Attualità e Mercato

pubblicato il 1 febbraio 2016

Il semaforo inquina

Lo dice uno studio dell’Institute of Economic Affairs

Il semaforo inquina

Sarà capitato a tutti voi: un sacco di tempo fermi inutilmente al semaforo rosso, con la strada deserta. Si potrebbe passare benissimo, ma invece si lascia la moto accesa, nella speranza che arrivi rapidamente il verde. In parallelo, così fanno auto, mezzi pesanti, bus, magari pulmini “fumosi” e Tir altamente inquinanti. Un tema molto attuale, visto che nelle nostre città non si respira, coi Comuni incapaci di adottare soluzioni intelligenti. Ma adesso arriva una ricerca che dà ragione a chi critica i semafori inutili.

Soldi buttati

Secondo uno studio dell’Institute of Economic Affairs, i semafori fanno perdere tempo, soldi e aumentano l'inquinamento. La ricerca ha analizzato accuratamente i semafori presenti nelle strade del Regno Unito: ebbene, addirittura 4 su 5 andrebbero spenti immediatamente. A beneficio dell’ambiente, del portafogli di chi guida (lo stop and go inquina e fa consumare), della prestazione del guidatore: se il traffico è scorrevole, ci si stressa meno. Secondo l’Istituto, la proliferazione di semafori, dossi anti velocità e corsie riservate ai mezzi pubblici vista nei decenni recenti in Gran Bretagna danneggia l'economia. Un ritardo medio di 2 minuti per ciascun tragitto a bordo del veicolo si traduce in una perdita di 21 miliardi di euro annui. Senza contare l’effetto negativo sulla sicurezza stradale.

Italia, situazione strana

Per il nostro Paese, non esistono studi al riguardo. Ma da noi le cose sono ancora più complicate, visto che le telecamere al semaforo fanno cassa a favore dei Comuni: beccano chi passa col rosso, multando i trasgressori (180 euro, spese di spedizione del verbale incluso, e taglio di 6 punti-patente). Coi tempi della luce gialla non regolati da nessuna norma: il Codice della Strada lascia decidere liberamente i Comuni. La conseguenza è che il giallo dura pochissimo, così da rendere più probabile la multa: il guidatore è prima indotto a impegnare l’incrocio, e poi subisce la “tagliola” della foto. A meno di andare a 2 km/h, attendendo poi un semaforo rosso lunghissimo, che inquina e fa consumare.

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