Test

pubblicato il 29 aprile 2016

Benelli BN251 - TEST

Maneggevole e accattivante nel look, con la piccola pesarese ci si diverte tanto spendendo il giusto!

Benelli BN251 - TEST

Ebbene sì, Benelli è tornata e non solo a parole, ma coi fatti. Dopo le BN600 e BN302 è ora il turno della più piccola dell’allargata famiglia pesarese, la nuova BN251 che ricalca il successo della 302 ma con una formula ancora più orientata ai giovanissimi. A chi storce il naso sul suo passaporto cinese, visto che Benelli è dal 2005 di proprietà della Qianjiang, è bene ricordare che il sito asiatico dove vengono prodotte le moto si occupa esclusivamente di Benelli, al contrario di altre componenti di cui fruiscono in maniera condivisa tantissime altre moto. Questo solamente per sottolineare come la qualità in questi anni sia migliorata, tanto da offrire prodotti più raffinati ai prezzi competitivi di sempre: per la BN251, si parte da 3.190 euro chiavi in mano con tre anni di garanzia.

Monella quanto basta!

Se per la 302 il target di clientela dichiarata da Benelli è compresa fra i 30 e i 40 anni, per la nuova BN251 si parte dai 20 anni così pure la livrea si è adeguata a rider più giovani, la generazione da patente A2 insomma. La colorazione bianca con telaio rosso - oltre al bianco e al nero - è di certo la più accattivante (seppur lontanamente simile alla BMW R1200R), un look molto dinamico che conferma visivamente le sensazioni di leggerezza e compattezza che giungono puntuali quando ci si destreggia fra le curve. La dotazione di serie non ha nulla da invidiare a moto di maggiore cilindrata: strumentazione digitale protetta da un piccolo cupolino, frecce a LED e dei bei cerchi in lega di alluminio da 17 pollici con pneumatici Metzeler M5 Sportec Interact da 110/70 davanti e 150/60 al posteriore. Peccato solo per i cavi a vista dei blocchetti sul manubrio e i supporti pedana, dettagli che abbassano moderatamente il livello di qualità percepita.

25 cavalli tutti da sfruttare

25 CV, questa è la potenza erogata dal monocilindrico da 249,2 cc, 4 tempi, raffreddato a liquido, con una coppia di 21,5 Nm a 7.000 giri, invece la curva di potenza ha il suo culmine a 9.000 giri. Il cambio è a sei rapporti con trasmissione a catena, mentre il reparto sospensioni può contare su di una forcella upside-down con steli da 41 mm ed escursione di 120 mm, che scendono a 51 al posteriore ammortizzato da un forcellone oscillante con idraulica regolabile in estensione. La frenata è poi affidata a un disco da 280 mm e pinza a 4 pistoncini davanti, che diventa da 240 mm con due pistoncini dietro. Niente ABS per il momento, ma tranquilli che l’anti-bloccaggio per i freni arriverà sia sulla 251 che sulla 302 entro la fine dell’anno e, nello stesso periodo, i motori diventeranno Euro4: il prezzo in questo caso dovrebbe salire intorno ai 3.580 euro.

Il TEST tra Tavullia e la Panoramica

Lo sanno bene i fedelissimi del Marchio nato nel 1911, ma non tutti gli under 20 probabilmente non si ricordano che Benelli ha il suo quartier generale a Pesaro… ed è a poca distanza dalla Sede storica che l’AD Yan Haimei ha voluto ambientare il nostro test, tra la Tavullia del Dottore e la splendida strada Panoramica a picco sul mare. Immediatamente i 785 mm di altezza da terra uniti ai 143 kg a secco (48% anteriore e 52% al posteriore) hanno messo in chiaro le cose, prima ancora di accendere il motore. La BN251 per dimensioni, massa e posizione di guida si presenta come un mezzo sincero, l’ideale per chi approccia alla moto a marce per la prima (o seconda) volta, con una triangolazione pedane-sella-manubrio riuscita e una decorosa accoglienza riservata al passeggero che può contare su solide maniglioni laterali. Usciti dai centri abitati si “apre” e il monocilindrico non disdegna un’andatura allegra: il bello delle quarto di litro è proprio questo, che le puoi strapazzare senza sentirti un pirata della strada. I 25 cavalli sembrano essere tutti presenti all’appello, ma si manifestano con maggior vigore dai 6.500 giri circa dove però iniziano a farsi sentire un po’ di vibrazioni sul manubrio e sulle pedane (la sinistra in particolare), che diventano fastidiose molto alla lunga, quindi niente di preoccupante nella routine quotidiana. Alle andature brillanti risponde puntuale il telaio e la ciclistica che confermano la bontà del progetto BN, con questa 251 capace di divertire sui percorsi misti con la Panoramica pesarese. Solo i freni a volte non stanno al passo con le curve e vanno strizzati più del dovuto, ma con l’arrivo dell’ABS a fine anno in Benelli promettono che l’impianto frenante (con leva freno regolabile) sarà ancora più performante.

Leggera, maneggevole, briosa e al giusto prezzo visto che la concorrenza più diretta costa di più: Kawasaki Z 250 S e Suzuki Inazuma costano rispettivamente a 4.490 e 4.250 euro. La BN251 è inoltre una valida alternativa alla mobilità offerta dagli scooter dal listino simile, ma siamo certi che con questa naked l’approccio alle curve avrà decisamente qualche marcia in più…

 

In questo TEST abbiamo utilizzato:
Casco X-Lite
Giacca Ixon
Guanti Alpinestars
Stivali Alpinestars
Jeans Esquad
Paraschiena Dainese

Autore: Redazione

Tag: Test , monocilindriche , test , patente


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