Attualità e Mercato

pubblicato il 2 febbraio 2016

Moto rubate? PoliziaMunicipale.it: “Difficile beccarle”

Il sito denuncia: Tutor e autovelox non collegati al database dei mezzi rubati

Moto rubate? PoliziaMunicipale.it: “Difficile beccarle”

A parole, c’è un grande sforzo dello Stato per prevenire i furti dei veicoli (motociclisti tartassati, specie al Sud) e per recupararli. Ma poi, nei fatti, le cose cambiano. L’allarme arriva da PoliziaMunicipale.it, il portale di riferimento per la Polizia locale. Va fatta una premessa: i veicoli rubati (e le auto con targa estera) possono essere individuati dalla miriade di telecamere che spuntano come funghi in tutta Italia. Il problema è che non c’è un collegamento col database dei mezzi rubati del ministero dell’Interno.

Quali occhi elettronici

L’esercito di apparati automatici potrebbe essere molto più utile di quanto accada. Il riferimento è agli autovelox, che pizzicano chi viaggia troppo veloce in un punto. Ma anche ai Tutor in autostrada (calcola anche la velocità media), ai Vergilius sulle Statali (un po’ il “cugino” del Tutor), così come alle varie telecamere ai semafori. Senza dimenticare le innumerevoli Zone a traffico limitato (Ztl) delle nostre città: qui i varchi elettronici potrebbe davvero essere di aiuto, visto che spesso chi ruba la moto se ne infischia della Ztl, così come dei limiti di velocità e dei passaggi col rosso. Tanto la multa arriverà, al massimo, al legittimo proprietario del mezzo.

Il sito non ci sta

Secondo PoliziaMunicipale.it, iveicoli oggetto di furto non sono riconoscibili dagli autovelox, dai Tutor o dai varchi perché nessuno ha provveduto a collegarli alla banca dati nazionale dei veicoli oggetto di furto. Discorso analogo per i veicoli con targa straniera. Evidentemente, il Viminale non gradisce che siano i Comuni ad accedere a queste informazioni: quindi non attiva il servizio. La Polizia locale non può fare nulla, non ha armi per combattere il fenomeno”. La soluzione? Emanare il decreto interministeriale previsto dalla riforma del Codice della Strada del 2010: impone anche la spartizione dei proventi da autovelox, e aiuterebbe a combattere la piaga dei furti di moto e auto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , autovelox


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