Test

pubblicato il 23 aprile 2016

KTM RC 390 Cup - TEST

38 cavalli, intuitività e maneggevolezza per insegnare ai giovani i segreti della guida in circuito. La monocilindrica austriaca in versione “pronto gara”

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Ready to Race: KTM conferma la sua vocazione per le competizioni e la volontà di avvicinare i giovani al mondo delle gare confermando anche quest’anno l’appuntamento con la RC 390 Cup. Come per l’edizione 2015, anche quest’anno il Trofeo si svolge nell’ambito del Campionato Italiano Velocità categoria Sport 4T, che vede schierate le monocilindriche austriache assieme a Yamaha YZF R3, Kawasaki Ninja 300 e Honda CBR300R. All’interno di questa categoria i piloti impegnati in sella alle RC 390 concorreranno, oltre che per la graduatoria ufficiale, anche a un montepremi dedicato. Con la prima prova in programma il prossimo 15 maggio a Vallelunga, siamo scesi in pista all’Autodromo di Modena per toccare con mano le qualità corsaiole della monocilindrica austriaca in versione Cup. Per l’occasione, la Casa di Mattighofen ha organizzato un Challenge tra le testate giornalistiche internazionali, con prove libere e qualifiche per conoscere la moto e il tracciato e, a seguire, dieci giri da percorrere a tutto gas. Una sfida presa molto seriamente da tutti i partecipanti, tra cui l’ex Campione del Mondo 125GP (2002) Arnoud Vincent.

Dalla strada alla pista con pochi interventi

Rispetto alla versione stradale, la sportiva RC 390 si differenzia per interventi limitati rivolti prevalentemente alla ciclistica. Le sospensioni sono WP totalmente regolabili, in luogo della forcella standard priva di regolazioni e del monoammortizzatore di serie modificabile nel solo precarico della molla. Via fari, frecce, specchi e accessori vari, le sovrastrutture si compongono di carenatura con codino monoposto e puntale, assieme a un cupolino dotato di un plexiglass più alto e protettivo. I dischi freno sono a margherita, con l’anteriore che passa da 300 a 320 mm di diametro, e l’impianto “tralascia” l’ABS di serie in funzione dell’impiego esasperato e della riduzione del peso. Per il motore la potenza dichiarata è limitata a 38 cv contro i 44 della versione standard, in funzione di un livellamento delle prestazioni con le moto di minor cilindrata, affidabilità e contenimento dei costi di manutenzione. In quest’ottica, il brillante e compatto monocilindrico a quattro valvole di 373,2 cc viene “strozzato” attraverso l’impiego di un blocco meccanico che limita l’apertura del corpo farfallato. Gli unici interventi riguardano l’adozione di un terminale di scarico Akrapovic e la disponibilità di tre diverse configurazioni per la rapportatura finale. Gli pneumatici impiegati nel Campionato sono i Pirelli SuperCorsa, che sostituiscono i Metzeler M7 RR di serie. Nel nostro caso, invece, le moto adottano dei Pirelli dablo Rosso II, orientati a un impiego sportivo stradale – e amatoriale in pista – bilanciando performance e durata.

In sella: giocare sul limite

La RC 390 CUP è compatta ma decisamente accogliente per i piloti di tutte le taglie, grazie alla possibilità di regolare le pedane, i comandi a pedale e quelli al manubrio, oltre a consentire un buon arretramento in sella utile per accucciarsi sui rettilinei. L’approccio con la monocilindrica austriaca è davvero intuitivo, tanto che bastano poche curve per entrare in confidenza con la sua agilità. Merito delle dimensioni generali contenute e del peso, 138 kg in ordine di marcia rispetto ai 158 kg del modello stradale. La prima caratteristica che balza all’occhio è quella di una moto estremamente rapida nei cambi di direzione e lesta negli ingressi in curva. Per contro, ogni azione del pilota dev’essere parametrata sulla base di alcune caratteristiche dettate dalle scelte ciclistiche, tra cui le sospensioni dotate di molle poco “sostenute”, che causano rapidi trasferimenti di carico in frenata e in accelerazione, e una fastidiosa tendenza a limare sull’asfalto il puntale sotto-carena e i collettori di scarico. Messi a fuoco questi elementi, la guida deve adattarsi a questi piuttosto che combatterli: invece di sfruttare a fondo la potenza dell’impianto frenante (“corposo” ma dalla modulabilità perfettibile, tanto all’anteriore quanto al posteriore) bisogna prediligere ingressi in curva scorrevoli che accompagnino la moto in traiettoria con i freni “in mano”. Inoltre, al pilota è richiesto di sporgersi tanto dalla sella per mantenere la moto più dritta possibile, soluzione che, oltre ad evitare lo sfregamento sull’asfalto della carena inferiore passando sugli avvallamenti, restituisce maggiore feeling con la ruota motrice in fase di apertura del gas. Il resto è puro godimento. La KTM RC 390 Cup si rivela immediata da interpretare e rapidissima nell’esecuzione dei tornanti e dei cambi d’inclinazione, richiedendo un impegno fisico davvero limitato. Il monocilindrico spinge con verve già a 4.000 giri, evidenziando un arco di erogazione ampio e lineare che non disdegna neppure d’essere maltrattato in prossimità della zona rossa del contagiri. Grazie alle doti di ripresa del motore, è possibile sfruttare l’elevata velocità di percorrenza delle curve di cui la RC 390 è capace. Si può, infatti, utilizzare talvolta un rapporto più lungo di quel che parrebbe logico inserire, “tuffarsi” dentro le curve e spalancare il gas con decisione non appena intravisto il punto di uscita della svolta. La precisione direzionale è elevata, accusando qualche oscillazione dell’avantreno solo passando sulle buche con la moto molto inclinata.
Con la piccola sportiva KTM abbiamo affrontato senza sforzo circa venti giri di prove cronometrate, sentendo la sola esigenza di chiudere un po’ d’idraulica in compressione (mono e forcella) e poco altro. A ogni curva, variante o tornante, giro dopo giro la moto austriaca ci ha invitati ad accelerare sempre un attimo prima e a ritardare ogni volta di un istante le frenate, in un crescendo di emozioni da assaporare fino in fondo e senza il minimo stress psicologico. Le coperture Pirelli si sono mostrate una solida certezza anche dopo un’intera giornata di maltrattamenti in circuito, mostrando il proprio limite in termini di grip in accelerazione solo dopo diversi giri consecutivi a tutto gas.

RC 390 Cup: vinca il migliore!

La formula messa in pista da KTM con la RC 390 Cup è di quelle davvero “Ready to Race”. Sospensioni escluse, tra la versione “pronto pista” e quella stradale i punti di contatto sono evidenti, e fanno sì che la RC 390 rappresenti una moto davvero interessante per chi si affaccia al mondo delle due ruote sportive. La versione Cup costa 9.000 euro tondi tondi (f.c.) comprensivi anche di tutto il materiale e gli accessori necessari per l’impiego stradale. Per quanto riguarda il Trofeo, le moto sono tutte perfettamente identiche, e sta poi al pilota saper gestire al meglio le caratteristiche del mezzo per emergere sugli avversari. Le potenzialità tra i cordoli della RC 390 sono elevate ma permettono davvero a tutti d’essere spremute a fondo, lasciando solo al talento dei migliori la possibilità di tirare fuori quel qualcosa in più che può fare la differenza.

Abbigliamento:

Casco: X-Lite X802RR Ultra Carbon Stareus
Tuta: Vircos Doha
Stivali: Spyke
Guanti:Spyke

Autore: Leslie Scazzola

Tag: Test , monocilindriche , test , prove


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