Curiosità

pubblicato il 8 giugno 2016

"Special" è un termine che stiamo usando in modo sbagliato

Oggi è special tutto quello che fa custom e vintage, ma storicamente questa parola ha un'origine ben diversa

"Special" è un termine che stiamo usando in modo sbagliato

Ultimamente vediamo la parola "Special" scritta ovunque. Si tratta di uno dei termini più modaioli nel registro linguistico delle moto, in certi casi decisamente abusato e diventato ormai strumento di promozione e marketing da parte delle grosse aziende del settore. Ma la parola da dove arriva? siamo sicuri di sapere bene di cosa stiamo parlando? Per capirlo bisogna andare indietro nel tempo, quando la parola Special si riferiva a tutt'altro. 

Cosa erano in origine le Special

Special è un termine nato negli anni 50 e 60, quando le cafè racer non erano moto vintage ma la più moderna espressione di motociclismo sportivo di serie. Con la diffusione capillare di queste moto, nacque anche la tendenza di alcuni preparatori a creare dei Frankenstein mischiando i vari modelli di punta. Nascevano così le Norvin (Telaio Norton, motore Vincent), le Triton (motore Triumph, telaio Norton), le Tribsa (Motore Triumph e telaio BSA) e via dicendo. Queste erano conosciute come Special.
Con gli anni, il termine divenne identificativo di qualcosa di modificato anche nella produzione di serie, una moto "speciale" che generalmente rappresentava la versione più sportiva di uno specifico modello. In Italia si iniziò ad utilizzare il termine che divenne subito popolare con la Gilera 124 5V Special, la Vespa Special, la Moto Guzzi V7 Special e tante altre. 

Dalle supersportive alle vintage... perchè?

Negli anni '90 questo suffisso è tornato alle origini, perchè con il boom delle supersportive, le Special erano di nuovo quelle moto superprestazionali e moderne, con accessori e modifiche atte a migliorare la dinamica e la potenza. Ciclistiche di derivazione corsaiola, alleggerimenti vari, motori pompati e kit estetici le identificavano come Special. Chi ha la mente elastica, ricorderà anche la rivista "Special Magazine", che trattava proprio questo genere di sportive.
Poi è arrivata la moda del vintage e delle cafè racer e come per magia - grazie anche alla capillare diffusione di internet e di un nuovo modo di comunicare - il termine è stato associato unicamente alle moto classiche con un po' di pepe dato dalle modifiche. Racer, Scrambler, bobber, tracker ecc, oggi sono tutte Special, anche se storicamente è più appropriato il termine Custom (o Kustom), in riferimento alla Kustom Kulture che ha dato origine a tutte queste tipologie di moto. 
In un ipotetico continuum con la tradizione, ora dovremmo considerare Special le varie elaborazioni da pista sulle supersportive del momento, o al limite le versioni più preziose delle superbike di serie (Panigale R e R1M? No, Panigale Special e R1 Special!). Forse stiamo utilizzando questo termine in maniera inappropriata, o magari dobbiamo soltanto prendere atto che la lingua e i termini specifici di origine non scientifica sono soggetti a mutazioni costanti dati dall'evoluzione del linguaggio. Fatto sta che qualcuno, in ricordo delle vecchie supersportive pompate, ancora ci rimane male.

Autore: Michele Lallai

Tag: Curiosità , curiosità


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