Itinerari

pubblicato il 20 maggio 2016

A sei cilindri, sulle costiere Amalfitana e Sorrentina

Alla scoperta di uno degli angoli più belli d'Italia in sella alla sontuosa BMW K 1600 GT

A sei cilindri, sulle costiere Amalfitana e Sorrentina

Due anime dello stesso universo. Così si può sintetizzare la magia delle costiere sorrentina e amalfitana, perle di infinita bellezza, che s'infilano nel blu del mar tirreno fino a sfiorare Capri e i suoi faraglioni. Un vero Eden per le ruote della BMW K 1600 GT che ci ha acompagnati in questa avventura (qui il nostro test), a patto di rispettare un'unica, basilare, condizione: andarci fuori stagione!

Dove siamo...

Celebrato in ogni angolo del globo, massima aspirazione per ogni traveller che si rispetti, questo incomparabile territorio, ricco di colori, sapori e storia, rappresenta anche una meravigliosa occasione di godimento motociclistico, grazie soprattutto ai suoi nastri d'asfalto tormentati e ai panorami indimenticabili. E se nei periodi di massimo caos e affluenza turistica, la vita sulle due costiere risulta impossibile persino in sella ad una moto, i mesi tra settembre e giugno sono viceversa l'ideale per pianificare un'indimenticabile scorribanda. Magari evitando ponti e giorni di festa.

La SS 163: 60 Km circa

Ci sono strade considerate autentiche leggende. Percorsi che, al solo nominarli, scatta subito la voglia di mettersi in sella. Come la Route 66 negli USA, o il GrossGlockner in Austria. Ma tra queste, nell’immaginario motociclistico collettivo, sopravvive anche la nostra SS163 della Costiera Amalfitana. Una striscia d’asfalto stretta, tortuosa, aggrappata alle rocce a picco sul mare, capace di trasportarti in una dimensione unica e irripetibile. Quasi onirica.
Il punto di partenza del nostro itinerario è Vietri sul Mare, nei pressi di Salerno, famosa ovunque per la produzione di ceramiche di altissimo pregio, come testimoniano i tanti laboratori lungo il percorso. È qui che inizia la SS 163, intrigante sin dl primo chilometro, con ottimo asfalto e belle curve fino alla cittadina di Cetara, nota per la spiaggia della Torretta e per la lavorazione delle alici. In particolare, la celeberrima colatura, una salsa ottenuta mettendo a “maturare” le alici - rigorosamente locali – in acqua e sale. Una vera leccornia da intenditori.
Da Cetara si prosegue, una piega dopo l’altra (attenzione alla carreggiata strettissima in alcuni punti), oltrepassando i paesi di Maiori e Minori. Soprattutto quest’ultimo merita una sosta alla scoperta del pittoresco centro storico (senza mancare un pellegrinaggio da “Sal De Riso” per assaggiare le celebri delizie al limone, dolce tipico del luogo). Proseguendo, poco prima di raggiungere Amalfi, è Atrani a catturare gli sguardi con i suoi scorci sul mare e i mirabili gioielli architettonici: parcheggiate la moto, armatevi di macchina fotografica e dedicatele un po’ di tempo, prima di immergervi alla scoperta della vicinissima Amalfi.
Antica repubblica marinara, perla dell’omonima costiera, Amalfi rapisce il visitatore con la bellezza dei suoi vicoli, l’intrico dei portici e la bellezza viva che trasuda ovunque. Persino il motociclista più duro e insensibile non saprà resisterle. Prendetevi tutto il tempo necessario per passeggiare tra vicoli e piazzette, senza fretta, infilandovi nei numerosi laboratori che propongono artigianato locale, e assaggiando tutto ciò che vi incuriosisce (magari un bel piatto di Scialatelli alla Trattoria Rispoli, in via Riulo 3. Tel 089830080). Impensabile, in ogni caso, andare via da Amalfi, senza essere saliti in cima al Duomo in stile arabo-siculo, col bel Chiostro del Paradiso proprio a fianco.
Lasciata Amalfi si entra nel vivo del percorso motociclistico. Mare e cielo a sinistra, montagne terrazzate a limoni e dirupi scoscesi a destra. Curvando tra le spire del paradiso, oltrepasserete, uno dopo l’altro, i paesini di Praiano (con le belle vedute e il caratteristico centro storico pedonale) e Furore (col suggestivo fiordo che fu caro ad Anna Magnani e Roberto Rossellini). Tra tunnel scavati nella roccia, e incroci tra cielo e mare, si giunge infine a Positano, celebre località da scoprire rigorosamente a piedi (mi auguro abbiate gambe ben allenate), lasciando la moto nella parte alta del paese, in uno degli spazi appositi, per poi affrontare gli scoscesi vicoli fino al mare. Per una piacevole sosta a tavola, il consiglio è di raggiungere il ristorante "La Tagliata" (Tel 089 875872) lungo la strada che si arrampica verso la frazione di Nocelle. Piatti superlativi, prezzi accessibili e la possibilità di godere di una veduta aerea sulla costiera da togliere il fiato. Il tratto di strada che prosegue oltre Positano è tra i più belli dell’intero itinerario. Il traffico si dirada, la carreggiata si allarga e le geometrie delle curve si fanno esaltanti, con ripetuti cambi di direzione e inclinazioni guduriose a picco sul mare, sorvegliati costantemente dal piccolo arcipelago de Li Galli.

La punta del dito: 30 Km circa

Proseguendo il percorso si giunge in località San Pietro, e al bivio dovrete girare a sinistra verso Nerano, Marina del Cantone. Siamo nella parte più estrema della penisola, pronti a godere di affacci memorabili tra i due golfi e ancora tante belle curve, mentre si piega decisi lungo impegnativi tornanti in salita. Cercate di non farvi prendere troppo la mano con la guida, però, per non perdere, in località “Colli di Fontanelle”, lo spiazzo in posizione strategica da cui godere una bella veduta su entrambi i golfi.
L’itinerario prosegue fino alla bella e aristocratica Sant’agata dei due golfi, meta, sin dal 1700, dei rampolli delle nobili famiglie nord europee, attirati dalla bellezza senza eguali del luogo, dalle leggende mitologiche riguardanti le bellissime sirene e le impareggiabili vedute dalla terrazza del “deserto”.
Da Sant’Agata si seguono poi le indicazioni per Nerano e Marina del cantone, attraverso strade strette, suggestive e tortuose tra i mille colori e profumi di questo angolo di Stivale. Marina del Cantone è una vera chicca da intenditori, oltre che rifugio per amanti appassionati. Se l’ora è quella del pranzo (o della cena) affidatevi pure ad uno dei suoi ristorantini sul mare. Tornando di poco indietro, si procede col periplo “dell’unghia” attraversando Termini - dal cui belvedere si gode di un'impareggiabile veduta su Capri - e la bella e tranquilla Massa Lubrense, passata la quale, nei pressi dei famosi Bagni della Regina Giovanna (da non perdere, proprio lì, i ruderi dell'antica villa romana di Pollio Felice), sarà il Vesuvio, guardiano imponente del Golfo di Napoli, a dominare l'orizzonte lungo la sinuosa strada in direzione Sorrento. Giunti qui, giù dalla moto e godetevi una bella passeggiata attraverso le vivaci stradine di questa frizzante città dall’aria internazionale.

Da una Costiera all'altra: 75 km circa

Così vicine, così differenti. La costiera sorrentina, benché ugualmente bella e suggestiva, risulta quasi antitetica a quella amalfitana. Tanto una è selvaggia e meditativa, quanto l'altra è vivace, colorata… e affollata. L’ideale, in moto, è godersi la bella strada tra Sorrento e Castellammare di Stabia nelle prime ore del giorno o, ancora meglio, al tramonto, quando le luci che sfumano in mille tonalità di arancio immergono il golfo in una succosa spremuta d’agrumi. Uno spettacolo che toglie il fiato. Incredibile, poi, il colpo d’occhio sulle falesie tra Vico Equense e Sorrento. E proprio a Vico Equense vi consiglio di dedicare un po’ di tempo, non solo per visitare questo piacevolissimo centro storico, ma anche per un gustoso pellegrinaggio al famoso “Ristorante Pizza a Metro da Gigino” noto anche come” l’Accademia della Piazza” (c. Giovanni Nicotera 11-15. TEL 081 8798309). Si prosegue fino a raggiungere Castellammare di Stabbia, per poi proseguire in direzione Angri e poi ancora verso Corbara, lungo una bellissima strada panoramica (purtroppo non sempre caratterizzata da ottimo asfalto) fino a raggiungere i 656 metri sul livello del mare del Valico di Chiunzi. Da qui si prosegue, una curva dietro l’altra, fino alla bellissima Ravello, altra chicca irrinunciabile di questo itinerario, con l’elegante centro storico e le sue belle ville. Imperdibile il colpo d’occhio che si gode dalla Terrazza del Paradiso a Villa Cimbrone... e non è un caso che proprio in questo luogo magico esplose la passione tra l'attrice Greta Garbo e il direttore d'orchestra Leopold Stokowski. Pochi chilometri ancora e sarete giunti nuovamente ad Amalfi, pronti a puntare le ruote in direzione Vietri, punto di arrivo e di partenza di questo intrigante percorso.

La moto dell'itinerario

Voce del verbo "Gran Turismo". Ricca, opulenta, con un 6 cilindri ad L pronto a sibilare con gusto ad ogni apertura del gas, BMW K 1600 GT è una vera macinachilometri di razza, a suo agio tanto nelle lunghe trasferte autostradali, quanto sui percorsi più guidati. Ed è proprio qui che i suoi 300 kg di peso sembrano svanire per magia, regalando un'insospettabile agilità che si trasforma in una piacevolissima danza tra le curve. Magia dei tecnici BMW e dell'ottima elettronica di ultima generazione, che la rende efficace e sicura in ogni situazione.
Il comfort, neanche a dirlo, è di assoluto riferimento, sia per il pilota che per il passeggero, che vengono coccolati da una dotazione completissima (non manca neanche l'impianto stereo) che si fa apprezzare soprattutto sulle lunghe distanze. Una vera pietra miliare, nel suo segmento. Una moto esclusiva per chi vuole il massimo e non accetta compromessi.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Itinerari , turismo , viaggi


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