Attualità e Mercato

pubblicato il 17 aprile 2016

Motociclista, utente vulnerabile europeo: allarme

Aumentano gli incidenti nel Vecchio Continente e gli utenti delle due ruote sono tra i più colpiti

Motociclista, utente vulnerabile europeo: allarme

Le statistiche 2015 sulla sicurezza stradale pubblicate dalla Commissione europea confermano che le strade europee restano le più sicure al mondo, sebbene la riduzione del numero di vittime della strada abbia recentemente subito un rallentamento. Però c’è un guaio enorme: lo scorso anno 26.000 persone hanno perso la vita sulle strade dell'Ue, ossia 300 più del 2014. Inoltre, addirittura 135.000 persone sono rimaste gravemente ferite (statistica soggettiva, che dipende da numerosi fattori, in particolare che cosa significhi “gravemente”): in tutto, costi sociali sui 100 miliardi di euro. Ma il problema riguarda molto da vicino le moto. Vediamo perché.

Questione feriti

Nel 2015 il tasso medio di mortalità nell'Ue era di 51,5 morti ogni milione di abitanti e risultava pressoché invariato rispetto agli ultimi due anni. A questo rallentamento, che ha fatto seguito ad una riduzione significativa (8%) nel 2012 e 2013, hanno contribuito numerosi fattori, tra cui una maggiore interazione, nelle nostre città, tra gli utenti della strada non protetti e quelli motorizzati. Dei 135.000 feriti calcolati nelle stime della Commissione, una proporzione importante è rappresentata dagli utenti vulnerabili. Chi sono? In una nota ufficiale, la Commissione parla di pedoni e ciclisti.

Altri documenti

Tuttavia, nel sito della stessa Commissione, ecco la definizione di utenti vulnerabili: dal 2001 al 2010 (evidentemente, il sito non ha dati più aggiornati), il numero di questi veicoli sulle strade europee è aumentato del 48% e si è stabilizzato a circa 34,5 milioni di esemplari fra il 2010 e il 2013. Le motociclette e i ciclomotori sono meno stabili e visibili e proteggono meno degli autoveicoli. Sono coinvolti in una percentuale sproporzionatamente più alta di incidenti gravi e mortali, la maggior parte dei quali avviene in città ed è causata da errori umani (anche di altri guidatori, a bordo di altri veicoli…). In particolare, nel 2013 più di 4.700 motociclisti hanno perso la vita nell'UE. Gli incidenti con motociclette causano il 15% di tutte le vittime della strada, mentre quelli con ciclomotori rappresentano circa il 3%. Complessivamente, equivalgono al 18% circa delle vittime di incidenti stradali, nonostante il fatto che motociclette e ciclomotori rappresentino solo l'11% di tutti i veicoli a motore.

Violeta bacchetta

Per richiamare all’ordine i vari Stati Ue, Violeta Bulc, Commissaria responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: "Ogni singolo decesso o lesione grave è uno di troppo. Negli ultimi decenni siamo riusciti a ridurre il numero di vittime della strada in maniera impressionante, ma l'attuale rallentamento è allarmante. Bisogna fare molto di più, se l'Europa vuole raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020. Invito gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti ad applicare la normativa stradale e ad organizzare campagne di sensibilizzazione”. Nel mirino c’è pure l’Italia, che da anni ha in cantiere misure protettive per i motociclisti, con la riforma del Codice della Strada, senza arrivare a risultati concreti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , incidenti


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