Test

pubblicato il 27 febbraio 2016

Honda CBR500R 2016 - TEST

Dedicata ai possessori di patente A2, l’ideale per iniziare a fare sul serio con i semi-manubri. Abbiamo messo alla prova la rinnovata media carenata della Casa dell’Ala

Honda CBR500R 2016 - TEST

Layout aggressivo, aria “da grandi” e tanta voglia di far divertire. Sicuramente la moto giusta per chi desidera sportività e vuole intraprendere un po’ di sana gavetta in vista del passaggio alle cilindrate maggiori. La meccanica è sostanzialmente condivisa con la naked CB500F 2016. Cambiano ovviamente la posizione di guida e l’ergonomia, sebbene - alla prova pratica - la sensazione sia quella di guidare una moto piuttosto differente nella resa dinamica. Ma andiamo per ordine…

Più appuntita!

Rispetto al modello che sostituisce (la precedente CBR500R che ha esordito nel 2013) questa versione - diciamolo subito - è più bella! E guadagna sopratutto linee più svelte e taglienti, a partire dal cupolino affilato con fari a LED, passando per le carene con forme guizzanti, fino al codino aggressivo con la sella di pilota e passeggero su due livelli e prese d’aria laterali in stile racing. Molto ben riuscito il gruppo ottico posteriore a LED dalla forma appuntita. Convince, inoltre, il nuovo terminale di scarico ora decisamente più sportivo e compatto, che Honda ha voluto dotare anche di un sound dalla personalità più marcata.

Cosa cambia e cosa no…

La moto utilizza parte della componentistica già in uso sulla precedente versione, a partire dal motore, che rimane il solido due cilindri in linea da 471 cc, capace di erogare 48 CV a 8.500 giri/min e una coppia massima di 43 Nm a 7.000 giri/min. Scendono però i consumi, pari ora a 29,4 km/l nel ciclo medio WMTC. Dato questo che, grazie al serbatoio aumentato nella capienza fino a 16.7 litri (inclusa riserva), dovrebbe garantire un’autonomia prossima ai 500 Km. Per quanto riguarda il propulsore è stato inoltre migliorato il sistema di aspirazione, airbox, condotti e filtro. Anche il telaio, di tipo tubolare in acciaio a diamante, rimane lo stesso, mentre la forcella (da 41mm) guadagna il precarico della molla per meglio adattarsi alle esigenze del pilota. Per quanto riguarda l'impianto frenante, in questa versione 2016 è stata inserita una pinza anteriore più aggressiva, mentre la leva al manubrio è ora regolabile. L'ABS è di serie.
Tra le novità si annoverano inoltre il tappo del serbatoio incernierato, una nuova chiave di contatto più corta e resistente, pedane passeggero in alluminio e porta-targa ridisegnato.

A tutto TEST

Se c'è una cosa che molti temono, quando approcciano ad una sportiva al di sotto delle cilindrate canoniche, è quella di ritrovarsi in sella ad una "motina". Da questo punto di vista in Honda sono stati particolarmente bravi e sulla nuova CBR500R si ha invece la sensazione di sedere su un mezzo di maggiore cubatura, ben inseriti nel corpo moto.
La posizione di guida è un buon compromesso tra sportività e comfort: i semimanubri, tutt'altro che estremi, portano moderatamente il corpo in avanti a caricare l'anteriore, mentre le pedane risultano arretrate il giusto. Di fatto, sembra di guidare più una sport-touring che una sportiva pura, il che rende la scelta tra il CBR500R e la sorella nuda CB500F più un fatto di gusto - carenata o naked - che di reali differenze in fatto di praticità d'uso.
Una volta partito la sensazione di controllo è totale. Una facilità disarmante che mette subito a proprio agio. Un rapido passaggio su un tratto di pavé evidenzia l'ottima qualità del comparto sospensioni: semplice... ma efficace e convincente nella resa. Verdetto che si conferma anche tra le curve, dove la forcella digerisce bene anche le staccate più aggressive, mentre il mono lavora correttamente, "sostenendo" i cambi di carico nei rapidi pif-paf senza battere ciglio. La sensazione è quella di guidare un mezzo ben piantato a terra, mai nervoso nelle reazioni, che trasmette un buon feeling al pilota. Rispetto alla versione naked, il CBR500R risulta maggiormente stabile sul veloce, grazie alla posizione di guida che carica di più l’anteriore... in compenso, però, lo senti un po' meno reattivo tra le curve, anche se l'agilità si mantiene in ogni caso su livelli più che buoni.
Per ottenere il meglio dalla media carenata Honda, il motore va fatto girare sopra quota 4.000 giri, dove c'è grinta a sufficienza per uscire forte dalle curve. Sotto questa soglia, il 2 cilindri risulta un po' pigro... quindi, se si cerca la guida sprint, bisogna sempre assicurarsi di buttare dentro la marcia giusta prima dell'inserimento (e in questo aiuta sicuramente il cambio, rapido e preciso negli innesti).

Passando a ciò che ho apprezzato meno, ho riscontrato qualche vibrazione di troppo oltre quota 6.000/6.500 giri, mentre alcune finiture, soprattutto nella zona del cupolino, non mi hanno convinto fino in fondo, come ad esempio la bulloneria dell’attacco degli specchietti, “a vista” e senza tappini di copertura.

Conclusioni

Se avete conseguito la patente A2 e sognate di approdare un giorno alle velenose mangiacordoli tutte muscoli e cavalli selvaggi, il CBR500R può rappresentare il giusto rito di passaggio. Ad un prezzo di 6.550 f.c. ci si porta a casa una sportiva carenata molto equilibrata, bella da vedere e per nulla estrema (con un livello di comfort pari a quello di una sport-touring). Un mezzo da usare tutti i giorni in città senza troppi patemi e da scatenare su un bel percorso tutte-curve nel week-end, dove può far divertire anche piloti più smaliziati.

La CBR500R 2016 è disponibile in Italia in 2 colorazioni, con stickers sportivi sulle ruote: Ross White (Tricolour) e Millennium Red. La gamma di accessori originali Honda per la CBR500R include: valigie laterali da 29 litri, portapacchi posteriore, top box da 35 litri, manopole riscaldabili, terminale di scarico Akrapovic, componenti ‘carbon look’, antifurto meccanico a U, tank-pad, telo coprimoto.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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