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pubblicato il 20 febbraio 2016

Suzuki GSX-S 1000: perché comprarla... e perché no [VIDEO]

Piacere di guida, scelte razionali e tutto il gusto di un 4 cilindri vulcanico di derivazione sportiva. Queste le credenziali della naked giapponese, insieme ad un prezzo davvero interessante

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Una moto tutta muscoli e carattere la Suzuki GSX-S 1000, che sceglie di non percorrere la via dell'esasperazione elettronica e punta al massimo del divertimento su strada. L'abbiamo messa sotto torchio per scoprire al meglio le sue caratteristiche dinamiche... ma soprattutto, cosa si nasconde dietro uno dei rapporti qualità/prezzo più favorevoli della categoria. Nonostante la nuda giapponese non raggiunga infatti il livello di dotazione tecnica delle protagoniste europee del segmento - Triumph Speed Triple, BMW S 1000 R e Aprilia Tuono - il listino favorevole e le ottime performance la candidano a "best-buy" tra le naked stradali ad alte prestazioni.

DNA racing

Basti pensare che a spingere la pepata Suzuki non è altro che il 4 cilindri utilizzato sulla superbike carenata GSX-R 1000 my 2005-2008. Un'unità appositamente "educata" all'utilizzo stradale per l'occasione, pronta però a perdere all'istante le buone maniere ogni volta che se ne presenti la possibilità. Come ad esempio quando si tratta di sfogare la propria indole su un bel percorso guidato, dove - nelle mani giuste - può rendere la vita difficile anche a cavalcature race replica... senza però tutti gli svantaggi di quest'ultime in termini di comfort e praticità.

Elettronica quanto basta

Chi ama instaurare un rapporto diretto e non troppo filtrato con la meccanica, amerà anche la GSX-S. Aver concentrato l’elettronica sul versante della sicurezza - traction control su 3 livelli e ABS - lasciando "libero" il motore di esprimersi, è stata una mossa vincente da parte di Suzuki. Una scelta di personalità, sicuramente azzeccata per il tipo di mezzo, che permette di gustare al meglio tutta l'indole del grosso 4 cilindri da 146 CV, che parte sornione ai bassi, si irrobustisce ai medi ed esplode come dinamite oltre quota 5.500 giri, fino alla zona rossa del contagiri (attorno ai 12.000). Un vero rullo compressore che sa regalare emozioni.

Convince meno...

Con tanti muscoli a disposizione non dispiacerebbe poter contare su una frenata con più mordente e dotata di maggiore modulabilità. Portatarga e specchietti, poi, hanno un aspetto un po’ povero e manca la regolazione della leva della frizione. Probabilemente, scelte necessarie per riuscire a contenere il prezzo entro il limite dei 12.290 euro. Ah, dimenticavo, se la vostra intenzione è quella di viaggiare spesso in due, non è questa la moto che fa per voi: la striminzita porzione di sella destinata al passeggero pretende autentica devozione.

Abbigliamento

Casco: Shark Evo-One (colorazione Krono Mat)

Giubbotto: Alpinestars Rox Textile

Stivali: Alpinestars Andes

Guanti: Alpinestars corozal Drystar

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , naked , quadricilindriche , test , prove , video


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