Test

pubblicato il 17 giugno 2016

Hard Test Metzeler Roadtec 01: operazione Tourist Trophy

Un lungo viaggio in moto, in ogni condizione, per assistere alla celebre gara sull’isola di Man. Una prova durissima per l’ultimo sport-touring dell’Elefantino

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Un viaggio impegnativo, una destinazione affascinante, un crossover prestazionale ed esigente in fatto di gomme… difficile ipotizzare un banco di prova più efficace per uno pneumatico sport-touring. E così, Metzeler non si è fatta scappare l’occasione e ci ha fornito un treno dei suoi nuovissimi Roadtec 01.

L’antefatto

Tutto è nato in occasione del lancio stampa internazionale di questo prodotto dedicato ai macinachilometri “sprint” su asfalto. In quell’occasione, a fine prova (qui il nostro test), di fronte agli ottimi risultati evidenziati dissi allo staff Metzeler che, se la resa fosse stata costante lungo l’intero arco di utilizzo della gomma, i Roadtec 01 sarebbero stati di certo un candidato credibile al titolo di re del segmento. E visto che proprio in quei giorni stavamo programmando la nostra avventura al Tourist Trophy 2016 (qui lo speciale) gli abbiamo proposto un test verità di lunga durata, in ogni condizione, con tanto di giro adrenalinico sul percorso della celebre road race. E loro non si sono tirati indietro: sfida accettata!

Il campo di prova

Ma in soldoni, cosa hanno dovuto sopportare queste gomme? Durata circa 6.000 chilometri, l’avventura in solitaria dall’Italia, alla volta dell’isola di Man, mi ha visto attraversare condizioni assai differenti, impegnative e variegate. Sicuramente lunghi trasferimenti autostradali. Ma anche il passo Spluga, con notevoli sbalzi di temperatura e asfalto non sempre perfetto, le belle curve svizzere, le super-pieghe (a pieno carico) tra i colli dell’Alsazia. E poi l’isola di Man, con ripetuti giri “a tutta birra” sul Mountain (il tracciato di gara) e un affascinante giro turistico alla scoperta di questa meravigliosa isola. Dulcis in fundo, la prova forse più dura dell’intero viaggio...

Alle prese col tifone: surfing sul San Gottardo

Tanto sole durante il viaggio di andata. Tanto sole anche sull’isola della velocità (davvero insolito per il profondo nord). Era ovvio che il fato stesse covando qualcosa. Ed eccolo, puntuale, l’appuntamento con Giove pluvio. Più esattamente, una vera e propria allerta meteo da Strasburgo sin oltre il San Gottardo, in Svizzera, con tanto di allagamenti, piogge torrenziali, alberi divelti sulla carreggiata e violenti tsunami alzati dai camion in corsa sulla carreggiata opposta. Lo immaginate uno scenario apocalittico migliore per testare la resa (e il senso di sicurezza trasmesso) di una gomma sul bagnato?

Il livello raggiunto

Ma procediamo con ordine. Sostitute delle già ottime Roadtec Z8 Interact, rispetto a queste vanno considerate un prodotto completamente nuovo e non un semplice upgrade. Una resa chilometrica maggiore del 10%, migliore comportamento in frenata sul bagnato e più grip nella guida sprint, l’obiettivo dichiarato. Da un punto di vista tecnico, c’è un inedito disegno del battistrada, che presenta scanalature differenti all'anteriore per incrementare la tenuta su fondi insidiosi. Ma anche nuove mescole, con il davanti in 100% silice e il posteriore composto dall'80% di silice e dal restante 20% di nero fumo (concentrato nella parte centrale), che aumentano la percorrenza e garantiscono tanto grip sulle spalle. Grip cui concorre anche una superficie di contatto in piega aumentata del 5%. Al posteriore si nota poi l'assenza di intagli nella parte centrale, una scelta tecnica volta a migliorare la stabilità di percorrenza sul dritto (anche a velocità elevate, come ho potuto verificare sulle autostrade tedesche), senza ripercussioni di alcun tipo sulla capacità drenante dell'acqua in caso di pioggia, grazie al lavoro svolto in tandem con l'anteriore, che apre letteralmente il velo d'acqua, scongiurando indesiderati aquaplaning. Era proprio questa una delle caratteristiche che più mi incuriosiva testare in condizioni limite e, come avete letto sopra, sono stato decisamente accontentato.

Il verdetto!

Quando si sceglie uno pneumatico sport-touring, probabilmente, quel che più interessa sono l’uniformità di performance lungo tutto l’arco di vita della gomma, il feeling e il senso di sicurezza trasmessi... ma anche la capacità di sostenere un ritmo di guida allegro, quando arriva il momento di divertirsi. A tutto questo, aggiungo io, si deve unire anche una resa uniforme e soddisfacente in condizioni d’uso assai differenti. Perché un prodotto touring è fatto per chi di strada ne fa tanta e cambia spesso, sia stagioni che orizzonti.
Dopo la partenza da Milano, il primo scenario con cui mi misuro è quello del passo Spluga, tra Italia e Svizzera. Non uno di quei passi sprintosissimi. Piuttosto un tracciato molto vario tra belle curve, tornanti strettissimi... e asfalto, a tratti ottimo a tratti pessimo. Piacevolissima la sensazione di grip immediato già dalle prime curve. In generale i tempi di warm-up dei Roadtec 01 sono fulminei. Anche i repentini cambi di temperatura non sono un problema: neve a bordo strada, rivoli d’acqua a tagliare la carreggiata… tutto affrontato a ritmo sostenuto, a pieno carico, senza far mai venire meno l’elevata sensazione di feeling. Poi tra svizzera e Alsazia, ancora tante belle curve e pieghe decisamente più spinte grazie alle quali ho potuto verificare l’ottima tenuta sulle spalle, col posteriore che mi ha convinto ancora di più rispetto al primo test durante la presentazione stampa. Con tutto il bagaglio a bordo (quello tipico di un lungo viaggio), e la cavalleria della BMW S 1000 XR a briglie sciolte, mai una sbavatura tra le meravigliose spire del Parc naturel régional des Ballons des Vosges. Grip davvero ai livelli di uno sportivo stradale di qualche anno fa (e non tanto per dire) e una buona reattività nei cambi di direzione. Anche se questi Metzeler prediligono decisamente un comportamento neutro e omogeneo, nella discesa in piega, rispetto alla “sveltezza” in senso assoluto. Un comportamento che su questo genere di gomma apprezzo molto: in tandem con una buona ciclistica ti fa mettere la moto esattamente dove vuoi tu.
Poi tanti chilometri “dritti” (e anche ad altissima velocità, come sulle autobahn tedesche) lungo i quali apprezzare stabilità e comfort (che davo sinceramente per scontati) e finalmente l’arrivo sull’isola di Man. Il tempo di sistemare i bagagli e sono già sul Mountain, il tracciato di gara del Tourist Trophy. Diversamente da quanto si possa pensare, non ci sono tratti particolarmente tortuosi (tranne una manciata di chilometri) ma è la velocità di percorrenza la vera protagonista. E allora, sopratutto sulla Mountain Road (dove la polizia locale chiude un occhio durante i giorni dell’evento) scateno tutta la cavalleria del crossover bavarese e metto decisamente sotto stress le gomme. E sull’asfalto “motociclistico” più celebre al mondo le emozioni non si fanno attendere. D’accordo, condizioni perfette di asciutto. Ma anche cercando di metterli in difficoltà, i Roadtec 01 ricambiano con fiducia e feeling. Un’esperienza che ripeterò più volte durante la settimana sull’isola, sempre con lo stesso risultato. Equilibrati e pronti alla battaglia. Risultato: 3.000 km circa all’attivo. Nessun calo nella resa, nonostante il trattamento rude. Ma la prova più dura, come accennato, doveva ancora arrivare.
Ricorderò quella incontrata al rientro dal Tourist Trophy come una delle peggiori tempeste motociclistiche della mia vita. E all’idea di essermi potuto ritrovare in quell’inferno con una gomma sportiva mi viene ancora un brivido dietro la schiena. E invece (per fortuna) c’erano i Metzeler Roadtec 01 a “navigare” sull’asfalto. Il campionario di insidie è stato assolutamente completo: panic brake, pericolo di aquaplaning, necessità di alzare il ritmo per sorpassi “salvavita” e sbandate improvvise causate da ondate d’acqua sollevate dai camion. Alla soglia di 6.000 tostissimi km, non mi hanno mai abbandonato, una resa ineccepibile, e mi hanno permesso di proseguire senza costringermi alla sosta (e alla resa). E allora, mi espongo senza paura di smentita: per me, uno dei migliori prodotti sport-touring di sempre. Il divertimento tra le curve nella guida allegra è assicurato (in ogni caso, se cerchi il massimo in fatto di grip e sportività, sono altri i prodotti sul mercato a cui rivolgersi). Ma se l’elemento “touring” è fondamentale e si vogliono percorrere tanti chilometri senza calo di prestazioni, questo prodotto non delude. Il mio verdetto: Metzeler vince la sfida. E se non ci credete, provate pure, poi ripassate di qui...

Il Tracciato del TT - 2 chiacchiere con Alex Polita

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , test , gomme , prove


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