Test

pubblicato il 26 febbraio 2016

Honda CB500F 2016 - TEST

Look aggressivo, consumi bassi e prestazioni vivaci. Abbiamo testato la nuova versione della media naked giapponese

Honda CB500F 2016 - TEST
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C'erano una volta le nude 500 bicilindriche del Sol Levante, Kawasaki ER-5, Suzuki GS e Honda CB. Moto basiche, di sostanza, votate soprattutto all'uso quotidiano e a qualche gita nel week-end (anche in coppia). Mezzi che non brillavano certo per prestazioni pure ma... facevano tutto e tutto sommato bene. E principalmente, consentivano a tanti di sentirsi motociclisti a tutti gli effetti senza spendere un patrimonio.
I tempi passano e le categorie si evolvono. L'ultima Honda CB500F, aggiornamento del modello che ha debuttato nel 2013, è un mezzo vivace e dal look spigliato, appositamente studiato per i possessori di patente A2 ma con le carte in regola per piacere anche ad un pubblico motociclisticamente più "maturo" in cerca di praticità.

Ora è più bella!

Rispetto alla versione 2013, si rinnova il design. E l'operazione funziona. Perché adesso la CB ha una linea decisamente più piacevole e filante, con i nuovi fianchetti laterali slim, che lasciano più respiro alla meccanica, il cupolino basso e affilato con gruppo ottico a LED e un look del retrotreno più aggressivo, col codino che punta in alto, le selle sfalsate e le prese d'aria in stile racing. Bello, poi, al posteriore, l'appuntito fanale a LED con lente "bianca", mentre la vista laterale beneficia sicuramente dello scarico dal design ora più compatto e moderno.

Cosa cambia e cosa no

A spingere la Honda CB500F 2016, ritroviamo il collaudato bicilindricoparallelo bialbero a 8 valvole di 471 cc, capace di erogare 48 CV a 8.500 giri/min e una coppia massima di 43 Nm a 7.000 giri/min. Sostanzialmente invariato, quindi, ma ora in grado di garantire (dato dichiarato da Honda, ma credibile) consumi migliorati pari a 29,4 km/l nel ciclo medio WMTC. E se si considera il serbatoio aumentato nella capienza fino a 16.7 litri (inclusa riserva) si può stimare un'autonomia prossima ai 500 km... davvero niente male!
Telaio e forcellone in acciaio "lavorano" all'anteriore con una forcella telescopica con steli da 41mm, ora regolabile nel precarico molle... esattamente come il monoammortizzatore posteriore Pro-Link. Lafrenata si affida ad un disco wave (anteriore) da 320mm e ad uno più piccolo (posteriore) da 240mm, con una nuova pinza davanti che è stata potenziata. L’ABS è ovviamente di serie.
Altre novità riguardano aggiornamenti al sistema di aspirazione (airbox, condotti e filtro), al selettore delle marce, mentre esordiscono sul modello 2016 la leva freno anteriore regolabile e il tappo incernierato. Il peso, infine, scende di 2 kg, raggiungendo quota 190 in ordine di marcia (quindi col pieno di benzina).

A tutto TEST

Un metro e ottanta, corporatura medio-robusta. Al primo sguardo - così compatta e dalle misure slim - non l'avrei mai detto, eppure in sella alla Honda CB500F mi sono sentito perfettamente a mio agio. Insomma, una moto dalla fruibilità davvero ampia, che di certo non mette in imbarazzo il pubblico femminile (grazie ad un peso ridotto e alla seduta bassa da terra) ma in generale capace di accogliere sostanzialmente un po' tutti (salvo non siate alti come Shaquille O'Neal, o non sia il sumo la vostra ragione di vita).
Ergonomia e posizione di guida sono estremamente corrette, proprio come ci si aspetta su una Honda. In sella si sta col busto dritto ma non "seduti", un buon mix tra comfort e controllo attivo del mezzo.
Non appena in movimento, la naked Honda dà immediatamente del "tu". Insomma, ci fai amicizia in fretta. Agile, dalla manovrabilità elevatissima e obbediente ad ogni comando. Tutte doti che si fanno apprezzare in città, ma che danno soddisfazione anche nella guida tra le curve. Da subito mi ha colpito l'ottimo lavoro svolto dalle sospensioni, che digeriscono bene le asperità del fondo stradale senza mai prestare il fianco a fastidiose risposte troppo secche da parte del mono posteriore, mentre la forcella “sostiene” molto bene in staccata e offre un buon feeling con l'avantreno. Caratteristica che si apprezza maggiormente lungo i percorsi più tortuosi e guidati, dove anche strapazzandola malamente, la ciclistica tiene bene e non delude nella resa, a maggior ragione se si considera il tipo di moto e la fascia di prezzo. Anche il miglioramento della frenata è evidente. Ora è sicuramente più decisa e tonica (ma anche un po’ più "secca". Una maggiore modulabilità nell'azione della leva, secondo me, non guasterebbe).
Il percorso invoglia e il ritmo sale. Far danzare tra le curve il CB500F è un giochino divertente, nonostante le potenze in campo non siano da superbike. La naked è reattiva nel misto stretto, anche se - va detto - il due cilindri Honda ama girare alto per dare il meglio di sé: piuttosto tranquillo sotto quota 4.000 giri, per andare forte ti devi assicurare di mantenerlo sempre sopra questa soglia, in percorrenza di curva, al fine di garantirti la giusta spinta in uscita, quando spalanchi il gas. Si fa apprezzare, in questo frangente, il comportamento del cambio, sempre preciso e fluido negli innesti. Sul veloce, invece - soprattutto sui lunghi curvoni affrontati in maniera aggressiva -, emerge un pizzico di instabilità del tutto prevedibile visto il tipo di mezzo. Guidando in maniera più "normale" difficilmente ci se ne accorge.

Passando a ciò che ho apprezzato meno, ho rilevato un leggero on-off nella chiusura/apertura del comando del gas, che arriva ad essere fastidioso solo alle basse andature in città. Mentre ok, d’accordo che il lato B sexy e filante è uno dei particolari estetici più riusciti di questo modello ma - sicuramente più azzeccato sulla sorella carenata CBR500R -, vista la filosofia del mezzo avrei preferito un'accoglienza migliore per il passeggero, con una porzione di sella più generosa e meno "striminzita". Chi non ama i crossover e vuole una naked tutto fare, infatti, non disdegna anche le passeggiate in coppia nel week-end. Un plauso, invece, va al vano porta-oggetti, sufficientemente capiente da contenere un antifurto o un antipioggia di quelli leggeri e compatti.

Conclusioni

Venduta al prezzo di 5.990 euro f.c. la naked entry level Honda rappresenta sicuramente una delle scelte più azzeccate per chi consegue la patente A2. Una moto perfetta per la propria "crescita" motociclistica. Ma come scritto in apertura, potrebbero essere molti i riders - anche di lungo corso - pronti a farsi sedurre da costi di gestione poco impegnativi e da un mezzo che, in mani esperte, riesce sicuramente a divertire. Chiaro, non stiamo parlando di una moto tutta muscoli e adrenalina... piuttosto di un mezzo equilibrato e sincero, che nella resa generale sicuramente non delude.

La nuova CB500F 2016 è disponibile in Italia in 4 colorazioni con stickers sportivi sulle ruote: Ross White and Millennium Red (Tricolour), Millennium Red/Macadam Grey Metallic, Pearl Metalloid White/Macadam Grey Metallic e Matt Gunpowder Black/Matt Krypton Silver Metallic. Più semplicemente, la classica tricolour Honda in bianco, rosso e blu, l'aggressiva rossa e nera, e le più sobrie black&white e grigio/nera. La gamma di accessori originali Honda per la CB500F include: valigie laterali da 29 litri, portapacchi posteriore, top box da 35 litri, manopole riscaldabili, terminale di scarico Akrapovic, componenti ‘carbon look’, antifurto meccanico a U, tank-pad e telo coprimoto.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , prove


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