Epoca e Classiche

pubblicato il 24 luglio 2016

Suzuki GSX 1100 Katana: originale... forse troppo!

Avveniristica, sofisticata, doveva essere una delle sportive più significative dei suoi anni. E invece...

Suzuki GSX 1100 Katana: originale... forse troppo!

Era il 1980 quando la Suzuki presentò il prototipo di quella che avrebbe dovuto essere una delle sportive più significative degli anni ottanta, ma che in realtà si rivelò una delusione dal punto di vista commerciale: la GSX 1100 Katana.
Spinta da un propulsore quadricilindrico, raffreddato ad aria di 1074 cc, la Katana stupì subito tutti per la sua originalissima linea, che presentava un frontale, per l’epoca, certamente futuristico… forse troppo. Per quel primo prototipo, fu dichiarata una potenza massima di 101 CV e un peso di oltre 240 kg.

La prima su strada

La prima versione della Katana stradale arrivò un anno dopo, nel 1981. Rispetto al prototipo del 1980, la versione definitiva si distingueva per le migliori finiture (com’era lecito aspettarsi da un modello destinato alla produzione) e per alcuni aggiornamenti a cui era stato sottoposto il motore, che in questa nuova configurazione raggiungeva una potenza massima di 104 cavalli. Il telaio a doppia culla in tubi di acciaio restava, invece, lo stesso del prototipo. Così come la sospensione anteriore con sistema antiaffondammento, il doppio ammortizzatore regolabile posteriore e i cerchi (da 19 all’anteriore e da 18 al posteriore). Anche il peso restava lo stesso. Certamente non si poteva parlare di sportiva pura se paragonata, ad esempio, alla Honda CB 1100R, ma si trattava pur sempre di una maxi stradale dalle prestazioni interessanti. Soprattutto perchè per acquistare una Katana non era necessario sborsare una cifra esorbitante come quella richiesta per la Honda.

E due...

Dopo solo due anni la GSX 1100 Katana fu sostituita dalla GSX 1100 ES Katana. Diversa solo nelle grafiche e nel disegno dei cerchi. Purtroppo, restava il cerchio anteriore da 19” con tutte le conseguenze del caso. Quando si spingeva forte, infatti, il cerchio anteriore manifestava tutti i suoi limiti e l’avantreno sembrava “galleggiare”. Il cerchio da 19” resterà comunque una caratteristica peculiare di tutte le Katana che seguiranno. Compresa la versione di 750 cc che, nel nostro Paese, incontrò più successo di quello della sorella maggiore.

La Limited Edition

Nel 1987 vide la luce una terza versione della Katana: la GSX 1100 ESB Limited Edition, che rispetto alla ES vantava particolari di maggior pregio. Tra cui spiccavano un nuovo sistema di scarico con terminale separato, i nuovi carter motore ed una nuova sospensione posteriore. Ma nel frattempo la Suzuki aveva lanciato sul mercato le sue nuove maxi sportive, la più turistica GSX-F 1100 e la cattivissima GSX-R 1100, decisamente più potenti ed evolute sotto ogni aspetto. E alla gloriosa ed ormai anziana Katana non restò che imboccare il viale del tramonto, ma non prima di stupire un’ultima volta. Per congedare questa moto, la Suzuki decise, infatti, di realizzare una serie finale in tiratura limitata, la GSX 1100 Katana Final Edition. Per quest’ultima versione, i tecnici giapponesi preferirono sacrificare un po’ di potenza (che scese a 95 cavalli) a favore di una migliore fluidità d’erogazione. Anche la velocità massima scese da 230 km/h a 220 km/h. Questo addolcimento rese la Katana meno scorbutica e più sfruttabile e divertente da utilizzare, soprattutto su strada. Era il 1988.

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , curiosità , epoca


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