Test

pubblicato il 23 giugno 2016

Hard Test: BMW S 1000 XR al Tourist Trophy 2016

Cuore racing, personalità crossover. Vi raccontiamo l’esperienza in sella alla moto che ci ha portato al Tourist Trophy sull’isola di Man

Hard Test: BMW S 1000 XR al Tourist Trophy 2016

Sicuramente la BMW S 1000 XR non ha bisogno di presentazioni. Il crossover superprestazionale della casa bavarese mescola, in un solo modello, la forza di uno dei migliori 4 cilindri "maxi" in circolazione e la comodità di un mezzo con impostazione enduro... che tradotto significa potenza, tanto comfort e manovrabilità elevata. Ma una moto puoi dire di conoscerla davvero, solo quando ci hai macinato tanta strada e in ogni condizione. E se la strada è quella che porta dall’Italia all’isola di Man, con tante deviazioni motociclisticamente accattivanti e ripetuti giri sul Mountain (il tracciato di gara del Tourist Trophy) ecco che la faccenda si fa interessante.

Carta d’identità

Prima di scoprire come se l’è cavata la BMW S 1000 XR in questa impegnativa prova durata 7.000 km, 7 stati e strade di ogni genere, ripassiamo velocemente le caratteristiche principali del modello. Il motore è il potente quadricilindrico da 999 cc derivato dalla sportiva carenata S 1000 RR, nella versione leggermente depotenziata già vista sulla naked S 1000 R. Un’unità capace di erogare 160 CV a 11.000 giri/min per una coppia massima di 112 Nm a 9.250 g/min. La ciclistica sfrutta un telaio doppio trave in lega leggera con il gruppo motore-cambio in funzione portante. La forcella è a steli rovesciati e al posteriore c'è un robusto forcellone, con mono centrale completamente regolabile. Entrambe le sospensioni propongono un'escursione maggiorata di 20-30 mm, in linea con l’impostazione crossover del mezzo. L’impianto frenante, infine, si avvale di un doppio freno a disco anteriore da 320mm e pinze freno radiali.
Per quanto riguarda l’elettronica, troviamo il meglio della tecnologia in Casa BMW, come ad esempio: ABS Pro (sviluppato in collaborazione con Continental); controllo ASC (Automatic Stability Control) di serie; controllo dinamico della trazione DTC con sensore d’inclinazione. E ancora, due modalità di guida selezionabili di serie dal guidatore (“Rain“ con potenza limitata a 148 CV e “Road“ full power), più "Dynamic", che è la più sportiva, in optional; sospensioni regolabili elettronicamente con il sistema Dynamic ESA (Electronic Suspension Adjustment, in optional), che adatta la ciclistica alle condizioni di guida e dell'asfalto. Il tutto, controllabile attraverso un pratico e funzionale computer di bordo. Il quick shift, infine, consente di mettere marce e scalare senza toccare la frizione.  Se volete approfondire, trovate qui la nostra video-recensione.

Verso il Tourist Trophy

La prima parte del viaggio è stata una classica “galoppata” alpina, a pieno carico, su strade molto varie, sia come andamento che come asfalto. Qui si sono fatte subito apprezzare le doti dinamiche della S 1000 XR che, grazie al manubrio largo e alla posizione di guida (sì confortevole ma anche “active”... ottimo il feeling con l’avantreno), fa divertire tra le curve e consente di affrontare con scioltezza ogni situazione, come ad esempio gli stretti e vorticosi tornanti che salgono in cima al passo Spluga. Bella la sensazione di riuscire a mettere la moto sempre proprio lì dove si vuole. Poi, appena la strada si apre un po’, seconda e terza marcia da spremere fino in fondo e via… in un coinvolgente tango tra le splendide pieghe di questo angolo tra Italia e Svizzera, che finiscono fagocitate una dietro l’altra in rapida successione. Una delle doti più interessanti che ho potuto verificare di questo crossover è la capacità di non perdere efficacia a pieno carico (borse laterali piene e borsa da sella ricolma). Per non parlare del gran gusto a spalancare il gas in uscita e godersi la bella "fiondata", caratterizzata da un allungo da sportiva vera. Salendo al passo, mi sono ritrovato spesso sotto le ruote i classici rivoli d’acqua di stagione (dovuti allo scioglimento della neve in quota) proprio in piena curva. Qui l’elettronica fa la differenza... traction control sempre discreto e puntuale, si procede spediti senza mai temere reazioni indesiderate. Al di là del fattore emozionale oggettivamente intrinseco alla S 1000 XR - il suo muscoloso 4 cilindri difficilmente lascia indifferenti - questo del senso di fiducia trasmesso in viaggio è l’aspetto mototuristico che ho apprezzato di più.

L’isola della velocità

Un lungo trasferimento con migliaia di chilometri macinati. Prima traghettata, le bianche scogliere di Dover. Ancora strada, seconda traghettata. Ed eccola, finalmente, in una nebbiosa alba nordica, l’isola su cui ogni motociclista sogna di poggiare le ruote almeno una volta nella vita. L’isola di Man… e per di più nei giorni in cui si corre il celebre Tourist Trophy. Il richiamo del Mountain, il tracciato di gara, è irresistibile. E così, una rapida regolatina al setting, ed eccomi pronto a scatenare tutta la grinta del crossover bavarese lungo i 60 km del tracciato. Contrariamente a quanto si possa credere, la parte “curvosa” (in senso classico) è molto limitata. Per il resto, lunghi tratti di rettilineo e velocissime curve appena accennate, che però ad andature sostenute costringono a mirabolanti pieghe in appoggio. La vera caratteristica del percorso sono in realtà gli insidiosi avvallamenti che mandano in crisi le sospensioni. Qui la S 1000 XR fa valere il suo DNA sportivo e la ciclistica solida permette di osare. Al punto che - mappa Dynamic inserita - se la vede tranquillamente alla pari con le tante race replica "a spasso" sulla Mountain Road. Anche i freni, sotto stress, non hanno mostrato mai cedimenti e hanno sempre garantito un comportamento eccellente, sia quando si trattava di una pelatina per aggiustare una traiettoria, sia in occasione di pinzate assassine (è davvero facile, da queste parti, farsi prendere la mano). Ma il vero protagonista "a bordo" rimane il 4 cilindri da 160 CV, che sembra averne sempre ancora un po', anche quando il LED sul cruscotto inizia a lampeggiare impazzito per avvisarti che è arrivato il momento di cambiare marcia. Il bello di questa moto? Che il giorno dopo, nonostante gli ettolitri di adrenalina mandati in circolo, ce ne andavamo tranquillamente a spasso, alla scoperta degli angoli più affascinanti dell’isola, come se nulla fosse. Insomma, eccola la tanto decantata ecletticità.

Una questione spinosa!

Prima di partire per quest’avventura, tra le “mission” appuntate sul taccuino ce n’era una particolarmente importante: andare a fondo nella spinosa questione delle vibrazioni che accompagna questo modello sin dai primi test. Difficile ipotizzare un’occasione migliore, per farlo, del viaggio che avrei affrontato. Quanto avrebbero influito effettivamente sul comfort in una trasferta così impegnativa? Rappresentano sul serio un handicap per questo mezzo dalle aspirazioni touring? Per darmi delle risposte definitive, sulla via del ritorno ho deciso di programmare una sorta di "prova-verità", un long-run di oltre 1200 km (senza tappe intermedie, escluse soste benzina) da Strasburgo a Roma.
Innanzitutto, senza girarci attorno, la risposta è si, le vibrazioni ci sono e si fanno sentire soprattutto sul manubrio. E se nella guida sportiva neanche ci si bada, il discorso cambia in ottica “viaggio”. Ma sulla loro fastidiosità è bene fare delle considerazioni opportune. Innanzitutto a poposito del range in cui si palesano in maniera più insistente, che in sesta marcia corrisponde ad una velocità compresa tra i 90 e i 115 Km/h. Questo significa che alle classiche andature autostradali (120-130 km/h) il comfort è decisamente accettabile, mentre a passo turistico, su strade statali, il problema proprio non si pone. Poi è chiaro, molto dipende anche da sensazioni soggettive, ma io, dopo i 1.200 km percorsi tutti d’un fiato, mi sentivo esattamente come se fossi sceso da una qualsiasi altra touring. Il consiglio quindi - se siete attratti da questo crossover emozionale - è quello di provarne un esemplare (possibilità generalmente offerta dalla rete di concessionari BMW) e verificare se quanto ho scritto corrisponde o meno alla verità. E se come credo, scatterà il feeling... buon divertimento! 

Il Tracciato del TT - 2 chiacchiere con Alex Polita

Autore: Redazione

Tag: Test , quadricilindriche , test , prove


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