Sport

pubblicato il 4 giugno 2016

Arrivederci Luis Salom

Il pilota del SAG Team Moto2 ha perso la vita nelle prove libere del GP di Catalunya

Arrivederci Luis Salom

La notizia ormai gira su tutti i media da diverse ore: Luis Salom, pilota Moto2 classe 1991, ha perso la vita dopo il brutto incidente che l'ha visto protagonista nel secondo turno di prove libere. Alla curva 12 ha perso il controllo della moto, finendo ad alta velocità contro le barriere della via di fuga. La moto è arrivata prima di lui ad alta velocità e l'ha travolto dopo aver rimbalzato nelle protezioni gonfiabili. I soccorsi sono stati tempestivi ma la situazione si è presentata subito grave. Portato con l'elicottero all'ospedale Generale di Catalunya, è stato operato d'urgenza ma non è servito. Il decesso è stato dichiarato alle 16:55.

È la vittima numero 46

E siamo di nuovo qui, a cercare un colpevole per quanto è accaduto. Il 46° che lascia la vita su una pista del motomondiale lascia l'amaro in bocca tanto quanto i suoi predecessori e fa pensare ancora una volta: si sarebbe potuto evitare? Cosa possiamo fare perchè non ricapiti? Domande logiche ma fin troppo scontate.
È dagli anni '50 che il motociclismo se le fa e ha migliorato la sicurezza dei piloti anno dopo anno; la conseguenza palese è che correre in pista non è mai stato più sicuro di ora. Il problema vero è l'anima di questo sport, ovvero i piloti che viaggiano a 300 all'ora su missili fatti di materiali ultraresistenti, tenuti in equilibrio dall'effetto giroscopico. È uno sport rischioso, pur considerando gli eccellenti livelli di sicurezza raggiunti, e quando il fato mette lo zampino è difficile fregarlo.

Le vie di fuga sono un problema?

Questa volta, però, non è come per Simoncelli e Tomizawa, la sfortuna di una dinamica di caduta imprevedibile si unisce alla più che sensata polemica sulle vie di fuga in asfalto, volute dalle gare a quattroruote. Se ci fosse stata la sabbia all'esterno di Curva 12, forse la velocità della caduta di Luis sarebbe stata assorbita e l'impatto non sarebbe stato così violento. Ma ci sarà tempo per analizzare quel che è succcesso e provare ancora una volta a evitare che ricapiti. Per il momento la direzione gara ha preso la saggia decisione di utilizzare la chicane della F1 che rallenta parecchio la curva 12. Per ora ci stringiamo attorno alla famiglia e a chi gli è stato sempre vicino, arrivderci Mexicano!

Autore: Michele Lallai

Tag: Sport , motogp , piloti


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