Test

pubblicato il 1 marzo 2016

Yamaha MT-09 ABS 2016 - TEST

Mappature della centralina riviste, nuove colorazioni e Traction Control. Scopriamo come va la fun-bike 3 cilindri i Iwata...

Yamaha MT-09 ABS 2016 - TEST

Più di 20.000 unità vendute in Europa negli ultimi 2 anni: sono i numeri dell’enorme successo che Yamaha MT-09 ha ottenuto dal suo debutto (settembre 2013) a oggi. L’ottimo rapporto qualità-potenza/prezzo che la caratterizza ha fatto di lei una moto molto appetibile e parecchio apprezzata. Nel 2016 la fun bike giapponese si rinnova, perfezionandosi ulteriormente: si colora di nuove tinte, rivede l’erogazione del motore nelle tre mappe della centralina e, soprattutto, cresce nella tecnologia e nella sicurezza, adottando il Traction Control, previsto esclusivamente sulla versione ABS. La pepper-naked di Iwata arriva nelle concessionarie italiane nelle colorazioni Night Fluo, Matt Grey, Race Blu e Lava Red con prezzi a partire da 8.690 euro.

Caratteristiche in breve

Li ricordate i dati tecnici della Yamaha MT-09? Ve li elenco brevemente, senza annoiarvi. È una moto essenziale e dall’aspetto originale (che poi piaccia o meno è questione di gusto personale). È equipaggiata con un motore tre cilindri “Crossplane” da 847cc a quattro tempi e quattro valvole, capace di erogare una potenza massima di 115 CV e 85 Nm di coppia. Il telaio in alluminio è leggero e contenuto, e dialoga dietro con un forcellone (anch'esso in alluminio) tramite sospensione monocross regolabile nel precarico, mentre davanti lavora una forcella a steli rovesciati da 41mm regolabile in estensione e precarico. La frenata è affidata a due dischi anteriori flottanti da 298 millimetri con pinze radiali a quattro pistoncini contrapposti, e a un disco posteriore da 245mm con pinza a perno scorrevole. I cerchi in lega a dieci razze calzano pneumatici da 120/70ZR17 davanti e 180/55ZR17 dietro.

Sulla versione ABS arriva il traction control

La moto resta sostanzialmente la stessa, ma si perfeziona. Le tre mappe della centralina – Standard, A e B – subiscono leggere modifiche finalizzate a migliorare l'erogazione della potenza. Un piccolo ritocco è stato effettuato anche sulla sospensione anteriore, leggermente irrigidita di default nella regolazione standard; non l'abbiamo menzionato in apertura nelle novità introdotte in quanto si tratta di una modifica che può essere facilmente apportata anche sul modello precedente, agendo sulla regolazione della forcella. Novità invece importante è l'arrivo del controllo di trazione, che sarà abbinato solo alla versione ABS, oggetto della nostra prova. Tre i livelli d'intervento: 1, meno invasivo; 2, azione immediata; 3 traction control disattivato.

A tutto TEST

In una frase: quel che c'era da migliorare è stato migliorato. Yamaha MT-09 è sempre stata una moto molto divertente, ben fatta e spinta da uno dei tre cilindri probabilmente più performanti in commercio. Il suo difetto probabilmente riguardava l'apri e chiudi piuttosto brusco, un fastidioso effetto on-off che oggi, grazie alla rivisitazione delle mappe, scompare. È bene chiarire però che in tutte e tre le opzioni di guida (Standard, A e B) la potenza complessiva non cambia: cambia invece il modo in cui questa viene erogata. In parole semplici: muta la risposta (più o meno “immediata”) del motore rispetto all'azione sulla manopola del gas. Cosa vuol dire su strada? Guidando in B (la più morbida) ci si gode probabilmente nel migliore dei modi i 115 CV del “Crossplane” della MT-09. La spinta non è mai brusca e l'on-off non è più un problema. La Standard potrebbe essere definita invece la mappa della verità, quella più reale: non ritarda la risposta e non l'anticipa. È bella aggressiva, corposa, ma non dà le “frustate” della mappa A: che è la più nervosa (e anche stancante), quella che in accelerazione difficilmente lascia la ruota anteriore attaccata all'asfalto. Insomma, tre opzioni diverse tra loro, ma che oggi sono molto meglio configurate.
Veniamo invece ora al Traction Control. Che nel concreto, entra in funzione in presenza di asfalto umido o sporco, oppure in caso di guida molto molto allegra (o talvolta in impennata). Nel corso della nostra prova su strada, complice l'asfalto pulitissimo del sud/est della Spagna e l'ottimo grip delle Bridgestone Battlax, abbiamo avvertito la sua presenza in pochissime occasioni. La differenza tra la modalità 1 e 2 sta tutta nella tempestività dell'intervento: il livello 1 garantisce una maggiore tolleranza, il sistema inizia a funzionare leggermente più tardi, permettendo sostanzialmente un principio di derapata; il livello 2 prevede invece un'azione più pronta, ideale soprattutto in condizioni precarie di aderenza. Ma al di là delle dinamiche, l'aspetto importante riguarda soprattutto il fatto di sapere che il Traction Control c'è: è un valore aggiunto, che ci fa sentire inevitabilmente più sicuri. Per il resto, grazie alla forcella più sostenuta, la MT-09 2016 è ancor più piacevole da guidare, soprattutto nel misto: frena forte, non si scompone, s'infila in curva rapidissima, permette anche correzioni senza innescare fastidiosi trasferimenti di carico, tiene la corda e scappa via in un lampo. Insomma, è davvero una bella moto.

Conclusioni

Ora è veramente una moto completa. Ha fatto un bel salto di qualità, ottimizzando e introducendo piccole novità ma di rilievo. Si guida benissimo, diverte, è agile e ha un motore straordinario. Con il controllo della trazione cresce nella tecnologia e soprattutto nella sicurezza. Mi piaceva già tanto prima e ora mi piace ancora di più. E poi ha un prezzo d'acquisto davvero molto competitivo, 8.690 euro. La consiglio a tutti i motociclisti (meglio se esperti) che cercano una moto non troppo costosa ma... di sostanza.

Abbigliamento

Giacca: Dainese Super Speed D-Dry Jacket
Pantaloni: Dainese Bonneville Regular Jeans
Guanti: Dainese Rainlong D-Dry Gloves
Scarpe: dainese Dyno D1 Shoes
Casco: AGV K-3 SV

Autore: Francesco Irace

Tag: Test , tricilindriche , test , prove


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