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pubblicato il 18 luglio 2016

MotoGP: Marquez cresce, Rossi soffre i cambi moto

Il rocambolesco GP del Sachsenring ha permesso a Marc di allungare sui diretti concorrenti

MotoGP: Marquez cresce, Rossi soffre i cambi moto

Marquez sta crescendo sotto tutti i punti di vista. Oltre al talento ora sta mostrando una maturità che gli consente di guardare dall’alto della classifica MotoGP (170 punti) piloti come Jorge Lorenzo (-48) e Valentino Rossi (-59). Anche perché quest’anno non è il più veloce in pista: è il più costante. È l’unico che non ha commesso errori importanti in questa stagione, nonostante abbia sempre lamentato di non avere un feeling perfetto con la moto. Al Sachsenring ha condotto una gara straordinaria. Si è trovato in una situazione in cui non aveva molto da perdere – dopo un lungo (per fortuna senza caduta) è scivolato nelle retrovie – e ha osato appena ha sentito che poteva farlo: è andato ai box e ha preso una moto con le slick (era già stato concordato così, per lui o bagnato o asciutto, niente intermedie) e ha disegnato una rimonta capolavoro sulle tracce più chiare del circuito del Sachsenring; perché se con le slick sbagli e finisci su un centimetro della pista un po’ umido la frittata è fatta e servita in un attimo. Dunque, Chapeau.

La strategia non c’entra

“In condizioni di asciutto o in condizioni di pioggia avrei lottato sicuramente per la vittoria”, ha detto Rossi a fine gara. Sono infatti le condizioni intermedie a creargli problemi; non è la prima volta. E soffre in particolare quando c’è da cambiare moto, e dunque ritmo, assetto, passo. Un po’ come quando furono introdotte le nuove qualifiche a cui ha fatto tanta fatica ad abituarsi; “Non riesco ad entrare e ad andare subito al limite, devo arrivarci un po’ alla volta”, dichiarava a quei tempi. Il Sachsenring ha messo in evidenza ancora una volta la sua difficoltà nel passare in pochi secondi dalla moto da bagnato a quella da asciutto (o intermedia), e poco importa – come ha confermato nell’intervista – se ha tardato di diversi giri l’ingresso nei box rispetto alla segnalazione al muretto, il risultato non sarebbe cambiato molto (“avrei fatto 6° invece di 8°”) e poi “è il pilota che ha le sensazioni in pista e deve sentirsi pronto a cambiare moto”. Il problema ha riguardato il feeling con la seconda moto (da rain a intermedie), non tanto la strategia; Dovizioso e Cructhlow hanno cambiato moto insieme a Rossi e dopo hanno girato mediamente almeno 2/3 secondi più veloce del pesarese, finendo entrambi sul podio. Per il pilota forlivese è un ottimo risultato, portare la Ducati sul podio su una pista dove le “rosse” hanno sempre avuto difficoltà è un importante segnale di crescita.

Dopo il Mugello caduta libera

Lorenzo invece non vede l’ora di cancellare questo terribile weekend per mettersi alle spalle un periodo decisamente negativo e ripartire dopo la sosta estiva (il 14 agosto in Austria, dove oggi e domani ci saranno i test). Dopo la vittoria del Mugello il majorchino ha inanellato tre GP decisamente negativi: in Spagna è stato messo giù da Iannone (ma non brillava affatto, anzi), ad Assen, sulla pioggia, è arrivato decimo e ieri in Germania ha chiuso al 15esimo posto. Non so se sia giusto parlare di crisi oppure no, ma alla fine non sarà certo un termine a cambiare le cose. Resta il fatto che probabilmente ha perso un po’ di fiducia con la sua Yamaha e chissà se dopo qualche settimana di stop riuscirà a ritrovare la concentrazione giusta per riscattare gli ultimi risultati e insediare la leadership di Marquez. Che intanto si avvia abbastanza spedito verso il quinto titolo mondiale

 

Autore: Francesco Irace

Tag: Sport , motogp


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