Test

pubblicato il 6 aprile 2016

Pirelli Diablo Rosso III - TEST

La terza generazione dello sportivo stradale Pirelli raccoglie tutto il meglio della ricerca in ambito racing e lancia un deciso guanto di sfida alla concorrenza

Pirelli Diablo Rosso III - TEST

Una gomma pensata per soddisfare un target particolarmente ampio ed esigente, che ama la sportività su strada, non disdegna qualche turno in pista e che trascorre le sue giornate in sella a potenti naked e affilate carenate sportive. Ma sopratutto, un tipo di utenza che si vuole divertire alla guida della propria moto quando i pruriti corsaioli solleticano il polso destro. Riders in cerca di percormance ed efficacia, quindi, ma senza rinunce in termini di sicurezza percepita. Insomma, un prodotto che necessita di standard elevatissimi e a cui si richiede una notevole capacità camaleontica per garantire polivalenza e andare incontro alle diverse esigenze.

The next level

Una prova particolarmente sfidante, per il costruttore italiano, che passa attraverso l’evoluzione di un prodotto già apprezzato come il Diablo Rosso II, rispetto al quale - ve lo anticipo subito - questo III rappresenta sul serio un importante passo in avanti, in pratica, su tutti i fronti. Ma, sopratutto, per quanto riguarda maneggevolezza e sensazione di fiducia sia su asciutto che sul bagnato, con un anteriore da riferimento. Il merito va alle avveniristiche tecnologie messe in campo, a partire dalle mescole innovative: due quelle utilizzate al posteriore, con la più dura - la centrale - che si insinua “sotto la pelle” della mescola più morbida, per conferire maggiore sostegno e rigidità in percorrenza, anche ad inclinazioni importanti. E a proposito, l’angolo di piega massimo dichiarato (e direi, verificato) passa dai precedenti 45 del Rosso II agli attuali 52 gradi di questo Rosso III, grazie ad una carcassa ora più rigida, e all’ottimizzazione di materiali (come ad esempio il Rayon), che hanno consentito di sviluppare profili più aggressivi, capaci di incrementare la superficie di gomma a contatto col suolo nelle inclinazioni più estreme. Un prodotto sportivo, la cui indole emerge anche dal disegno “a fulmine” del battistrada che, al di là della potenza evocativa, è in realtà il risultato di un sofisticato studio volto a massimizzare la capacità drenante dell’acqua in situazioni limite (e come potrete scoprire più avanti, il risultato è sorprendente).

Condizioni mutevoli

Per avere un quadro completo e il più ampio possibile, ho deciso di affrontare la prova su strada guidando 2 moto ben precise: una modernissima e raffinata BMW S 1000 R e una più “basica” (da un punto di vista della dotazione e della ciclistica) Kawasaki Z800. Lo scopo, valutare le performance della gomma, tanto su un mezzo capace di esaltarne le qualità (S 1000 R), quanto su un mezzo (Z800) privo di elettronica e dalla ciclistica meno evoluta (quindi con meno “aiuti”) su cui far emergere eventuali limiti dello pneumatico. A rendere il menù ancora più interessante, condizioni di asfalto mutevoli e variegate. 
Complessivamente, ciò che è emerso è un prodotto che incrementa sensibilmente, rispetto ai Diablo Rosso II, le doti di sportività. Ma non solo. I tempi di warm-up sono pressoché istantanei e la capacità di sopportare ritmi di guida elevati, sin da subito, sorprende (persino con temperature non proprio tropicali come quelle che hanno caratterizzato il test). La gomma mostra una struttura un po’ più rigida rispetto al passato, che si fa apprezzare nei rapidissimi cambi di direzione e quando si cerca sostegno sui curvoni affrontati a tutta birra. Ciononostante, il comfort rimane su valori più che buoni (persino sulla Z800, dove ho avuto un feedback davvero interessante in termini di stabilità sul veloce). Ma la dote che mi ha colpito di più è stata senza dubbio la sensazione di fiducia trasmessa dall’anteriore. Preciso e svelto, ma anche rassicurante e mai nervoso… capace di gestire ottimamente anche pinzate molto aggressive, come quelle sperimentate con la S 1000 R, per via del suo tipico comportamento in frenata “tutto, improvvisamente e subito”. E proprio sulla naked bavarese, forzando un po’ il ritmo e dando libero sfogo alla gioia di vivere del muscoloso 4 cilindri, emerge l’ottimo lavoro progettuale svolto dai tecnici Pirelli: angoli di piega da luna-park, grip e sensazioni di fiducia inesplorate (per quanto riguarda una gomma sportiva) nell’affrontare chiazze di umido a macchia di leopardo (in piena curva e anche a velocità importanti). In generale - tanto più guidando su asfalto perfetto, asciutto e pulito - la tendenza a fidarsi è talmente alta che ci si sente globalmente più rilassati (quindi l'impegno psicologico è minore) quando si va forte. Solo sulla Z800, in un paio di occasioni (spalancando il gas in accelerazione da fermo) ho avvertito una leggera perdita di aderenza al posteriore, che però potrebbe essere imputata anche ad un tratto con asfalto in parte sporco.
In conclusione, per quanto riguarda la resa su strada, il nuovo Diablo Rosso III sembra mostrare tutti i vantaggi, in quanto a performance ed efficacia, di una gomma più estrema, senza i classici svantaggi in termini di feeling sul bagnato e comfort.

Secondo round durissimo

Un improvviso acquazzone ha reso paradossalmente ancora più interessante la seconda parte della prova, in pista, tra le fascinose spire del Motorland di Aragon. Perché, se per certi versi la scorribanda stradale mi aveva già lasciato intendere il potenziale della gomma anche sotto stress (nonostante mi sarebbe piaciuto poter scandagliare un po’ meglio eventuali reazioni del posteriore al limite), l’occasione di verificarne il comportamento sull’acqua a velocità estreme è stata rivelatoria: altissima la capacità drenante del battistrada e sorprendente la sensazione di fiducia percepita in rettilineo anche oltre i 250 km/h, su fondo completamente bagnato e pioggia battente. Ma dal mio punto di vista, per uno pneumatico sportivo, ancora più sorprendente è stato sentire l’ABS entrare in funzione ben oltre quanto avrei mai potuto immaginare pinzando forte in condizioni simili. Incredibile, quindi, la resa della nuova mescola sull’acqua. Insomma, un bel risultato per questa gomma, che sfrutta al meglio le ultime tecnologie e che - come recita il claim di Pirelli - rappresenta senza dubbio “the next level” rispetto a prodotti di pari gamma anche del passato più recente.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , test , gomme , prove


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