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pubblicato il 4 luglio 2016

WDW 2016: Woodstock da centauri

Il World Ducati Week abbatte qualsiasi barriera, dentro i cancelli di Misano si è tutti amici... un piccolo mondo perfetto

WDW 2016: Woodstock da centauri

Il Word Ducati Week 2016 si è appena concluso, e dopo i dovuti festeggiamenti per la riuscita di un'altra edizione, gli organizzatori stanno già pensando a quello del 2018. Per me è stato il secondo WDW, il primo l'ho vissuto nel 2014 da addetto ai lavori, questo è stato molto più "soft" e sono riuscito a vederlo dal punto di vista del ducatista e del visitatore del più grande evento mondiale dedicato alle Ducati. In entrambe le situazioni, però, sono tornato a casa ponendomi la domanda: come fa il WDW ad essere così grandioso?

Il WDW ha successo perchè esistono i ducatisti

Dire che si tratta di un evento perfetto potrebbe essere osato, ma ci si va davvero molto vicino. Non è una sensazione che ho percepito immediatamente o mentre mi trovavo in mezzo alla festa, ma è un pensiero che ho metabolizzato solo dopo qualche ora dal mio ultimo saluto al circuito di Misano.
E il sentimento non riguarda le attrazioni e la struttura degli spazi. Le varie aree tematiche presenti nel paddock e gli eventi correlati come la parata, le garette con i piloti, la Rustida e il concertone, sono una questione di buona organizzazione e di programma ben studiato, cose che in 2 anni di lavoro e con 8 edizioni alle spalle sono state perfezionate al meglio.
La cosa davvero perfetta era la passione di ogni singola persona che ha varcato l'ingresso, senza questo elemento non si potrebbe arrivare a definire il WDW un evento imperdibile. In pista c'erano migliaia di persone, in sella a migliaia di moto: per pura statistica, fra queste ci saranno stati di sicuro elementi poco raccomandabili, gente con problemi mentali, ubriaconi e violenti, ma nessuno ha superato il limite del buonsenso, nessuno ha smesso di sorridere e nessuno ha creato problemi al prossimo. Il WDW, per me, è il Festival di Woodstock del nuovo millennio, dove la gente si fa di gas di scarico e piadine invece che di LSD. 

Per tre giorni ho conosciuto un mondo di pace e fratellanza

Le moto si incastravano fra loro, la gente si mischiava ai motori in una bolgia di sudore e puzza di benzina, ma si faceva festa e si era tutti amici, ci si sentiva davvero fratelli accomunati da una sola cosa. Nessuno si interessava del colore della pelle, del paese, della religione... a dirla tutta non importava nemmeno la moto che si guidava, perchè dentro il paddock ce n'erano molte di tante altre marche. L'unica cosa che contava era essere lì per festeggiare la Ducati e le sue moto. Punto. Dopo due giorni a contatto con queste persone, ho finalmente realizzato che il WDW è fatto più dalla gente che dalle attività programmate (che sono comunque fondamentali per far incontrare i ducatisti).
Nell'autostrada del ritorno, stanco morto in sella al Monster 1200 S, ho incrociato altri motociclisti a passo blando, anche loro sfatti, ma tutti mi hanno dedicato un saluto e un sorriso, gentilmente ricambiati. Ho bevuto un caffè all'autogrill con tre monsteristi cechi, poi ho ripreso il mio fagotto e mi sono di nuovo diretto verso Bologna. A Imola una barriera di auto era in coda, probabilmente di ritorno dal weekend in riviera. Mi son trovato fermo in prima corsia dietro un Dodge che mi sparava fumo nero in faccia. Lì per lì mi sono irritato e ho superato le auto ferme, poi ho pensato che la sera prima un tizio con un 1198 ha fatto la stessa identica cosa dentro il paddock di Misano, ma non mi aveva dato per nulla fastidio, anzi, gli avevo risposto con quattro sgasate anche io. Ero tornato alla realtà, la mia Woodstock era finita e non ero per nulla felice.

Autore: Michele Lallai

Tag: Eventi , raduni


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