Test

pubblicato il 9 giugno 2016

Kawasaki Vulcan 70 by Mr. Martini - TEST

Da cruiser a special, con sapienti ritocchi a opera del customizer veronese. Ispirata alla storica Mach III degli anni ’70, la bicilindrica giapponese acquisisce fascino, esclusività e un pizzico di maneggevolezza

Kawasaki Vulcan 70 by Mr. Martini - TEST

Dopo averla vista in anteprima al Motor Bike Expo di Verona lo scorso gennaio, abbiamo toccato con mano la special dallo spiccato sapore vintage realizzata da Nicola “Mr” Martini su base Kawasaki Vulcan S. Si chiama Vulcan 70, e rappresenta il primo modello nato dalla collaborazione tra il preparatore veronese e Kawasaki Italia.

Vulcan 70 by Mr. Martini, operazione nostalgia

Con questa moto, la filiale nazionale del Marchio giapponese si cimenta nel segmento delle preparazioni e delle moto dal fascino retrò, affidandosi alla creatività di un nome che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo di rilievo internazionale nel mondo della customizzazione. La sede dell’evento, non a caso, si chiama Special, ed è lo show room e base operativa di Mr. Martini da poco ampliata con un bar ristorante a tema motociclistico. Un luogo coinvolgente, capace di immergere il visitatore in un ambiente unico dove si respira passione pura in ogni dettaglio. Da vedere!
Una vera special “di serie” firmata Kawasaki? Esperimento riuscito, perché la Vulcan 70 è una moto che conquista sotto ogni punto di vista. Pur senza toccare nulla in tema di meccanica e ciclistica, Mr. Martini ha lavorato di fino sul design, fortemente ispirato dalla Kawasaki Mach III H1D prodotta negli anni ’73 e ’74. "Sono sempre stato innamorato della Mach III" ci confessa Nicola, che aggiunge "quando la vidi la prima volta parcheggiata ero bambino. Ricordo che lasciai la mano di mio padre per attraversare di corsa la strada e saltarci sopra. Me ne innamorai. Chi l’avrebbe detto che un giorno ne avrei realizzata una tutta mia… e addirittura in serie!".
 La mitica tre cilindri a due tempi è ancor oggi un’icona di sportività, perché capace di prestazioni – per l’epoca – tanto esagerate in rapporto ai freni e alle sospensioni che la equipaggiavano da conferirle il nomigliolo di “Bara Volante”. A quella moto la Vulcan 70 si ispira riprendendone le grafiche, il codino (realizzato ad hoc) i fianchetti trapezoidali e la sella con cuciture orizzontali, miscelando stile classico e moderno in un insieme elegante e suggestivo. Per la verniciatura bicolore degli elementi, Mr. Martini si è affidato alla carrozzeria Aerre di Settimo di Pescantina (Verona) attività specializzata nel settore moto che da diverso tempo collabora alle sue creazioni. L’impianto di scarico (omologato) a doppio silenziatore sovrapposto è realizzato dalla Zard, mentre tra le altre modifiche si segnala l’adozione di nuove pedane poggiapiedi e relativi supporti, fanale anteriore circolare, indicatori di direzione cromati e, soprattutto, un nuovo manubrio rialzato.

In sella: il classico che diverte

Nella guida, le pedane arretrate in stile naked e la forza di leva offerta dall’impugnatura rivista sono piccoli elementi che però cambiano totalmente il carattere della moto rispetto alla Vulcan S di serie. Invariata nelle scelte tecniche, la moto creata da Martini acquisisce dinamismo e maneggevolezza, con un piglio quasi sportivo che ha poco a che fare con l’indole turistica della cruiser giapponese. Il propulsore bicilindrico parallelo da 649 cc e 60 CV di potenza (lo stesso dell'intera piattaforma ER-6) è trattabile e regolare fin dai regimi più bassi, mostrando una energica iniezione di coppia attorno ai 4.000 giri e distendendosi con buona verve fino a 9.000 giri.
Le rinnovate doti dinamiche e la spinta del motore fanno sì che ce ne sia più che a sufficienza per trottare nel traffico con grande comfort oppure divertirsi tra le curve La moto si rivela fin da subito precisa e divertente, mostrando la sua indole turistica solo quando si eccede con l’irruenza negli ingressi in curva. Pur impostando una guida sportiveggiante, le pedane poggiapiedi non arrivano a sfregare l’asfalto e questo, unitamente alla solidità del telaio perimetrale in acciaio, consentono di godersi tanto i tornanti quanto le svolte più veloci con grande soddisfazione.
Per contro, dobbiamo segnalare un livello di vibrazioni oltre la media, che cresce con l’escalation dei giri motore già da quota 4.000 rendendosi percettibile soprattutto su pedane e manubrio. Senza l’impiego di calzature specifiche, una volta scesi dalla sella dopo una quarantina di chilometri di percorso, siamo arrivati anche ad avvertire un formicolio ai piedi poco piacevole. Inoltre, si segnala come l’impiego di un rinvio corto per il comando del cambio non giovi alla funzionalità della trasmissione a sei marce: talvolta l’inserimento dei rapporti risulta contrastato, con la necessità di dover impiegare più forza del normale. Va detto però che le moto in prova erano tutte “km 0”, quindi è possibile che la caratteristica si mitighi con l’utilizzo. La frenata, invece, è concreta e sfruttabile, grazie ad un ABS mai invasivo e ad un disco anteriore di 300mm con pinza a 2 pistoncini davvero modulabile nell’azione.

Serie limitata: 100 esemplari numerati

Come detto, Vulcan 70 è il primo frutto dell’inedita collaborazione tra Mr. Martini e Kawasaki Italia. Per questa moto è prevista la realizzazione di 100 esemplari numerati, realizzati praticamente su ordinazione dal customizer veronese in base alle richieste. Fino al prossimo 1° settembre, il prezzo è fissato a 10.990 Euro, rispetto ai 7.490 Euro del modello Vulcan S di serie, e i clienti riceveranno assieme alla moto anche tutti i ricambi originali per ripristinare il modello standard. Ogni esemplare è contraddistinto dalla dicitura “Serie Limitata” con numero identificativo riportato sul serbatoio (e protetto da vernice lucida). Se poi si vuole proprio esagerare con l’esclusività, Kawasaki e Mr. Martini hanno messo a punto un elenco di accessori dedicati, tra cui una piccola borsa da serbatoio ed evocativi cerchi ruote a raggi in alluminio calzanti pneumatici tubeless.

Abbigliamento utilizzato
Giacca: Alpinestars Black Shadow Phantom
Guanti: Alpinestars Corozal Drystar
Casco: 70’S Metalflakes

Autore: Leslie Scazzola

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