Test

pubblicato il 15 agosto 2016

Harley-Davidson Electra Glide Ultra Limited 2016 - TEST

Ci siamo andati in Sardegna e l'abbiamo girata tutta. Più di 3.000 km con la superaccessoriata GT americana

Harley-Davidson Electra Glide Ultra Limited 2016 - TEST
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Harley-Davidson + Viaggi = Electra Glide. Un'equazione che più logica non si può, ormai confermata dall'antica tradizione di questo modello, sviluppato negli anni da Milwaukee per attraversare le grandi highway nordamericane e far vivere il brivido della libertà a chi queste moto le adora. Per capire cosa vuol dire realmente viaggiare con un'Harley, abbiamo preso una splendida Electra Glide Ultra Limited e ci abbiamo fatto circa 3.000 km, partendo dal Nord Italia e sbarcando in Sardegna, per un giro che ha messo a dura prova sia la moto che il pilota e la passeggera. Un long distance test che ha provato a rispondere alla domanda: ma le Harley sono moto belle per viaggiare? Oltre l'apparenza e l'insindacabile comodità, c'è molto di più da raccontare.

Come è fatta

Un appassionato della bella meccanica non può che apprezzare questa moto. Il bicilindrico Twin Cam 103 da 1690 cc è un pezzo d'arte, l'estrema evoluzione di un concetto nato quasi un secolo fa, rimasto legato alla tradizione e sempre aggiornato per soddisfare le richieste della clientela più fedele ed esigente. Anche l'obbligo di montare un raffreddamento misto aria/olio (per una questione di omologazione Euro4) non ha intaccato la bellissima estetica del propulsore, che ha due piccoli radiatori nascosti nelle protezioni aerodinamiche delle gambe. In questa configurazione, il motore eroga 87 CV a circa 5.000 g/min, mentre la coppia massima di 138 Nm è disponibile a 3.750 g/min.
Un motore così attraversa le epoche e non invecchia mai, è così unico nel suo genere che si prova una certa emozione ogni volta che lo si accende. Si tratta del fascino della storia, che nel 2016 arriva al cuore molto prima del fascino delle sue vibrazioni a bassa frequenza e delle cromature abbaglianti, che bene o male sono cose che una volta viste e sentite, si possono apprezzare o meno.
Come contorno al granitico V-twin c'è una moto mastodontica, grossa sotto tutti i punti di vista e dalle forme difficili da percepire con i soli occhi. Bisogna toccarla, l'Electra, per rendersi conto delle sue dimensioni. Il serbatoio sembra minuscolo fra le gambe, se pensiamo all'imponenza del cupolone e all'ampiezza del manubrio, così come il baule posteriore, che copre interamente la vista del codino e delle borse laterali. Questi ultimi elementi sono gli unici a non essere metallici... il peso complessivo ringrazia. A rendere la moto ancora più grossa è senza dubbio la sella, larga e morbidissima per il pilota, ancora più accogliente per il passeggero con lo schienale avvolgente.
La vista scorre lungo tutta la linea e saltano fuori chicche davvero uniche, come le scritte in rilievo Harley-Davidson sul serbatoio e Limited sul parafango anteriore, cromate con riflessi policromatici, mentre la colorazione bitono nero-rosso è metallizzata e realizzata a regola d'arte.
La Ultra Limited è la versione più accessoriata delle Electra Glide, per questo non possiamo non citare tutte quelle particolarità che rendono il viaggio più piacevole, come il cruise control, le manopole riscaldate e soprattutto il sistema Boom! Box 6.5GT Infotainment, con un amplificatore a bassa distorsione da 25 watt per canale ottimizzato per l’ascolto all’aperto con radio AM/FM, riproduzione dispositivi audio iPOD e USB integrata, navigatore GPS, connessione Bluetooth per cellulari e auricolari wireless. E’ possibile accedere al sistema 6.5GT attraverso il touchscreen da 6,5”, quindi anche con i guanti, tramite i comandi sul joystick o il riconoscimento vocale.
Per finire, quello che più conta per gli amanti di questo tipo di moto: è un'Harley. Questo significa avere per le mani una moto fatta in una maniera particolare, con le manopole ciccione e le leve al manubrio enormi, con le pedane pilota ampissime e il bilanciere sulla leva del cambio, ma anche un tripudio di metallo e cromature, di luci e lucette (tutte a LED per questa versione, compresa la lunga e vistosa fascia posizione e stop sul baule), di qualità e materiali bellissimi da toccare, come i blocchetti al manubrio, la pelle della sella o la moquette all'interno del baule. Certo, sulla bilancia tutte queste sciccherie si fanno sentire: 397 kg a secco, un peso massimo assoluto per il nostro mercato, che richiede una guida tutta particolare.

Come si guida

Ci si trova seduti decisamente in basso, con un grossissimo manubrio davanti e un cupolino che copre parte del campo visivo, senza comunque intralciare la vista sulla strada. Sulla Electra l'esperienza di guida inizia ancor prima di accendere il motore, quando si fa manovra e la si sposta con la sola forza delle gambe. La moto è pesante, pesantissima, e richiede attenzione particolare qualsiasi sia il movimento che le fate fare a motore spento. Il baricentro bassissimo non basta per avere pienamente il controllo della situazione, ma bisognerà abituarsi all'interasse lunghissimo per manovrarla con i piedi e al fatto che – mentre la spingete indietro a manubrio girato – la percezione dei pesi è totalmente diversa dal resto delle moto sul mercato. Inoltre fate attenzione al raggio di sterzata, è strettissimo nonostante la mole del mezzo e spingerla avanti o indietro con il manubrio in battuta è decisamente faticoso.
Già a 10 all'ora la situazione cambia, perché la magia dell'effetto giroscopico mette in armonia peso e dimensioni, rendendo la Ultra Limited finalmente gestibile e decisamente sorprendente. Non aspettatevi la reattività e la leggerezza di una moto “under 200kg”, ma l'equilibrio generale della ciclistica è stato studiato in modo ottimale dai tecnici di Milwaukee, che hanno realizzato una moto dalla guida fisicamente impegnativa, ma abbastanza intuitiva.
Alla Electra si deve comunque dare del “Lei” in ogni situazione, è impossibile fare quello che fate con qualsiasi altra moto perché qui i movimenti sono lenti e progressivi, le pieghe morbide e poco angolate. Se chiedete qualcosa di più, è lei a farvi capire che non lo può fare con frenate lunghe, avantreno che allarga e pedane che grattano per terra. Portatele il rispetto che merita una signora che ha un nome così prestigioso, e potrebbe darvi qualche soddisfazione anche fra le curve di un misto di montagna preso al ritmo giusto e con le mani leggere sui comandi.
La Sardegna è una terra aspra, dove c'è una sola strada che fila via dritta per tutta la sua lunghezza, mentre le altre sono dei veri parchi giochi per due ruote. Girando tutta la regione da norda a sud, poi di nuovo verso nord, abbiamo trovato una particolare attitudine al misto veloce, dove i curvoni ampi sono raccordati e si può guidare di flusso tenendo marce alte come la quarta o la quinta. Sul misto stretto non se la cava male, ma in queste situazioni l'avantreno pesante si rivela particolarmente impegnativo da governare, benchè tutto il resto della moto segua la traiettoria imposta senza particolari sbavature. In sostanza si riesce a godere di una guida fluida anche in mezzo a tornantini e ripide salite. Sul dritto, beh… è un'Harley! Quando si trotta in sesta marcia con il cruise attivo è un po' come avere un bisonte sotto al sedere, che corre pacioso verso la meta che gli abbiamo imposto. In queste situazioni si possono godere le coccole speciali come l'infotainment e la morbidissima seduta.
Abbiamo fatto anche strade di città, ma evitando quasi sempre le situazioni di traffico: qui soffre l'impossibilità di fare zig-zag fra le auto, gli ingombri laterali che richiedono la massima attenzione e il caldo che proviene dal motore, fastidioso nelle giornate estive più calde.
Abbiamo affrontato la nostra avventura sarda con una passeggera e tantissimi bagagli, quindi immaginatevi quanto le sospensioni siano state messe a dura prova lungo tutti questi chilometri. La corsa breve delle molle e della forcella si è rivelata confortevole con asfalto liscio, con un precarico azzeccato anche con il posteriore pesante, ma è bastata qualche buca più profonda per dare sonore botte alla schiena, mandando a pacco soprattutto dietro e trasmettendo un non proprio piacevole feedback alla colonna vertebrale. Sappiamo che per una moto così bassa da terra il comfort delle sospensioni deve essere di compromesso, ma non ci sarebbero dispiaciuti degli ammortizzatori più frenati sia in estensione che in compressione.
A rendere l'Electra una tranquilla macinachilometri è anche il carattere del motore: ama girare in basso e ai medi regimi, comunque sotto i picchi massimi di coppia e potenza, senza desiderio di smanettate e aperture brusche. Il tiro si sente, 138 Nm non sono pochi, ma 400 kg non si spostano in uno schiocco di dita e la ripresa è lenta, soprattutto da quinta e sesta marcia. L'accelerazione, invece, è piuttosto soddisfacente ma è sempre meglio non strapazzarlo troppo per godere al massimo della sua compagnia. Come detto sopra, diamole del “Lei” sempre, e saprà ripagarci con un'inarrestabile voglia di far strada e farci godere del mondo che ci sta attorno.

In viaggio con passeggero e bagagli

Dal punto di vista del pessaggero, l'Electra Glide Ultra Limited ha eccessi di lode e qualche insufficienza. I voti più alti vanno senza dubbio alla seduta: comodissima, avvolgente e in grado di rilassare a tal punto da far prendere sonno (è successo veramente). A disposizione del “copilota” ci sono anche i comandi per l'autoradio e il volume sul lato destro del baule. Le casse del sistema audio sono appena sotto le braccia, mentre si è sentita la mancanza di un maniglione da stringere: per problemi di spazio è stata preferita una più modesta cinghia in mezzo alle cosce.
La capacità di carico è un altro elemento che rende grandiosa l'esperienza del viaggio in coppia sulla Ultra Limited: lo spazio a disposizione per i bagagli è davvero tanto, non lasciatevi ingannare dalle borse all'apparenza lunghe e strette, perché ci sta davvero parecchia roba grazie alla forma regolare dell'interno. Sul baule, invece, c'è spazio per due caschi e due giacche leggere, o in alternativa (come fatto durante il nostro viaggio) per tutto l'occorrente per il campeggio. Una vera manna è il portapacchi offerto di serie su questa versione, semplicemente perfetto per poterci ancorare qualsiasi oggetto abbastanza voluminoso. Noi abbiamo piazzato con cinghie elastiche la tenda e il sacco a pelo.
Bocciata, secondo la passeggera, la protezione dal calore. A bassa velocità come sotto i 100 all'ora, il caldo prodotto dal Twin Cam è parecchio e non ci sono paratie a proteggere le gambe. Se il pilota bene o male riesce ad evitare di scaldarsi troppo portando avanti i piedi nelle pedane, chi sta dietro è costretto a subire il caldo che l'aria spinge sulle sue gambe. Logicamente questo problema si avverte nelle giornate più calde e alle velocità sotto i 30 all'ora, perché quando il clima è fresco non risulta troppo fastidioso.
In due e con la moto carica abbiamo constatato che l'Electra Glide ha un consumo di carburante molto sensibile allo stile di guida: con un'andatura "da crociera" sotto i 100 all'ora e a marce alte, non sarà difficile fare anche i 18 km/l, mentre se provate a tirare e a far salire la lancetta del contagiri, difficilmente raggiungerete i 15 al litro. 

Conclusioni

Non si può valutare un quadro di Fontana come un semplice strappo in mezzo a una tela, esattamente come non si può limitare la comprensione di una Electra Glide basandosi su aspetti puramente tecnici ed estetici. Abbiamo elencato pregi e difetti ma guidare una moto così significa prendere in considerazione la storia che si porta sulle spalle, l'importanza che Harley dà a ogni singolo harleysta, quello che si prova a sentirsi in sella a un mezzo che sembra avere una propria anima.
Harley-Davidson ci ha messo non solo anni, ma decenni per creare mezzi meccanici che non potessero essere paragonati a qualsiasi altra cosa, e il successo che questo brand ha in tutto il mondo non è di certo dovuto alle prestazioni fini a sé stesse, che a Milwaukee sono sempre state messe in secondo piano rispetto alle emozioni pure. Se siete capaci di comprendere e apprezzare questo, siete capaci di godervi un'Harley, altrimenti lasciate perdere.

Autore: Michele Lallai

Tag: Test , test


Listino Harley-Davidson Touring Electra Glide Ultra Limited - model year 2012

Touring Electra Glide Ultra Limited
Cilindrata
1690.00 cm³
Potenza
n.d. / n.d.
Coppia
n.d.
Peso
n.d.
Altezza sella
n.d.
Prezzo
28.400,00 €
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