Test

pubblicato il 7 luglio 2016

Gamma BETA Enduro RR 2017 – TEST

Diverse le migliorie per rimanere ai vertici della categoria. Abbiamo messo alla frusta le tassellate toscane my 2017... ecco com'è andata!

Gamma BETA Enduro RR 2017 – TEST

Come ogni anno il periodo estivo è ricco di novità per il settore off-road, con tante anteprime e test. E tra i players più importanti non poteva mancare Beta, casa motociclistica toscana specializzata nell’offroad e nel trial, che ha presentato la nuova gamma enduro RR con prezzi di listino invariati, grazie all’incredibile successo di vendite fatto registrare dai modelli 2016.

Cosa cambia… e cosa no!

Sebbene dal punto di vista estetico, a parte la nuova grafica degli adesivi, la moto sembri identica ai MY2016, sono diverse le novità e le evoluzioni apportate. I primi accorgimenti riguardano il comparto sospensioni, con la forcella Sachs che propone un’escursione maggiore di 5mm per un migliore assorbimento delle asperità e una scorrevolezza più fluida. Il mono posteriore, invece, presenta un rinnovato sistema di regolazione per una migliore gestione delle alte e basse velocità, in modo da offrire al pilota una personalizzazione di maggiore precisione. Nonostante non vada a influenzare il comportamento della moto nella guida, è piacevole trovare sulle RR il nuovo strumento digitale con un design rinnovato, molto compatto, con contachilometri, conta-ore e velocità, oltre ad una funzione avanzata che permette di monitorare la carica della batteria. Funzione particolarmente comoda nei periodi invernali, quando si lascia la moto ferma per diverso tempo. Sempre presente su tutta la gamma 2 tempi e 4 tempi, oltre all’avviamento elettrico, anche quello a pedale per non rischiare mai di rimanere con la moto in panne. Design delle piastre di sterzo rivisto per una maggiore leggerezza e stabilità ma anche nuove ruote silver Excel con raggi neri. Rimane poi sulla gamma 2 tempi il comodo miscelatore automatico situato sotto la sella che elimina a tutti gli effetti la necessità di portarsi con se olio miscela e dosatore nel marsupio visto che in automatico il miscelatore combina il perfetto mix tra benzina-olio a tutti i regimi di utilizzo.
Spostandoci sui motori 4 tempi, quest’ultimi hanno ricevuto diversi affinamenti che ne hanno incrementato le già ottime prestazioni ai bassi-medi regimi. Gli alberi a camme sono rinnovati con una profilatura differente per favorire una lineare risposta del motore quando si dà gas. In abbinamento anche le nuove molle valvola influenzano la guida delle RR riducendo il freno motore in fase di decelerazione. Ovviamente è stato effettuato anche un lavoro a livello di elettronica sulle mappature delle centraline e la nuova predisposizione CAN permetterà agli strumenti di diagnosi generici posseduti da molte officine di effettuare il rilevamento di eventuali errori.

Location

La nostra prova si è svolta presso la proprietà privata dell’Agriturismo Viamaggio, meglio conosciuto come il primo “Agriendurismo” d’Italia. All’interno di un contesto paesaggistico spettacolare abbiamo potuto assaporare il gusto delle RR 2017 in diverse situazioni quali un percorso in sottobosco misto veloce, un circuito particolarmente tecnico con mulattiere e greti di fiume ed infine un tracciato con ostacoli quali tronchi e massi di pietre. Trascorrendo un’intera giornata destreggiandoci tra le diverse cilindrate ed i diversi percorsi abbiamo potuto scoprire pregi e difetti delle nuove Beta.

A tutto TEST

Prima di addentrarci nell’analisi dei singoli modelli, un veloce focus sulla ciclistica, che non varia da modello a modello. Le Beta 2 tempi propongono una stabilità incredibile sebbene non siano velocissime nei cambi di direzione. Il fatto di avere un mezzo a miscela, che tiene perfettamente la traiettoria anche in mezzo a pietre smosse, la rende estremamente piacevole da guidare perché trasmette fiducia permettendo di osare giro dopo giro. Anche le sospensioni hanno una buona risposta alle regolazioni ed una scorrevolezza che non uccide le braccia. Per via della differente inerzia tra motori 2 tempi e 4 tempi la risposta di forcella e mono, dal nostro test, risulta essere diversa. Infatti se sui 2T ci siamo trovati subito a nostro agio, con le 4 tempi l’approccio è stato più difficoltoso: il setting di serie delle sospensioni risulta essere sicuramente comodo ed adatto all’utente medio o all’amatore che vuole la moto morbida per non stancarsi; per chi vuole invece affrontare gare o ha un passo rapido in mulattiera, risultano essere decisamente troppo soffici nella parte finale della corsa. Il suggerimento è quindi quello di indurire il setting per evitare di arrivare a fondo corsa troppo facilmente
Come per i 2 T anche i 4T hanno un telaio molto stabile sul veloce ed un po' più pesante nello stretto dove l’anteriore tende a portare sempre “un po’ fuori” nelle curve più chiuse. Davvero ottimo invece il feeling nei canali, dove la moto sembra tenere sempre in modo naturale la direzione. Da menzionare anche il fatto che il freno motore si percepisce molto meno rispetto ad altre moto, questo è un aspetto che rende la guida godibile senza avere effetti di on-off. Tutta la gamma è omologata Euro 4 grazie ad opportune modifiche ai catalizzatori.

RR250

Indubbiamente una moto agilissima e divertente, ideale per chi ama fiondarsi in mulattiere tecniche dove le velocità non sono elevate. Il motore ha un’ottima “schiena” ma per poter sfruttare bene la potenza bisogna cercare di guidare questo mezzo con una notevole decisione e grinta utilizzando molto il cambio per tenere sempre il motore su di giri.

RR300

Praticamente identica alla RR250 ma con quei 50 cc in più che fanno la differenza ed offrono la possibilità di commettere qualche errore in più nella selezione delle marce e lo stesso riuscendo a riprendere velocemente coppia soprattutto in salita. Per quanto riguarda invece l'allungo, come il 250 bisogna continuare a buttare su marce perché altrimenti si ha la sensazione che il motore muri se si insiste troppo con la stssa.

RR350

La moto dell’intera gamma che ha subito le maggiori modifiche interne dal punto vista motore ed elettronico ed anche il mezzo sul quale si riescono a percepire maggiormente queste nuove finezze. Quello che sbalordisce è la risposta del motore ed il modo nel quale la RR350 tira ai medi regimi riuscendo ad avere un’accelerazione pulita ma al tempo stesso efficiente grazie alla rotondità della curva di erogazione che fa scaricare bene la potenza a terra mantenendo un’ottima aderenza.

RR390

La sensazione è che questo sia il perfetto compromesso potenza-facilità di utilizzo per l’amatore perché si hanno leggermente più cavalli rispetto alla 350 ma con una maggiore coppia ai bassi che si sente su tutte le marce, sicché in certe situazioni dove si ha un rapporto troppo alto, basta un colpo di frizione e si ritorna ad avere subito tiro. Questa cilindrata, al tempo stesso, è molto docile nell’erogazione, quindi chi non è molto allenato riesce a guidarla senza correre rischi di sentirsi strappare le braccia dal manubrio.

RR430

Una moto pensata per un utente un po' più avanzato e per un utilizzo agonistico in quanto il motore inizia a spingere davvero molto forte e si ha un’esplosività ai bassi che letteralmente catapulta la moto fuori dalle curve in fase di accelerazione. Anche fisicamente è più impegnativa vista l’inerzia e le masse in movimento, quindi necessita di un minimo di preparazione se ci si vuole divertire.

RR480

Molti rimangono spaventati dalle grosse cilindrate ma in realtà questa RR 480 risulta essere più facile da utilizzare rispetto alla 430 in termini di erogazione.Qui l'erogazione ha una linearità dolce ed una schiena incredibile per poi scatenarsi in un allungo interminabile. Questa è la perfetta compagna di giochi per utenti che desiderano fare offroad su sterrati o sottobosco scorrevole, mentre chi è alla ricerca di un mezzo da Enduro "extreme" è meglio si orienti sulla 350 o sulle 2 tempi.

Conclusioni

A fine giornata i pensieri non possono che essere positivi sui MY 2017, che trasudano passione ma al tempo stesso tecnologia e prestazioni convincenti. Avremmo certamente desiderato vedere qualche novità a livello di design ma, giustamente, basandosi sui risultati agonistici (dove la Beta è in testa al Campionato del Mondo Enduro E3 e comunque nella Top 5 della E2), la scelta più giusta e sensata è stata quella di concentrarsi per migliorare ulteriormente le performance.
Un ulteriore incentivo a “scegliere” Beta è il fatto che questa azienda sia passata da 125 dipendenti nel 2015 a 146 dipendenti nel corrente 2016… a significare che il lavoro svolto dalla casa toscana, oltre a soddisfare gli enduristi, ha anche prodotto nuovi posti di lavoro. Le RR vendute negli ultimi 12 mesi sono circa 8.000 unità, 850 delle quali giunte sul mercato italiano con la RR 300cc in testa agli indici di gradimento.

Abbigliamento tecnico utilizzato

Casco: Scorpion Exo VX20
Occhiali: Raleri
Giacca: Onboard Racing
Maglia: Ufo Plast Revolution
Pantalone: Ufo Plast Revolution
Guanti: Ufo Plast Trace
Stivali: Alpinestars Tech 10

Autore: Manuel Lucchese

Tag: Test , test , fuoristrada , prove


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