Test

pubblicato il 20 luglio 2016

BMW R nineT Scrambler - TEST

Non solo moda! Un mezzo dalla grande personalità estetica e doti dinamiche inaspettate. Ecco come va...

BMW R nineT Scrambler - TEST
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Deriva strettamente dalla R nineT, ma non è una semplice divagazione sul tema. E neppure un esercizio di stile. L’interpretazione moderna dello Scrambler secondo la Casa dell’Elica ha un’identità ben definita, un mezzo dall’aria scanzonata a bordo del quale tutto è semplice, naturale, piacevole… insomma, su cui ci si sente come in vacanza. Perché in fondo, la moto è anche questo, evasione, e certi modelli riescono a regalarci quel quarto d’ora di spensieratezza persino nel tran tran quotidiano, dopo una dura giornata di lavoro. Ma questa Scrambler sa fare di più: convince su strada, quando si cerca la bella guida e ti fa sorridere di gusto dopo aver impallinato una gustosa serie di curve tra i boschi. Insomma, è bella da vedere e rilassante quando si va a spasso… ma se serve, sa essere anche insospettabilmente efficace!

Non solo per gli occhi

Eppure, non lo si direbbe affatto, se ci si fermasse a quell’aria modaiola da "aperitif-addicted". La Scrambler è una moto che vuole piacere e sa come fare. Minimal, faro tondo, muscoli in vista e sexy al punto giusto. Con i cerchi in lega neri, spiccano meglio alcuni particolari estetici, altrimenti si scelgono quelli a raggi, offerti in optional, e non si sbaglia. Difficile, poi, distogliere lo sguardo dai due tromboncini sovrapposti sul lato sinistro (di serie) marcati Akrapovic: a moto ferma fanno sbrilluccicare gli occhi; quando si dà gas, seducono invece il padiglione auricolare con una tonalità piena ed intrigante. Parte del gioco, però, è anche poter personalizzare al meglio il proprio mezzo. E qui, grazie ad alcune precise scelte tecniche (come ad esempio il telaio del passeggero configurabile in modalità biposto o monoposto, o l’apposita architettura dell’impianto elettrico), ci si può davvero sbizzarrire e dare a questa BMW l’accento che più si desidera scegliendo dal ricco catalogo accessori.

Cosa cambia… e cosa no!

Cuore pulsante è sempre il bicilindrico boxer da 1.170 cc - capace di 110 CV e 116 Nm di coppia massima - che però, sulla Scrambler, guadagna l’omologazione Euro4. Rispetto alla R nineT, arrivano invece la ruota anteriore da 19’’, un telaio con inclinazione di sterzo aumentata (che raggiunge i 28,5 gradi), sospensioni di maggiore escursione. Più nel dettaglio, all’anteriore troviamo una forcella telescopica classica (quindi non rovesciata) da 43 millimetri (con escursione di 125 millimetri) mentre dietro lavora l’immancabile Paralevel (con escursione di 140 millimetri). Altre differenze riguardano l’impianto frenante Brembo (con ABS di serie ma pinze prive di attacco radiale), il serbatoio (non più in alluminio, ma in acciaio, con capienza ridotta a 17 litri), la sella, lo strumento unico circolare e le pedane arrivate direttamente dalla "tuttoterreno" GS. Ancora, rispetto alla R nineT, la nuova Scrambler è più alta da terra (si passa da 785 a 820 mm) e pesa meno: 220 Kg in ordine di marcia. Ma a cambiare, tra le due moto, è soprattutto il prezzo. La Scrambler, con una componentistica più semplice, costa 14.000 euro tondi tondi… 1.750 in meno della versione più “stradale”.

A tutto TEST

Che piaccia o meno il genere, difficile non farsi ammaliare all’istante da questo mezzo. La posizione di guida è totalmente “user friendly”, salti in sella e sembra dirti: “cosa aspetti? Andiamo!”. Perché la BMW Scrambler fa venire voglia di moto e di fare strada, a chiunque e all’istante. Per andare a spasso, è ok. Per andare al bar, è ok. In mezzo al traffico - manubrio largo, busto dritto, tanto controllo - è ok. Poi un bel percorso tutte curve e la libidine sale. Più del previsto, proprio perché non te l’aspetti. E ancora di più, se l’asfalto è di quelli ben messi che non fanno saltellare troppo il posteriore (la cui impostazione rimane comunque un po’ “rigida” come sulla R nineT). Pienamente convincente, invece, il comportamento della forcella, che incassa bene anche fondi sconnessi e offre un ottimo sostegno quando serve.

"Sbram sbram"

Poi, ovviamente, c’è tutta la grinta del boxer che, nonostante l’Euro4, non perde una virgola del proverbiale carattere e tiene sempre in tensione i bicipiti quando il prurito al polso destro sale. Ma soprattutto, vuoi mettere il gusto di aprire e chiudere continuamente il gas, solo per il piacere di sentire quello “sbram-sbram” dagli scarichi, che ti proietta in avanti? Frizione morbida e cambio preciso rendono un piacere snocciolare le marce una dietro l’altra gustando a pieno il meglio di questo propulsore, che si manifesta soprattutto ai medio/bassi. Inutile, infatti, spingersi troppo oltre in allungo… pena, sentire il limitatore tagliare improvvisamente e di netto l’erogazione (e anche qualche vibrazione di troppo).

Effetto vela? No grazie!

Spesso, un’impostazione di guida tipicamente “scrambler” non è esattamente sinonimo di comfort alle alte velocità e già quando si è prossimi ai 100 km/h si è costretti ad alzare bandiera bianca. La causa è il fastidioso effetto vela generato dall’apertura delle braccia, che fa confluire tutta l’aria sul busto e che alla lunga stanca. La scelta dei tecnici BMW di utilizzare un manubrio non troppo largo e soprattutto non troppo vicino al corpo del pilota (consentendo così alle braccia di distendersi un po’), preserva la posizione di guida easy e “scanzonata” (tipica di questi mezzi) ma rende perfettamente digeribili (nei limiti di una moto priva di riparo aerodinamico) andature prossime ai 130 km/h e più. Davvero niente male!

Agile il giusto, sempre sincera

Se si decide di forzare il ritmo, la BMW Scrambler accetta di buon grado e non si tira indietro. La ruota da 19’’, in questo caso, più che un limite è un punto di forza: aiuta a timonare con efficacia nei rapidi cambi di direzione, smorzando reazioni nervose e “spigoli”. La moto scende in piega in maniera progressiva e si fa tirare subito su con un colpo di gas e l’ottima leva offerta dal manubrio. Insomma, anche esagerando e snaturandone un po’ le finalità, decisamente non si rimane delusi, ben supportati da un impianto frenante sempre efficace e che “morde” il giusto. Ma ad essere sinceri, il meglio arriva quando ci si gode una guida piacevole e rotonda, senza inutili forzature: si fa strada, anche spediti, lasciandosi coinvolgere dal carattere ammaliatore di questa Scrambler. Che forse su uno sterrato non ce la porterete mai, perché probabilmente non ve ne verrà voglia… ma in fondo chi se ne importa, va bene così!

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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