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pubblicato il 19 maggio 2016

MotoGP, Ezpeleta: “Valentino è un pilota fantastico… amiamo averlo con noi”

In una intervista esclusiva, Carmelo Ezpeleta “apre i rubinetti” e fa il punto sul Motomondiale e su recenti questioni

MotoGP, Ezpeleta: “Valentino è un pilota fantastico… amiamo averlo con noi”

Sono ancora una volta i nostri colleghi di Motorsport.com a pubblicare sulle loro pagine un’interessantissima intervista esclusiva a Carmelo Ezpeleta, CEO DORNA, che potete leggere integralmente qui. Una lunga chiacchierata in cui l’uomo “a capo” del Motomondiale non si tira indietro e risponde a domande su Rossi, Marquez, sul conflitto che li ha visti protagonisti e sul futuro della MotoGP. Ve ne riportiamo, di seguito, alcuni passaggi interessanti.

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Cosa si sente di dire alle persone che criticano il campionato perché lo vedono come una battaglia tra spagnoli ed italiani?
"La gente avrebbe bisogno di avere un po' di memoria. Prendo nota di tutto e mi sono scritto chi ha vinto fin da quando sono arrivato (nel 1992). Ci sono 20 italiani, tre tedeschi, sette australiani, quattro francesi, uno svizzero, un ungherese, quattro americani, sette giapponesi, 22 spagnoli, due di San Marino ed un britannico. Durante i 15 anni precedenti al nostro arrivo vincevano solo gli americani e gli australiani. Si tratta di cicli che cambiano, non una coincidenza. Perché c'erano gli americani? Primo, perché il mercato principale dei costruttori giapponesi è quello americano ed erano interessati ad avere i piloti da quel paese. Alla fine, dipende dalla popolarità del tuo prodotto e dai ragazzi che ci sono in sella. Non c'è nessuno al mondo che crede di essere migliore di Marquez, Lorenzo, Rossi e Pedrosa. Da dove vengono? Vengono da dove vengono. L'atletica è uno sport globale? Allora perché vincono sempre i giamaicani? Hanno degli yogurt diversi in Giamaica? No, è solo che ci sono tante persone che gli insegnano a correre. E in un paese così piccolo tutti sognano di diventare come Bolt".

Rossi che correrà per altri due anni la miglior notizia che potesse arrivare?
"Beh, forse non la migliore, perché vorrebbe dire che, quando si ritirerà avremmo un problema. Valentino è un pilota fantastico. Dimenticate il fatto che sia simpatico, che è molto seguito o altre cose. La cosa più importante è che è molto veloce. E poi, più di tutto, è un ragazzo che ama stare qui e noi amiamo averlo con noi. Rinnovare il suo contratto per altri due anni a 37 anni, significa che si sente di poter essere ancora competitivo. Ora sta ancora correndo, ma penso che rimarrà coinvolto, con la VR46 Riders Academy. E' una buona notizia che lui continui, ma dobbiamo pensare ad andare avanti quando smetterà, indipendentemente dal fatto che lui rimanga in una squadra o meno. Non dimentichiamoci che il nome più popolare in Formula 1 è Ferrari, un uomo che non ha mai gareggiato".
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Non è preoccupato di come potranno reagire i tifosi quando non ci sarà più Valentino?
"Non posso pensare altro che ci dovremo concentrare per provare a fare il miglior lavoro possibile. Lui può continuare quanto vuole, ma sappiamo che nessuno è eterno. Finché lui sarà qui, è perfetto. Il giorno che non ci sarà più proveremo a trovare altri elementi e a farli funzionare. Ci sono cose che si possono fare indipendentemente dal fatto che Valentino corra o si ritiri. Perché la gente non può continuare a supportarlo anche quando smetterà? Ferrari non ha corso quasi mai, eppure il colore rosso ed il Cavallino Rampante sono i due simboli più importanti della Formula 1".

Il fatto che né Rossi né Marquez fossero felici per come finita la passata stagione, significa che le cose sono state gestite nella maniera corretta?
"Non credo che quello che successo sia stato buono per la MotoGP. In quella situazione, per come stavano le cose, il livello di popolarità sarebbe stato comunque elevato. Forse dipende dai paesi, ma in quelli che normalmente ci seguono, non sarebbe cambiato molto. Quella situazione non ci ha aiutato, almeno nel modo che ci sarebbe piaciuto".

Ma non si può negare che questa onda d'urto abbia generato tanta attenzione…
"Potrei sbagliarmi, ma a mio parere non è stata un beneficio per noi. Se avessi potuto evitarla, l'avrei fatto. Tutti hanno visto cosa è successo, dobbiamo trarre le nostre conclusione e lavorare su quelle. Non credo che abbiamo bisogno di quel tipo di pubblicità, anche se siamo stati al centro del mondo per un paio di giorni".
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Intende dire che i piloti sono troppo sensibili?
"La fama ha aspetti positivi e negativi. Quando è successa la questione di Valentino, sono stato insultato da ambo i lati, ma ho accettato la cosa. In primo luogo perché ci sono persone che pensano che abbiamo preso le parti di qualcuno e questo mi preoccupa. Quindi abbiamo deciso di smettere di essere parte dell'organo sanzionatorio. C'erano persone che pensavano che avevamo penalizzato Rossi ingiustamente ed altri che pensavano il contrario. Ecco perché ci siamo fatti da parte, così non potranno più accusarci di nulla. C'è chi pensa che sono amico intimo di Valentino e che lo aiuto, altri invece che gli spagnoli hanno dei vantaggi per via della loro nazionalità. Non ho altra scelta che convinvere con questo, perché non posso controllarlo e perché è sempre stato così: 30 anni fa i piloti si odiavano già".

Presegue su Motorsport.com.

Autore: Redazione

Tag: Sport , motogp , personaggi


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