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pubblicato il 30 maggio 2016

TT 2016: McGuinness, "il record è l'ultima cosa a cui penso"

Potrebbe essere un'edizione leggendaria del Tourist Trophy per John McGuinness, ma come sta vivendo la tensione il Re del Mountain?

TT 2016: McGuinness, "il record è l'ultima cosa a cui penso"

Mentre Diego è in viaggio verso l'Isola di Man con la BMW S1000XR (seguite tutti gli aggiornamenti su Facebook e sul nostro Speciale), sull'isola sono già presenti i giornalisti di it.motorsport.com, che non perdono tempo e intervistano il pilota più atteso di quest'edizione, John McGuinness. Al termine della prima sessione Supersport, McPinta ha raccontato le sue sensazioni non solo all'idea di battere il record di Joey Dunlop, ma quello che si prova ogni volta che si parte per un giro del Mountain Course. Ecco la sua intervista:

Prima di tutto, come ti senti?
"Vecchio! Scherzi a parte, sono in forma, i test sono andati bene, la moto è a posto e la squadra è carica. Non è il mio primo TT, quindi faccio quello che devo fare: guidare e vedere ciò che succede".

Per te, questa edizione potrebbe essere speciale: puoi battere il record di Joey Dunlop
"Non ci penso, non pensavo nemmeno di arrivare a 23 vittorie. Non importa se batto il record oppure no, guiderò la mia moto e farò del mio meglio e veder come va a finire. Non ho tempo di pesare ai record, devo badare alla staccata, a prendere il punto di corda, a entrare bene e uscire forte dalle curve, alle condizioni dell’asfalto e alle altre moto. Sarebbe molto importate batterlo, ma è l’ultima cosa a cui penso".

Cosa ti spinge, anno dopo anno, a prendere parte a una gara così rischiosa?
"Mi piace farlo e paga le mie bollette. Mi piace correre in moto ovunque, qui, a Suzuka, a Macau, ma l’Isola di Man è diversa: è allo stesso tempo il posto più bello e più terrificante dove correre. Ma ciò che si prova quando finisce la gara e torni a casa è indescrivibile, unico. È la miglior sensazione del mondo".

Ogni volta che sali in moto, accetti il rischio che ne consegue e di fronte a Grandstand c’è un cimitero. Quando ci sfrecci vicino a cosa pensi?
"Non l’ho mai visto. Ci sono cimiteri in ogni parte del mondo e ci sono tanti modi per morire e non possiamo fare niente. Ho 44 anni, sto bene e mi piace la vita che faccio, non penso a quello che potrebbe succedere, guido la mia moto e basta. Non guardo i cimiteri. È difficile rispondere a questa domanda perché ho amici che sono morti in incidete con l’elicottero, morti di cancro, Mike Hailwood è morto in un incidete stradale… Non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo cosa succederà".

Com’è il tuo rapporto con gli altri piloti?
"Ho un buon rapporto con tutti. A loro modo sono brave persone con le loro differenti personalità. Ho un buon rapporto con il mio compagno di squadra Conor Cummins, Michale Dunlop è determinato e si spinge al limite e Anstey è vecchio, ma va veloce".

Soddisfatto della tua prestazione nella prova in Supersport?
"Condizioni di guida perfette, asfalto asciutto, non troppo sole, ma non sono stato velocissimo. Abbiamo fatto tanti km di test anche alla North West 200 e sono contento dei progressi fatti fin ora. Ho completato 5 giri, fisicamente un massacro perché sento dolori al collo e alle gambe, ma sono soddisfatto. È stato un buon inizio"

Autore: Redazione

Tag: Sport , interviste , piloti , tourist trophy


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