Test

pubblicato il 29 febbraio 2016

Ducati Hypermotard 939 e 939 SP 2016 - TEST

Emozioni e versatilità declinate in 2 differenti versioni per soddisfare ogni palato. Abbiamo messo alla frusta l'ultima evoluzione delle Hyper bolognesi a caccia di pregi e difetti...

Ducati Hypermotard 939 e 939 SP 2016 - TEST
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Era il 2005 quando Ducati presentava per la prima volta il concept della Hypermotard al Salone di Milano, un mezzo che riscosse subito un grande successo grazie al suo design aggressivo ma allo stesso tempo elegante. Tra i tanti ammiratori della Hypermotard vi furono anche diverse case di produzione cinematografica, che scelsero di utilizzare questo modello per film come “Mission Impossible” e “Yes Man”. Ducati rinnova oggi la gamma "Hyper" con la nuova 939 in due diverse declinazioni, la più stradale “standard” e l’aggressiva SP, caratterizzata da un carattere maggiormente racing e componenti speciali pregiati.

Cosa cambia…

It’s not the destination, it’s the journey”, ossia non è la destinazione ma il tragitto. Con questa frase Ducati fa subito capire le intenzioni della nuova Hypermotard, mezzo polivalente destinato ad un pubblico ampio ed eterogeneo alla ricerca di emozioni. Nonostante la 939 e 939 SP non siano una rivoluzione rispetto al precedente modello 821, sicuramente possiamo dire che si tratta di una importante evoluzione. Entrambe le versioni presentano un nuovo motore bicilindrico da 937 cc Testastretta 11° (Euro4) in grado di erogare 113 CV. Rinnovato anche il sistema di raffreddamento, assieme a nuovi pistoni, biella ed albero. Rispetto alla precedente 821, sulla 939 si ha un incremento di coppia notevole, 18% in più a 6.000 giri/min e 10% in più a 7.500 giri/min, il che si traduce in una maggiore reattività in accelerazione. L’intera famiglia Hypermotard prevede poi il Ducati Safety Pack composto da DTC (Ducati Traction Control) a 8 livelli, tre riding mode e ABS a 2 livelli per la 939, mentre la SP ne ha 3. Il display digitale è stato leggermente rivisto con l’aggiunta dell’indicatore di marcia, un dettaglio richiesto da molti clienti. I paramani presentano gli indicatori di direzione a led integrati. L’Hypermotard 939 ha un peso a secco di 181 kg, che scende sulla versione SP a 178. Entrambe hanno una capacità del serbatoio carburante pari a 16 litri.

A tutto TEST

Personalmente sono un pilota di fuoristrada da tutta la vita, ciononostante non ho mai disdegnato “esperienze” stradali, eppure, devo ammettere che il primo impatto con le Hyper - in particolare quello in circuito con la Hypermotard 939 SP - è stato a dir poco emozionante.
La prima cosa che ho potuto apprezzare è stata la posizione di guida: la triangolazione pedane, sella, manubrio fa sì che una persona di statura medio-alta come me (182 cm) si senta perfettamente a suo agio. La posizione piuttosto elevata ed avanzata della sella, su entrambe le versioni, aiuta a controllare la moto con facilità, oltre ad offrire un ottimo comfort in caso di lunghe percorrenze. Il telaio a traliccio in tubi di acciaio eccelle in robustezza regalando una piacevolissima sensazione di stabilità, specialmente in presenza di buche… situazione nella quale la moto difficilmente si scompone. Inoltre, grazie alla posizione di guida rialzata, si riescono ad effettuare facilmente e senza fatica rapidi cambi di direzione, destreggiandosi tra le curve di montagna con grande divertimento. Un aspetto apprezzabile di questo mezzo è come si adatti ai diversi stili di guida: può essere guidato come una stradale sportiva, quindi corpo in fuori e ginocchio a terra, ma anche come un motard, con gamba dritta e moto piegata… basta davvero poco per acquisire il giusto feeling con queste Ducati.

Il motore Testastretta 11° spinge in modo progressivo ed anche se si entra in curva con una marcia di troppo, la gran coppia a disposizione riesce sempre a tirarti fuori con gran forza in uscita, senza problemi. E non di rado ci si ritrova a tenere giù la ruota anteriore, desiderosa di puntare al cielo con grande gusto. La Hyper, però - diciamolo subito - è una moto tutt’altro che nervosa: la linearità con la quale viene trasmessa la potenza permette di gestire sempre in sicurezza la situazione, e anche in piena piega non si rischia mai una reazione brusca, neanche spalancando il gas in maniera maleducata. Dove 939 e 939 SP danno il meglio di sé è soprattutto ai medi regimi… è qui che si percepisce davvero forte la “schiena” del propulsore Ducati. Il cambio a 6 marce si caratterizza per una prima piuttosto corta ed una seconda lunga, quindi ci si ritrova molto raramente ad utilizzare la prima.
Sono 3 le mappature a disposizione del pilota: Urban, Touring e Sport, per la 939; Race, Sport e Wet per la versione SP. Queste possono essere cambiate direttamente tramite il comando al manubrio e variano nel modo in cui viene rilasciata la potenza del motore. Sport e Race, rispettivamente su Standard e SP, sono quelle che offrono la maggior coppia e potenza, mentre Touring e Sport danno un giusto compromesso tra accelerazione e velocità. Urban e Wet tagliano potenza al motore per rendere la moto più adatta a situazioni di poca aderenza e basse velocità, erogando un massimo di 75CV.
Molto differente la frenata tra i due modelli: sulla Standard è piuttosto brusca ed immediata all’anteriore e ci si deve abituare un po’, mentre al posteriore si ha un’ottima modulabilità; sulla SP la faccenda cambia, con l’anteriore che regala una maggiore sensibilità grazie alla quale si riesce sempre a regolare la staccata senza correre il rischio di sottosterzo… per quanto riguarda il posteriore, invece, permette degli adrenalinici “slide” non appena ci si prende confidenza. La presenza di ABS e DTC aggiunge un altro livello di sicurezza, soprattutto nella guida su strada dove non si corre mai il rischio di perdere trazione, specialmente in accelerazione, in uscita dalle curve. Nella guida in circuito il traction control lascia al pilota la possibilità di aggredire le curve, giro dopo giro, senza correre rischi. Il mix, poi, con lo pneumatico Pirelli Diablo Supercorsa sulla SP crea il binomio perfetto per pieghe mozzafiato. Passando alle sospensioni, le due versioni presentano allestimenti totalmente diversi, visto che sulla SP sono presenti delle Ohlins (sia all’anteriore, forcella da 48mm completamente regolabile, che al posteriore) con un’escursione della ruota maggiore oltre ed una impostazione notevolmente più rigida per garantire un setting sportivo. La 939 “standard”, invece, ha un mono Sachs ed una forcella da 43 mm con un setup più blando, più indicata per l’uso stradale. La prima parte di escursione è particolarmente morbida ed in staccata si sente la moto abbassarsi davanti in ingresso curva, previo poi irrigidirsi in modo progressivo verso il fondocorsa. Sebbene le sospensioni si comportino bene, va detto, però, che Hypermotard potrebbe non essere la moto più comoda per chi ne fa un uso prettamente urbano in città con buche e pavé, come Roma o Milano.

Unico piccolo difetto che ho riscontrato sulla 939 è un leggero on/off in situazioni di bassa velocità, come in tornanti molto stretti di montagna dove bisogna sempre avere un filo di gas aperto per non “subire” troppo il freno motore.

Conclusioni

La nuova famiglia Hypermotard ha centrato il proprio obiettivo di affermarsi come una moto particolarmente versatile, grazie alla sua agilità e dinamicità che, assieme al design moderno ed elegante, regalano un gran gusto. Stilisticamente la Hypermotard ha un design che fa brillare gli occhi ed incarna in pieno lo stile del made in Italy, con linee dal carattere racing e futuristico pur mantenendo l’eleganza che contraddistingue il marchio. Una moto sulla quale non si passa davvero inosservati. L’utente più indicato per questo modello è un rider con già un minimo di esperienza con le grosse cilindrate e che cerca un compromesso tra divertimento, potenza e praticità d’uso. Chi desidera più polivalenza preferirà la Hypermotard 939 normale, mentre chi desidera emozioni racing, senza disdegnare frequenti puntatine tra i cordoli, non si farà scappare la versione SP, per i dettagli corsaioli ed il setting rialzato, che permette performance ancora più estreme.

Prezzi ed allestimenti

La Ducati Hypermotard 939 è disponibile in due varianti di colore, Rosso Ducati con te-laio rosso e cerchi ruota neri o Star White Silk sempre con stessa colorazione telaio e ruo-te ad un prezzo di listino di 11.990 euro. La Ducati Hypermotard 939 SP invece è disponibile solo nella livrea SP ispirata dalla MotoGP ed ha in più, rispetto alla versione normale, la forcella Ohlins da 48mm, il mono Ohlins, coperchi testa in magnesio, cerchi a tre razze Marchesini in alluminio forgiato, manubrio in allumino a sezione variabile, pompa radiale con leva regolabile, sella sport, parafango anteriore e cartelle copricinghie in fibra di carbonio e Pneumatici Pirelli Supercorsa SP. Il tutto ad un prezzo di listino di 15.590 euro.

Abbigliamento Hypermotard 939:

Casco: Scorpion Exo VX20
Occhiali: Raleri Gundam
Giacca: Alpinestars Pikes Drystar
Jeans: Alpinestars Denim
Stivali: Alpinestars Web Goretex
Guanti: Alpinestars Celer

Abbigliamento Hypermotard 939 SP:

Tuta: 2 pezzi Dainese modello Laguna Seca D1
Casco: Scorpion Exo VX20
Occhiali: Raleri Gundam
Stivali: Dainese Nexus
Guanti: Dainese 4 Stroke Evo

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Autore: Manuel Lucchese

Tag: Test , bicilindriche , supermoto , test , prove


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