Test

pubblicato il 25 agosto 2008

BMW HP2 Sport - TEST

Meravigliosa creatura...

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Adria - Era da parecchio che non ci capitava di calamitare sguardi all'autodromo di Adria durante i nostri consueti test di prodotto, ma questa volta, in effetti, a scivolare giù dal carrello non c'era la ritrita giapponese o un'affascinante italiana bicilindrica, ma una moto a motore boxer: la nuova BMW HP2 Sport.

Gli appassionati di lei hanno sempre sentito parlare, l'hanno vista correre nel mondiale endurance sverniciando fior fior di moto quadricilindriche in allestimento SBK, ma sino ad oggi questo incredibile oggetto si era visto difficilmente nelle mani di un privato qualsiasi. Certo, vista l'accoglienza, l'approvazione e la disponibilità economica di alcuni clienti sportivi (pensiamo ai clienti 1098 S o di Aprilia RSV 1000 R Factory), siamo certi che BMW HP2 Sport prenderà presto piede nei paddock dei track day di tutto il mondo.

OPERA D'ARTE
BMW HP2 Sport è certamente un oggetto d'elite, ma adora farsi strapazzare in pista, pur senza rinunciare a quelli che sono diventati gli elementi essenziali per tutte le BMW a motore boxer: cardano, sospensioni telelever davanti e paralever dietro, telaio a traliccio di tubi in acciaio.
Insomma, gli elementi base ed il marchio per fare valorizzare il prodotto ci sono tutti, ma è evidente nella cura per ogni dettaglio che l'obiettivo era quello di dimostrare al mondo che con il boxer si può fare di tutto, a partire dalla classica "moto dello zio", passando per quella da bar ma anche per eccezionali sportive da enduro o pista. In questo particolare caso, poi, quelli della BMW non hanno voluto solamente dimostrare dove si può arrivare in termini di prestazioni, perchè la HP2 Sport sembra davvero una special sportiva realizzata dal più maniacale dei preparatori: davvero unico il panorama di 3/4 posteriore lato cerchio, eccezionali gli elementi ricavati dal pieno di pedane, semimanubri o i parastivali in fibra di carbonio, materiale con il quale è stata realizzata tutta la carrozzeria.

Di notevole fattura anche il quadro strumenti, con un cruscotto 2D con cornice...in carbonio, che ricorda quello installato sulle moto da competizione: led con scala colori per la verifica della temperatura motore e cambio marcia (a controllo elettronico in salita!), contagiri, indicatore marcia, tempi sul giro e numerose altre funzioni pensate per gli amanti della pista e...non solo.

BOXER FOREVER
Unico, nel panorama motociclistico mondiale, il cuore bicilindrico: 1.170 cm3 (alesaggio 101, corsa 73), deriva da quello già visto sulla R 1200 S anche le rivisitazioni tecniche sono ampie e numerose. La distribuzione, ad esempio, è ora a doppio albero a camme comandata a catena: gli alberi sono disposti in senso longitudinale e tramite bilanceri comandano valvole di maggior diametro, le quali sovraintendono l'afflusso ed il deflusso da una camera di combustione resa ancor più efficace dal nuovo disegno della testata a quattro valvole e del pistone fucinato. Nuove e più leggere anche le bielle, così come rivisto e corretto è stato l'impianto di iniezione elettronica, che si fregia di corpi farfallati da 52 mm.
La trasmissione, come già detto, è a cardano e fa riferimento ad una frizione a secco con comando idraulico ed un cambio a sei rapporti servoassistito.

I dati dichiarati da BMW parlano chiaro: 130 CV a 8.750 giri e di 115 Nm a 6.000 giri, spalmati su 199 kg di massa con il pieno di carburante. Dati che parlano chiaro sulle ambizioni della HP2 e sulle migliorie apportate dai tecnici bavaresi, impegnati a fondo anche sul fronte ciclistico, anch'esso ovviamente portato all'estremo.

CICLISTICA RACING
Il motore, che ha funzione portante nella complessa struttura, è coadiuvato da due telaietti in tubi d'acciao: su quello anteriore è influcrata la sofisticata sospensione Telelever mentre quello posteriore completa il lavoro del singolare schema monobraccio Paralever. Per entrambe le sospensioni l'ammortizzatore è singolo, marcato Ohlins, pluriregolabile e dotato di serbatoio del gas Piggy-Back esterno.

Niente male anche il reparto freni: l'ABS, disinseribile, controlla il mordente delle eccezionali pinze monoblocco Brembo ad attacco radiale, che stringono dischi da 320 mm di diametro, fissati direttamente al cerchio e non "flangiati" come in tutte le altre moto. Inutile sottolineare come i cerchi in lega di alluminio, fucinati, siano realizzati su misura, in termini di stile oltre che di composizione strutturale.

Lunga 2.135 mm e dotata di un interasse di 1.487 mm, la BMW HP2 Sport ha la sella ad 830 mm da terra e propone un angolo di inglinazione del canotto di sterzo di 24°, che porta ad valore di interasse estremamente contenuto: 86 mm. E visto che si parla di numeri non potevamo che chiudere il "capitolo" segnalando la capacità del serbatoio, che può contenere fino a 16 litri di verde.

GUIDA PULITA
Il raffinato carattere espresso da forme così personali e finiture degne di una special da esporre orgogliosamente in...salotto, si trasferisce anche nella guida in pista ed in quella di tutti i giorni. A differenza di quanto accade per la quadricilindrica S 1000 RR, la SBK che andrà in pista nel 2009, le sospensioni e la distribuzione dei pesi fanno parte della tradizione BMW boxer degli ultimi anni, e così i primi metri in sella alla perla dell'elica bianca possono risultare quantomeno atipici.
Una volta prese le misure, però, si scopre che la BMW HP2 Sport non solo è un'arma affilatissima, ma permette di raggiungere tempi sul giro di livello assoluto (al Master Bike 2008 ha girato mediamente a pochi decimi da KTM RC8 ed Aprilia RSV 1000 R Factory...) risultando piacevole e molto meno impegnativa di quanto ci si potrebbe attendere.

TRACK ORIENTED
In particolar modo siamo rimasti sorpresi dalla potenza dell'impianto frenante che, grazie anche all'ottimo bilanciamento, consente spazi d'arresto brevissimi: se non fosse per la scarsa modulabilità della leva, resa spugnosa dai numerosi passaggi percorsi dall'olio per via del sistema ABS (anche se disattivato, ovviamente), potremmo tranquillamente parlare del miglior impianto frenante anteriore presente sul mercato. Niente male si è rivelato anche il freno posteriore, anche se la presenza del cardano e l'assenza della frizione a "limitazione di coppia" - è davvero l'unica cosa che manca! - provoca qualche saltellamento nelle staccate veramente al limite, che può comunque essere gestito sfiorando la leva della frizione. A centro curva il comportamento della HP2 Sport è ineccepibile tanto che dopo poche curve si mette quasi automaticamente da parte l'eventuale blocco psicologico causato dalle termiche così sporgenti: siamo riusciti, in più di un'occasione, a sfiorare l'asfalto con le curiose saponette installate nella parte bassa delle testate, ma a quel punto l'andatura è talmente elevata da rappresentare un problema solamente per...le stradali Michelin Pilot Power 2 di primo equipaggiamento.

Un po' più critica, ma anche in questo caso si tratta di capire le reazioni del Telelever, l'entrata in curva: la HP2 Sport, a dispetto dell'idea data dalle dimensioni generali, va guidata in modo dolce e "rotondo", evitando di essere aggressivi o forzare l'ingresso in curva con la pinza "in mano". Si sfruttano così i vantaggi di un baricentro estremamente basso, che garantisce buona agilità nei cambi di direzione pur senza richiedere inutilmente energia per "forzare" su semimanubri e pedane.

CAMBIO ELETTRONICO
Si può invece essere più "cattivi" in uscita di curva: la sospensione posteriore funziona davvero bene, assicurando elevata trazione anche a fronte dell'immensa coppia motrice disponibile. Un fattore, quest'ultimo, che permette alla HP2 Sport di tenere il passo di moto ben più dotate in termini di cavalleria, per di più valorizzato dal cambio elettronico, che azzera i tempi morti nei passaggi di marcia. Una progressione, quella del twin dell'Elica, che raggiunge il suo massimo dai 6.000 ai 9.500 giri, ma già da 3.000 giri si può ruotare la manopola destra, in sesta marcia, e non rimanere delusi quanto a spinta...

Un motore che non disprezza nemmeno la normale circolazione stradale anche se in termini di posizione di guida e comfort la HP2 Sport dimostra i classici limiti delle supersportive: le sospensioni, anche se regolabili, risultano sempre un po' rigide e la posizione di guida, caratterizzata semimanubri spioventi e sella alta ed arretrata, non si può certamente definire comoda.

Davvero eccezionale il sound del propulsore, per certi versi simile a quello di un motore da aereo ad elica: evidente il sound della distribuzione, molto profonda la voce dell'airbox, più dolce la musica dello scarico omologato. Di altissimo livello, infine, anche la strumentazione 2D. Leggibile ed estremamente completa, rappresenta oggi un punto di riferimento per la categoria.

PREZZO OK
Totalmente fuori dal coro, con il carattere di una supersportiva e l'eleganza e di una vera BMW, la HP2 Sport è in vendita ad un prezzo di listino di 21.200 euro. Potrebbe sembrare cara, ma vista la qualità di alcune finiture e l'esclusività di un prodotto così unico crediamo che la creatura di Monaco sia paradossalmente venduta a "buon mercato". Per chi può permetterselo, ovviamente.

Si ringrazia l'autodromo di Adria per la gentile disponibilità (per prenotazioni prove libere: 0426/941411, http://www.racewaynews.net) e Snapshot per le foto dinamiche in pista.

BMW HP2 Sport

Video emozionale della nuova superpostiva tedesca

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Test , strada , automatiche


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