medievale, formato da una doppia fila di case-mura a forma di goccia. Il suggestivo Palazzo comunale del '600, le chiese, il Museo del Camoscio e gli scorci tra i vicoli e le case, con le finestre ornate da fiori, rendono questa località assolutamente impedibile.

Civitella Alfedena, con il caratteristico borgo, e la parte più antica stretta attorno alla torre del XIV secolo, ospita, nei pressi del Centro di visita del Parco e Museo del Lupo appenninico, una famosa colonia di lupi, che vive recintata in stato di semi-libertà. Un incontro davvero emozionante!

Posta sulla sponda opposta del lago, rispetto a Villetta Barrea, l’abitato di Barrea merita una passeggiata per il pittoresco centro storico, dall'aspetto singolare, in cui è possibile vedere ancora i resti dell’antica cinta muraria che lo difendeva. Suggestiva, percorrendo la strada lungo il lago, la diga sul fiume Sangro che dà vita al bacino artificiale.

Una visita alle vicine e pittoresche cittadine di Scanno e Villalago, entrambe incluse nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia. Atmosfera unica e scorci incantevoli ad ogni angolo, immortalati dal celebre fotografo Henri Cartier-Bresson.

Una sosta presso l’Eremo di San Domenico, situato lungo le impervie Gole del Sagittario (tra Scanno e Anversa degli Abruzzi), che si raggiunge percorrendo il caratteristico ponte, che sovrasta l'omonimo laghetto, magnificamente incastonato tra le rocce.

Una scarpinata attraverso i vicoli in salita del piacevole centro storico di Anversa Degli Abruzzi, con la visita dei ruderi del Castello Normanno.

In occasione del primo maggio, almeno una volta nella vita, si dovrebbe assistere all’incredibile Festa dei Serpari a Cocullo, dedicata a San Domenico. Una celebrazione, tra sacro e profano, che (secondo alcuni) affonda le sue radici addirittura in un antico culto egizio. Durante la festa, le vie del paese vengono letteralmente invase da migliaia di serpenti avvinghiati alla statua del santo in processione. Uno spettacolo incredibile, che ogni anno attira devoti e curiosi da tutto il mondo.

I meravigliosi silenzi, e le vedute, lungo il coinvolgente e panoramico tratto di strada tra Cocullo e Pescina.

Dove mangiare

Nel territorio di Opi, presso il Camping "le Foci" (Via Fonte dei Cementi), si può gustare tutto il meglio della cucina locale, in un ambiente molto informale e alla mano. Il tavolo, nelle giornate di maggiore affluenza, te lo devi apparecchiare da te, ma si viene ampliamente ripagati da porzioni abbondanti, gustosissime e - cosa che non guasta mai - prezzi assolutamente concorrenziali. Ottime le materie prime utilizzate, per la maggior parte a Km 0. Nel fine settimana, meglio prenotare. Tel. 0863 912233.

A Scanno, si può provare il ristorante “La Valle”. Ambiente rustico e caloroso, nonostante l’aspetto “moderno” della struttura. Ottima la cucina, con salumi e formaggi del territorio e prodotti rigorosamente locali (come l’agnello, che proviene dagli allevamenti in paese). Prezzi contenuti, consigliata la prenotazione. Tel 0864 74550.

Ad Anversa Degli Abruzzi, imperdibile la trattoria “La Fiaccola”, un piccolo locale con appena 35 coperti, in cui si respira un’atmosfera d’altri tempi, con piatti della tradizione (molti a base di ricotta locale), che ricordano i sapori di una volta, gustosi e ben preparati. Da non perdere, tra le tante specialità, le salsicce al miele e gli spaghetti alla chitarra con ragù d’agnello. Prezzi ottimi e tanta soddisfazione. Anche qui, meglio prenotare. Tel 0864 49474.

La moto dell'itinerario

Per affrontare questo itinerario abbiamo utilizzato l'ultima versione della R 1200 RT, "boxer-machine" tutta comfort e piacere di guida, perfettamente a suo agio in questo genere di percorsi. Nonostante la mole, infatti, lasci intendere una certa pigrizia nell'affrontare i tratti di strada più guidati e tortuosi, la realtà punta decisa in tutt'altra direzione, rivelando un mezzo sorprendentemente agile tra le curve. Le doti del bicilindrico da 1.170 cm3 e 125 CV di potenza massima sono ben note - una garanzia di vivacità e verve motociclistica, che risente poco e niente dei pesi in campo - mentre l'azione di guida è ben supportata da una ciclistica al top e da una dotazione elettronica da prima della classe (almeno sull'esemplare a nostra disposizione, in allestimento full optional). La seduta comoda e confortevole, sia per il piota che per il passeggero, unita all'elevata protettività della carena, fanno poi la differenza nei lunghi tratti a velocità di crociera. A questo punto, non rimane altro da fare che accendere lo stereo (gustoso optional su questa sontuosa GT), scegliere la propria musica preferita e... buona strada!

Autore: Diego D'Andrea

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