Curiosità

pubblicato il 8 agosto 2016

10 dettagli che rendono grande il design italiano

Attualmente il listino delle moto italiane ha delle vere chicche di stile che rendono uniche le moto prodotte qui da noi

10 dettagli che rendono grande il design italiano

Scegliere una moto italiana piuttosto che una giapponese è una questione di gusti e tasche. Il prodotto italiano si paga in media un po' di più della concorrenza orientale, ma soddisfa le richieste di un'utenza un po' più attenta alla qualità, ai dettagli e alla personalità del mezzo, elementi che fanno rientrare questo tipo di prodotti all'interno del concetto "premium". Le italiane sono eccellenti nell'ammiccare con dettagli studiati per essere non solo funzionali ma anche belli, ecco una piccola lista di quelle che secondo noi sono le perle del design italiano nelle moto attualmente a listino.

Il buco sottosella delle MV Agusta

La serie Trepistoni di MV Agusta è un concentrato di tecnologia e design, ma solo nelle ultime versioni di Turismo Veloce e Brutale 800 è stato inserito un elemento di design mai visto prima, che supera qualsiasi innovazione stilistica portata su queste moto in passato: il buco sotto la sella. Per riuscire a farlo, si è dovuto reinventare il metodo di progettazione di telaietto, impianto elettrico e sella, con un risultato da togliersi il cappello. Questo è un vero sforzo tecnico al servizio della bellezza e dell'eleganza, a conferma del valore aggiunto che hanno le moto italiane e che molto spesso non viene riconosciuto.

Le prese d'aria anteriori della Ducati Panigale

Con la Panigale si vince facile, perchè nel complesso è un'opera d'arte irripetibile. Non c'è un solo centimetro di questa moto che sia sproporzionato o poco armonico, ma è l'anteriore la parte che cattura subito lo sguardo e ci dà la possibilità di apprezzare le prese d'aria più belle del mercato motociclistico mondiale. Non fungono soltanto da bocche per l'ingresso dell'aria nell'airbox, ma il profilo inferiore sottile e angolato genera deportanza come un alettone, mantenendo il muso incollato a terra in frenata e in accelerazione. Se non è genio questo...

Le teste cilindro della Guzzi California 1400

Niente di stupefacente, ma solo un gran bel pezzo di ferro! Moto Guzzi, con il suo motore a V trasversale, ha finalmente capito che le teste dei cilindri, messe così in vista, rappresentano un elemento estetico che va curato ed esaltato. Dopo quelle anonime di tutte le V del passato, finalente c'è un design ben studiato, con le alette semplici ma non banali, con andamento perpendicolare alle vere alette di raffreddamento per dare continuità alla linea bassa e lunga della moto. Sembra banale esaltare questo particolare più funzionale che stilistico, ma c'è del gran lavoro dietro.

il codino dell'Aprilia RSV4

L'estetica della RSV4 sente un po' il peso degli anni, ma alla sua uscita stupì tutti con un'estetica davvero compatta e una cura particolare per la ripartizione dei pesi. L'intera moto è molto concentrata sulla parte centrale, con un piccolo cupolino e un codino sfuggente che è un piccolo gioiello di design. Le linee non sono così azzardate, ma è stato realizzato con funzioni aerodinamiche ben precise e con l'intento di cambiare forma in base all'angolazione con cui lo si sta guardando. Le "alette" nella parte superiore e la doppia punta all'estremità. Guardarlo e toccarlo è un piacere per gli occhi e per le mani.

Lo scarico della MV Agusta F4

Le canne d'organo sono un classico del design a due ruote italiano, realizzate per la prima volta da Massimo Tamburini e da allora diventate simbolo della rinascita di MV Agusta e caratteristica più apprezzata del modello F4. Nell'ultima versione le canne sono diventate quadrate e hanno perso un po' di fascino, ma il concetto dei quattro terminali sotto al codone è un must che non può e non deve morire nelle prossime versioni della superbike lombarda. Speriamo che la F4 del futuro (che dovrebbe arrivare a breve) sia fedele alla tradizione.

I coperchi distribuzione della XDiavel S

La XDiavel è una novità che ha lasciato tutti a bocca aperta. All'apparenza il suo design è più semplice e scontato di quello della Diavel, ma è un tripudio di dettagli succosi e superfici curate, meraviglia di design e di particolari che rendono il mezzo un pezzo unico nel panorama delle power cruiser. Uno degli elementi che più colpisce è il disegno dei coperchi della distribuzione sul lato destro della moto, che nella versione S sono lucidi e danno un tocco in più al design della moto. Anche qui le linee sono state studiate sia per esaltare la robustezza del "Due a L" che per impreziosire la vista laterale della moto. Forse i più bei carter mai realizzati da Ducati.

Il monoammortizzatore della Panigale

Quando si è deciso dove mettere il mono della nuova Superbike, in Ducati hanno fatto la scelta giusta: bello in vista! Il suo posizionamento sul lato sinistro e il suo leveraggio di collegamento con il monobraccio sono chicche tecniche ed estetiche per i cultori della bella meccanica. Nella versione Ohlins con protezione molla in carbonio raggiungono l'apice della bellezza. Chi adora la meccanica in movimento, non può che amare questo schema sospensivo.

Il codino dell'Aprilia Dorsoduro

Non è una moto nuova e non è una di quelle esaltate per la sua estetica mozzafiato, ma avete mai guardato da vicino il codino della Dorsoduro? Gli scarichi alti e piatti si raccordano con il codino a punta e la luce posteriore a sviluppo verticale. Il tutto crea un'unica forma che appaga la vista soprattutto se guardato da vicino. Ci è capitato di vedere delle Dorsoduro con scarichi aftermarket e qualsiasi tentativo di personalizzazione non fa altro che rovinare quella perfetta estetica dei terminali di serie. Un vero pezzo di design italiano.

Lo scarico della XDiavel

Di nuovo XDiavel, ma non possiamo non citarla per la moltitudine di particolari succosi che ha. Lo scarico è senza dubbio uno dei suoi elementi più affascinanti, benchè non sia un pezzo dal disegno così ricercato e non abbia necessitato di uno studio così approfondito. È un classico "padellone" a doppia uscita bassa, che si unisce all'estetica generale in modo impeccabile. L'idea di mettere le uscite sulla destra, proprio dove c'è il bellissimo cerchio posteriore, crea un'alternanza di superfici rotonde e vuoti e pieni davvero appagante. Semplice ma non banale.

La sella della Vespa 946

Come per la Panigale, anche la Vespa 946 è un pezzo d'arte nel suo complesso, ma fra i dettagli più belli in assoluto c'è la sella "sospesa", che crea un elemento di contrasto e allo stesso tempo di unione unico nel suo genere fra il posteriore spiovente e rastremato e lo scudo anteriore. La seduta è infulcrata davanti e sospesa dietro con una cover inferiore che crea una linea pulita e molto curata. Arte pura!

 

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , design


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