Curiosità

pubblicato il 28 marzo 2016

Con la Triumph Thruxton R 2016 tornano le vere Café Racers

Un modello che potrebbe fare scuola, aprendo la strada alla estremizzazione di una categoria finora principalmente sinonimo di stile

Con la Triumph Thruxton R 2016 tornano le vere Café Racers

Di rientro da Lisbona, in Portogallo, sede del primo test delle nuove Triumph Bonneville T120 Black e Thruxton R, si fa strada nella nostra mente l’idea che proprio quest’ultima possa rappresentare per il settore una vera rivoluzione. Già dopo poche centinaia di metri in sella ci è stato infatti chiaro che, rispetto alla passata generazione, la nuova Thruxton R 2016 è nata con l’obiettivo di ampliare gli orizzonti di una categoria oggi molto in voga, spostando in là ogni parametro di riferimento in termini di performance e aggressività. Senza partire dalla base di una tradizionale sportiva di nuova generazione (scelta tecnicamente più “semplice” ma profondamente distante dalla filosofia progettuale del modello) la Casa ha saputo mescolare stile e prestazioni di guida esaltanti sfruttando ed estremizzando scelte tecniche da vera “classic”.
Le Cafè Racer nacquero a metà degli anni ’70 per indicare le moto che i giovani del movimento Rocker mostravano fuori dai loro locali di ritrovo, come il celebre Ace Cafe e il 59 Club. La storia narra di moto sportive svestite di ogni componente legato al turismo ed allestite con accessori specialistici spesso autocostruiti. Tra realtà e leggenda, oltre al design minimalista, queste moto sembra dovessero avere nelle prestazioni la loro caratteristica predominante, in quanto impiegate anche in gare clandestine organizzate sulle strade aperte al traffico. Ai giorni nostri, messe da parte le prestazioni assolute, la filosofia di queste moto è tornata in auge principalmente per lo stile fortemente distintivo, rappresentando l’altra faccia della medaglia dei modelli Scrambler con il quale condividono l’appartenenza al filone modern classic. Con la nuova Triumph Thruxton R ci sono i presupposti affinché questa tipologia di moto torni a rappresentare una valida alternativa a chi cerca una moto stradale realmente appagante ed emozionante tra le curve ma non vuole in alcun modo rinunciare ad un design autentico ed elegante.

Non solo muscoli

In termini di sportività, nessuna è come lei: l’evocativo telaio a doppia culla in acciaio ospita un nuovo motore 1.200cc capace di 96 CV a 6.750 giri e una coppia di 112 Nm a 4.950 giri, dotato di frizione antisaltellamento, ride by wire con mappe regolabili e controllo di trazione. A questi elementi si aggiungono la forcella Showa BPF (Big Piston Fork), il doppio ammortizzatore Ohlins, l’impianto frenante Brembo con attacchi pinze e pompa radiali e molto altro. Insomma, snocciolando la scheda tecnica salta fuori l’amalgama perfetta tra le caratteristiche di una classica anni ‘70 e quelle di una naked sportiva di ultima generazione. E poi c’è la guida, a dir poco entusiasmante su strada e, perché no, potenzialmente capace di divertire pure tra i cordoli di una pista. Rapidissima e intuitiva, oltre che maledettamente rigida per polsi e braccia, la Thruxton R nei tratti guidati non fa sconti nemmeno ai modelli potenzialmente ben più performanti, esaltandosi tra i tornanti quanto mostrandosi solida e precisa nei tratti veloci. Parte dell’agilità è certamente merito degli pneumatici di sezione ridotta (120 anteriore e 160 posteriore) ma va detto che la ciclistica appare fin da subito ottimamente bilanciata e che gli angoli di inclinazione raggiungibili sono da ginocchio a terra ad ogni curva.
La nuova Cafè Racer inglese, in sintesi, potrebbe aprire la strada verso una estremizzazione di questi modelli, sulla falsariga di quanto già avvenuto in altri segmenti di mercato.

Giri di boa

Ogni filone motociclistico, infatti, annovera storicamente un modello che ne ha cambiato la storia, e ogni qual volta questo è avvenuto la chiave del successo è sempre stata la sportività. Prima del 1993 le naked vivevano in un universo ben definito, dove la chiave dell’affermazione di questo o di quell’altro modello era determinata dalla miscela di elementi quali comfort, dotazione e prestazioni; con l’avvento della prima generazione Ducati Monster 900 il settore ha scoperto che le moto prive di carenature potevano essere anche delle sportive vere, e per fare questo la Casa bolognese puntò tutto su un telaio derivato dalla superbike 851 e componentistica di pregio votata alle prestazioni tra le curve. Le performance di guida prima di tutto, con il risultato che quella intuizione fu l’avvio del segmento delle “vere” naked sportive. A distanza di più di 20anni, Ducati è ancora protagonista del segmento con le nuove Monster 821 e, soprattutto, Monster 1200, anche se oggi deve vedersela con la concorrenza di tutte le principali Case costruttrici.
In tempi più recenti, il medesimo discorso lo si può rapportare al segmento delle crossover, tra l’altro sempre ad opera dei progettisti Ducati. Se la capostipite di questo filone motociclistico è stata senza dubbio la BMW R80 G/S del 1980, è altrettanto vero che con la Ducati Multistrada nel 2003 le “tuttoterreno” sono uscite dalla promiscuità terra-asfalto spingendosi alla ricerca di un nuovo modo di concepire la sportività su strada. Cerchi da 17”, componentistica di grande livello e agilità sorprendente furono le sue credenziali: pur distante dal travolgente successo della Monster, la nuova creatura di Borgo Panigale di fatto aprì la strada verso l’estremizzazione del settore. Per diventare davvero una icona la crossover bolognese ha dovuto attendere il 2010, quando con la Multistrada 1200 il concetto venne ripreso e radicalizzando grazie al motore 1198 Testastretta e contenuti da vera superbike. Il risultato è stato quello di una moto capace di spingersi fino a livelli di sportività prima di allora mai raggiunti, che hanno costretto gli altri costruttori ad adeguarsi.

Una nuova era?

Che la Triumph Thruxton R rappresenti davvero l’inizio di una nuova era per le Café Racer? Nel lontano 2005 con la serie Sport Classic, Ducati (sempre lei) provò a dare una interpretazione sportiva a modelli dallo stile classico, però i tempi non si mostrarono maturi. Ora i presupporti ci sono davvero tutti, considerando la grande popolarità che questa tipologia di moto sta riscuotendo e il fatto che la nuova Thruxton R sia capace di interpretare le differenti esigenze di un elevato numero di potenziali acquirenti: stile modaiolo, autenticità, tecnologia e prestazioni di guida. Nonostante il prezzo non proprio popolare (14.900 € che scendono a 12.900 € per la versione standard) se la miscela sarà un successo è probabile che la nuova Thruxton R diventi una pietra miliare della categoria e che le altre Case già nel prossimo futuro debbano adeguarsi.

Autore: Leslie Scazzola

Tag: Curiosità , bicilindriche , varie


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