Attualità e Mercato

pubblicato il 4 maggio 2016

Ragazzi in moto: rischi mortali

Non è la moto ad essere pericolosa, ma il comportamento di chi la guida

Ragazzi in moto: rischi mortali

Una recente ricerca evidenzia i pericoli mortali per i giovani centauri, che mettono a repentaglio la prorpia vita e quella degli altri. L'ha condotta skuola.net, in collaborazione con l’Università Niccolò Cusano, su un campione di 1.600 studenti dai 14 ai 21 anni dichiaratisi in possesso di patente A, AM o B.

Casco, c’è insofferenza

Anche se non bisogna generalizzare, comunque la sicurezza sembra essere presa sotto gamba da parecchi ragazzi che si spostano in motorino: il 7% fa sempre a meno del casco, un altro 7% a volte lo dimentica. Nota positiva: l’86% lo indossa sempre e comunque, anche se per chi abita nel Sud Italia le percentuali sono un po’ più basse. Il 20% dei giovani guidatori di mezzi a quattro ruote, automobili o microcar che siano, poi non usa con costanza le cinture di sicurezza e solo il 33% richiama i passeggeri quando sono loro a non indossarle.

Incidenti

Il sito skoula.net arriva a parlare di “Far West della strada”, che appare ancora più evidente quando, oltre a non proteggere la propria vita, questi ragazzi mettono a rischio pure quella degli altri: il 12% confessa di aver causato incidenti nell’ultimo anno. Inoltre chi è coinvolto in incidenti è più frequente che adotti comportamenti scorretti. Uno su 4 ammette di passare sistematicamente con il rosso, a volte (20%) o spesso (5%), mentre alla metà degli intervistati è capitato di non fermarsi allo stop. La velocità da Codice viene rispettata sempre, solo da un intervistato su 4, mentre tutti gli altri sistematicamente o talvolta fanno viaggiare la lancetta del tachimetro. I controlli su strada tuttavia non sembrano seguire il tasso di trasgressione: ad aver ricevuto una multa nell’ultimo anno è poco più di uno su 10, complice forse l’uso di app per evitare posti di blocco e forze dell’ordine, frequente tra il 17% dei giovanissimi guidatori. Analizzando i profili degli intervistati, è emerso che le infrazioni aumentano al diminuire dell’età.

Alcool e droga: questione delicatissima

Quasi il 38% ha condotto il mezzo dopo una notte in bianco o accusando forte stanchezza. Non manca chi, purtroppo, ha guidato sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. Circa uno su 5 sostiene di essersi messo al volante o in sella dopo aver alzato un po’ il gomito: tra questi, per circa un terzo è un’abitudine. E se tra di loro c’è chi l’ha fatto senza sentirsi alterato, avendo assunto quantità limitate di alcolici (41%), troviamo anche chi confessa di aver guidato brillo (28%) o addirittura ubriaco, avendo bevuto molto (31%). Minore ma comunque inquietante ­ la percentuale di chi dichiara di aver assunto droghe pur dovendo portare la macchina o una due ruote: uno su 10. Per la maggior parte di questi si tratta di droghe leggere (55%), ma spaventa la percentuale di chi ha indicato droghe pesanti o sintetiche come ecstasy, pasticche di diverso tipo o addirittura cocaina (45%). E alla luce di questi risultati, c'è poco da stare tranquilli!

 

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie


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