Epoca e Classiche

pubblicato il 28 agosto 2016

La Megola è la moto più innovativa della storia

Trazione e motore anteriore, 5 cilindri, serbatoio nel telaio. Qualcosa di mai visto prima... e mai rivisto dopo

La Megola è la moto più innovativa della storia

Megola è un nome che non tutti conoscono, anzi, sono pochi a sapere che questa piccola casa motociclistica di inizio secolo ha prodotto una delle moto più rivoluzionarie della storia, rimasta esempio unico di una filosofia futuristica ed innovativa, così avanti da incontrare un destino ingrato. Il mondo non era ancora pronto per le Megola e per le sue meravigliose invenzioni.

Quando l'arte e la tecnologia viaggiavano assieme

La storia di questo marchio nasce a Monaco di Baviera nel 1922. Erano anni in cui l'Europa provava a risollevarsi dopo gli anni bui della prima Grande Guerra. In tutto il continente si respirava aria di rinnovamento: gli aerei compivano le prime transvolate oceaniche e la conquista dei cieli portava speranza e sogni di un futuro senza barriere. Il Futurismo influenzava l'arte e la velocità diventava uno dei più interessanti argomenti anche nei circoli culturali. Automobili e motociclette si diffondevano e diventavano oggetti di culto, nascevano le più importanti competizioni internazionali e i costruttori si moltiplicavano anno dopo anno. Megola fu uno di quelli intenzionati a rivoluzionare la mobilità su ruote con la sua idea di moto del futuro, presentata nel 1922 e mai più replicata da altri costruttori negli anni a seguire. È così bella e particolare da meritare uno spazio al museo Guggenheim di New York.

Direttamente dal futuro

Solo a guardarla ci si chiede come diamine è fatta questa moto. La linea è particolare e segue un profilo a onda. L'assenza del motore al centro e del serbatoio fra le gambe del pilota può ricordare gli scooter, ma all'epoca non si era nemmeno vicini a questo concetto. Il motore è stato spostato sulla ruota anteriore ed è un particolarissimo 5 cilindri da 640cc con architettura stellare, quella che cominciava ad essere utilizzata in quegli anni sugli aerei.
L'altra particolarità è che la compattezza di questo propulsore è data dall'assenza di cambio e frizione. L'albero motore è infulcrato direttamente nel mozzo della ruota davanti e sta fermo sul suo asse, mentre è l'intero motore a muoversi solidale alla rotazione della ruota. Chiaramente si tratta del primo e ultimo caso di trazione anteriore su una motocicletta. Una valvola a farfalla con comando manuale era posizionata nel mozzo e controllava la quantità di miscela che veniva inviata al motore. L'estrema semplicità ed essenzialità della parte meccanica rendeva impossible la sosta senza spegnere il motore, era una moto senza frizione e si avviava spingendo la moto o facendo girare la ruota davanti. 
Il telaio era un elemento scatolato in acciaio dalla forma innovativa. Scendeva dal cannotto fino ala base del mozzo posteriore, che abbraccia creando un parafango avvolgente. La sella, rigorosamente monoposto, è incastonata nel codino in alcuni modelli (come una poltroncina) o "sospesa" sul tubo come quella di una bici in altri. Le sospensioni erano a molle semiellittiche con longheroni come quelli che venivano utilizzati nel mondo dell'auto. La gomma anteriore e la particolare conformazione dei gruppi termici rendevano facile la manutenzione senza mai staccare la ruota dal mozzo. Il serbatoio era all'interno del telaio (Erik Buell non ha inventato nulla) e c'era un altro piccolo serbatoio sulla forcella, collegato a quello principale con il principio dei vasi comunicanti.

Eccezionale e rarissima

Da questi pochi dettagli possiamo capire il livello di innovazione di questo costruttore, che in un sol colpo ha inventato il concetto di scooter, di moto a trazione anteriore e di moto da corsa lightweight. Nonostante la trazione davanti, la Megola era un mezzo dalle ottime prestazioni, con i primi modelli del 1922 capaci di raggiungere gli 85 km/h, mentre quelli del termine della produzione (dotati anche di fari e borse per i viaggi) potevano fare fino a 140 km/h, un'infinità per quell'epoca, che valse anche il titolo iridato nel campionato di motociclismo tedesco del 1924. 
Nessun esemplare è uguale a un'altro nella piccola storia della produzione Megola. La fabbrica ebbe una vita piuttosto breve, dal 1921 al 1925, ma uscirono dagli stabilimenti di Monaco ben 2.000 moto, la maggior parte delle quali sono state perse nel tempo. Ad oggi rimangono solo 10 esemplari integri e funzionanti, uno di questi è quello già citato del Guggenheim di New York (quale onoreficenza poter condividere l'esposizione con il gotha dell'arte contemporanea), mentre gli altri appartengono a collezioni private e sono di un prestigio unico. Nel 2011 uno di questi esemplari, un 640 Touring, è finito nelle mani dei curatori d'aste di Bonhams, che ha stimato un valore fra i 145.000 e 200.000 euro... Se avete un gruzzoletto da investire, potrebbe essere un'ottima soluzione, il valore di queste rarità è sempre in crescita.

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , epoca


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