Attualità e Mercato

pubblicato il 20 agosto 2016

Harley-Davidson: multa per non aver rispettato le emissioni

L'ente che ha fatto esplodere il Dieselgate ora se la prende con Harley-Davidson, anzi, con il suo catalogo accessori

Harley-Davidson: multa per non aver rispettato le emissioni

Dopo lo scandalo del Dieselgate nel mondo dell'auto, arriva per la prima volta un'accusa di emissioni non rispettate anche nel mondo delle moto. L'EPA (Environmental Protection Agency, l'agenzia USA a salvaguardia dell'ambiente) ha condannato Harley-Davidson al pagamento di una multa da 15 milioni di dollari per poter archiviare l'accusa di violazione di alcune norme anti inquinamento imposte dall'ente.

Harley paga la multa, ma non è d'accordo

Il discorso è molto diverso da quello del Dieselgate di Volkswagen ed è per questo che la multa non è esagerata. In sostanza, l'accessorio aftermarket Super Tuner - una centralina che modifica l'iniezione per aumentare le prestazioni - altera non soltanto i valori di coppia e potenza ma anche le emissioni nocive allo scarico, superando i limiti imposti. Di questi kit ne sono stati venduti 340.000. In secondo luogo, Harley è accusata di aver venduto 12.000 moto senza certificazione EPA, obbligatoria per la circolazione negli Stati Uniti.
Rispetto allo scandalo internazionale dei motori diesel sono bazzecole e Harley ha accettato il pagamento della multa che si suddivide in 12 milioni di sanzione e 3 milioni in iniziative per l'ambiente. Tutte le centraline Super Tuner devono essere ritirate dal mercato e quelle in possesso dei concessionari, restituite e distrutte. Harley dice che "questo patteggiamento non è un'ammissione di alcuna responsabilità, ma un compromesso in buona fede con l'Epa su aree della legge che interpretiamo in modo diverso, specialmente la tesi dell'Epa secondo cui è illegale per chiunque modificare un veicolo certificato anche se viene usato solo per competizioni fuori strada o su circuito".

Multare anche i prodotti aftermarket? Pessima idea

Una notizia per nulla buona. Non si sta parlando di moto taroccate ad arte dall'azienda per aggirare i test sulle emissioni, ma del ritiro dal mercato di una centralina che modifica i parametri dell'iniezione per migliorare le prestazioni, in sostanza quello che fanno altre centinaia di aziende per altre centinaia di moto nel mondo. Siamo sicuri che penalizzare il mercato della produzione aftermarket sia necessario? L'EPA (e tutti gli enti che si occupano di inquinamento) non dovrebbe occuparsi unicamente delle omologazioni e lasciare il controllo delle emissioni dei mezzi ai centri revisione, alle assicurazioni e alle autorità che eseguono i controlli sulle strade?

 

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , custom


Top