Test

pubblicato il 29 febbraio 2016

Yamaha MT-03 2016 - TEST

La piccola naked dei Tre Diapason è ben costruita, facile da guidare ed è spinta da un vivace bicilindrico da 321 cc. Ecco come va...

Yamaha MT-03 2016 - TEST

È innegabile che siano soprattutto i mercati orientali a spingere le Case motociclistiche a produrre naked medio-piccole, ma è altrettanto evidente come, anche in Italia, le moto comprese nella cilindrata 200-400cc siano sempre più apprezzate.
Yamaha risponde all'appello portando nelle concessionarie la nuova MT-03, svelata pochi mesi fa in occasione di Eicma 2015. È una moto che deriva dalla sorella sportiva YZF-R3 e si pone a metà tra la MT-125 e la MT-07. È leggera e compatta ed è spinta da un ottimo bicilindrico da 321cc, capace di erogare una potenza massima di 42 CV. L'abbiamo provata per voi a caccia di pregi e difetti e, soprattutto, per capire se le sue carte sono quelle giuste per ritagliarsi uno spazio da leader in un segmento di mercato particolrmente combattuto.

Facile e performante. Costa 5.090 euro

Prima di passare alle impressioni di guida, vediamo innanzitutto com’è fatta la Yamaha MT-03. Come anticipato, è una naked medio-piccola, caratterizzata da un design semplice ma originale, che ricalca per certi versi quello della sorella maggiore MT-10: le linee sono taglienti e precise e ben si sposano con le proporzioni complessive della moto. Le luci a LED integrate nei gruppi ottici le regalano un aspetto moderno e accattivante. Il serbatoio da 14 litri è ben sagomato e si abbina perfettamente alla sella, che vanta un’altezza da terra di soli 780mm. La posizione di guida è stata studiata a lungo dai progettisti Yamaha, che hanno lavorato per cercare la migliore geometria sella/pedane/manubrio; con quest’ultimo che ha un angolo di sterzata di 68 gradi. Il peso complessivo della moto è di 168 kg.
Il cuore pulsante della MT-03 è lo stesso bicilindrico in linea a 4 tempi DOHC a 4 valvole raffreddato a liquido della YZF-R3. È stato realizzato con una serie di componenti ad alta tecnologia, come pistoni leggeri forgiati e bielle in acciaio al carburo. Eroga una potenza di 42 CV a 10.750 giri/min e 29,6 Nm a 9.000 giri/min e garantisce consumi pari a 25 km/l. Anche il telaio in acciaio, leggero e compatto, è basato su quello della sorella sportiva R3. La forcella anteriore è da 41mm a leveraggio progressivo, mentre al posteriore troviamo un monocross. Spicca il forcellone lungo asimmetrico, ispirato alla supersportiva YZF-R1. La Yamaha MT-03 è dotata di cerchi leggeri a 10 razze che calzano pneumatici da 140/70-17 al posteriore e 110/70-17 all’anteriore. La frenata, con ABS di serie, è affidata a un disco anteriore da 298mm abbinato a una pinza a 2 pistoncini e a un disco posteriore da 220mm. Il quadro strumenti multifunzione permette, tra le altre cose, di visualizzare la marcia inserita, il consumo medio e quello istantaneo. Yamaha MT-03 è guidabile con la Patente A2 ed è disponibile in due colorazioni – Midnight Black e Race Blu – con prezzi a partire da 5.090 euro.

A tutto TEST

MT-03 è una moto leggera, agile e versatile. Accoglie comodamente piloti di tutte le altezze, grazie alla sella bassa e al serbatoio ben sagomato. Mette a proprio agio sin dai primi km: si guida con estrema facilità e permette anche a un neofita di trovare in poco tempo il giusto feeling. La città è probabilmente in terreno in cui la MT-03 esprime al meglio il suo potenziale. S’infila ovunque, gira in un fazzoletto ed ha un'ottima frenata: il disco singolo anteriore da 298mm è sufficiente a fermare la moto in tempi brevissimi. Sorprendente è anche l'elasticità del bicilindrico, che consente di utilizzare la 5a marcia a una velocità di poco superiore ai 30 km/h: non strappa, non si ribella, riprende dai bassi regimi senza sussulti, garantendo un gran comfort di guida. Tuttavia è percepibile un leggero on-off, soprattutto in prima marcia, ma nel complesso le performance del propulsore stupiscono positivamente. Altra nota favorevole: il cambio, morbidissimo e sempre preciso, assistito da un'ottima frizione. Anche l'assetto, piuttosto soft, si adatta perfettamente all'uso cittadino: permette di assorbire al meglio le asperità dell'asfalto e di digerire molto bene il pavé. Ma è capace comunque di sostenere in maniera discreta anche una guida più brillante, quando si lasciano i centri urbani per dirigersi là dove gli incroci lasciano il posto a curve e tornanti. Dove, tra l’altro, si può apprezzare ancor di più il lavoro che in Yamaha hanno svolto sul motore: la spinta è lineare e corposa fino a 11.000 giri/min e invoglia ad osare. Qualche limite (nella ciclistica) inevitabilmente emerge se il ritmo cresce troppo, ma in definitiva la MT-03 è una moto che può divertire anche un motociclista esperto che non ha troppe pretese.

Non ci hanno convinto molto, invece, le gomme in dotazione (Michelin Pilot Street). Buona, infine, la stabilità in autostrada, dove in sesta marcia si viaggia senza consumare troppo.

Conclusioni

Yamaha MT-03 si rivela un'ottima alternativa allo scooter. Ha un costo d'acquisto piuttosto basso, ha un ottimo motore e consuma poco. Si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di motociclista: è indicata per una donna, per un neofita ma anche per un esperto che cerca un mezzo comodo e facile da utilizzare nel quotidiano diverso dallo scooter. È ben rifinita nonostante sia economica, ha una linea oggettivamente gradevole (poi, certo, il gusto è abbastanza personale) ed è ben proporzionata... aspetto non scontato nelle moto piccole. Darà filo da torcere alle concorrenti.

Abbigliamento:

Giacca: Dainese Super Speed D-Dry Jacket
Pantaloni: Dainese Bonneville Regular Jeans
Guanti: Dainese Rainlong D-Dry Gloves
Scarpe: Dainese Dyno D1 Shoes
Casco: AGV K-3 SV

Autore: Francesco Irace

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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