Attualità e Mercato

pubblicato il 30 maggio 2016

Taglio punti-patente: una bugia potrebbe significare carcere

Una sentenza ribadisce l’orientamento della Cassazione sui punti-patente

Taglio punti-patente: una bugia potrebbe significare carcere

Andiamo subito al dunque: se la Polizia ti chiede chi guidava al momento dell’infrazione rilevata dalla telecamera, e tu dai volutamente, con l’inganno, un nome fasullo, è reato. Se il tuo obiettivo era far perdere punti-patente all’altro guidatore e tenere immacolata la tua, in compenso il rischio è sei mesi di carcere. Lo stabilisce la sentenza 19527/2016 della Cassazione, che ribadisce l’orientamento giurisprudenziale.

Un passo per volta

Tutto ruota attorno all’articolo 126-bis del Codice della Strada: quando una moto è beccata da un autovelox, o da un altro occhio elettronico, il proprietario deve fornire alla Polizia, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale, i dati personali e della patente del conducente al momento della violazione. Non lo fa? Gli arriverà una multa supplementare attorno ai 300 euro. Il furbetto che evita sia la super ammenda sia il taglio di punti, indicando un nome di un guidatore che invece non era in sella alla moto durante l’infrazione, rischia sei mesi di galera: commette un reato. Si esce dal Codice della Strada e si entra nel Codice penale.

Ci sono i corsi. Senza esami...

Ricordiamo infatti che, all'atto del rilascio della patente, viene attribuito un punteggio di 20 punti. Tale punteggio, annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni, a seguito della violazione di una norma grave. In parallelo, potrebbe anche scattare anche la sospensione della patente. L'indicazione del punteggio relativo a ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione. Se si arriva a zero, tocca rifare gli esami-patente. Purché il punteggio non sia esaurito, si possono recuperare i punti, con corsi specifici. La frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare 6 punti. Importante: alla fine del corso, non c’è nessun esame. Basta frequentare. E allora: vale la pena rischiare grane pesanti mentendo sul nome del guidatore?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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