Test

pubblicato il 21 gennaio 2016

Triumph Speed Triple R 2016 - TEST

Grande personalità e fascino da vendere. Una vera icona tra le naked sportive, che abbiamo provato a fondo in questa sua ultima incarnazione

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Da oltre 4 lustri sulla scena. Periodo durante il quale la Triumph Speed Triple ha vissuto un’importante evoluzione che l'ha vista imporsi come vera e propria icona per generazioni di appassionati. 21 anni di storia che culminano qui: l'ultima versione della pepper naked britannica non stravolge il concetto, ridefinisce la muscolatura e… torna a fare “gli occhi dolci”, confermandosi uno dei modelli con più personalità dell'intera categoria. 
Abbiamo spremuto a fondo il suo godurioso tre cilindri in Spagna lungo strade ad alto tasso d'adrenalina; e poi in pista, tra i cordoli del coinvolgente Calafat Circuit. Scopriamo allora insieme come va la Triumph Speed Triple versione R, che affianca in listino la più sobria ed economica S. 

Sensazioni feline

Un veloce sguardo rivela subito il lavoro certosino dei designer volto a snellire le linee e ad offrire una sensazione visiva più dinamica. A partire dal nuovo serbatoio - più stretto ma meno capiente, con un volume ora pari a 15.5 litri - passando per gli originali specchietti bar end, gli indicatori di direzione slim e i fianchetti copri radiatore più piccoli e filanti. Sensazione ripresa al retrotreno dal nuovo codino che sdrammatizza i voluminosi terminali posizionati sotto la sella, lasciando maggiormente scoperto il telaietto posteriore appositamente ridisegnato. Un raffinato lavoro di refresh che non difetta della classica ciliegina sulla torta: la nuova Speed 2016 si riappropria dello "sguardo seducente" andato perso, in parte, con la precedente versione. I nuovi fanali, rigorosamente doppi, tornano a fare gli occhi dolci, con una piacevole sensazione felina enfatizzata dalle luci diurne a LED incorporate.
Diversi particolari estetici, poi, come il puntale, e parti in alluminio e in carbonio (come i fianchetti e il parafango anteriore), rendono questa versione R ancora più seducente.

Novità tecniche

A spingere la Speed Triple 2016, troviamo l'imprescindibile tre cilindri da 1050 cc, vero e proprio marchio di fabbrica aggiornato per l'occasione in 104 componenti, tra i quali spiccano la testata, i pistoni, l’airbox, il sistema di iniezione, l’albero motore e la centralina. Operazione che si traduce in una maggiore potenza massima, ora pari a 142 CV a 9.500 giri/min (dichiarati) e in una coppia di 112 Nm a 7.850 giri/min. Novità, inoltre, anche per il cambio e per la frizione, con l'arrivo dell'anti-saltellamento.
Per quanto riguarda l’elettronica, troviamo un evoluto sistema ride-by-wire ma, soprattutto, ben 5 riding mode, che gestiscono - modulandoli in base alla selezione - erogazione del motore, ABS e traction control. A disposizione abbiamo quindi le modalità Rain, Road, Sport, Track e Rider (le prime 4 sono preimpostate, mentre l'ultima - la Rider - è liberamente configurabile dal pilota. Da segnalare che ABS e Traction Control possono essere disattivati solo in quest’ultima modalità). Per passare da una selezione all’altra è presente un pratico comando al manubrio, utilizzabile anche in movimento.

A tutto TEST

La Speed Triple R, rispetto alla S, si distingue (non solo per i particolari estetici ma anche) per una componentistica più raffinata sintetizzabile in una forcella Öhlins NIX30 e in un mono posteriore, sempre Öhlins, modello TTX36 - entrambi ovviamente pluriregolabili.

Si parte su strada. La prima sensazione in sella è positiva. La Speed accoglie il pilota con una posizione di guida dinamica, col busto lievemente flesso in avanti, ma confortevole. Il serbatoio, ora più stretto, consente di stringere bene la moto tra le gambe incrementando ulteriormente la sensazione di controllo. I primi chilometri, già in modalità “road”, riconciliano subito col lato tricilindrico dell’universo, dove il “Triple” di Hinckley gravita deciso sull'orbita delle emozioni. L’erogazione è piena già da poco meno di 2.000 giri. Una progressione muscolare che si irrobustisce verso metà scala dello strumento per poi esplodere come dinamite fino all’intervento del limitatore. Non una potenza rabbiosa, ma una spinta di carattere, coinvolgente, ben supportata da un ride-by-wire particolarmente a punto, che permette una gestione molto precisa del comando del gas.
Passando in modalità "Sport" - quella che mi è piaciuta di più, perfetta per la guida allegra su strada - la riposta si fa galvanizzante, un mix davvero ben calibrato di grinta ed equilibrio, che si mostra vincente sui percorsi guidati, quando diventa difficile trattenere i pruriti al polso destro. In Sport compare anche un pizzico di on-off nell'apri e chiudi, che però si può considerare sostanzialmente trascurabile. Soprattutto guidando in questa modalità, poi, Traction Control e ABS lavorano in maniera davvero discreta e quasi impercettibile, pur garantendo il necessario "supporto" in caso di necessità: i tentativi di mandarli in crisi sono tutti falliti!
Il percorso scelto per la prova è stato caratterizzato, per lo più, da lunghi curvoni veloci (velocissimi) ad ampio raggio, dove la Speed, anche esagerando col ritmo, non ha mai mostrato sbavature, nessun ondeggiamento. Una resa eccellente, un rigore ciclistico invidiabile per una naked da 140 CV e dal peso di 192 kg, che infonde sicurezza e invita ad osare. La discesa in piega non è fulminea, ma stabile e progressiva. La moto va guidata col corpo per ottenere il massimo. In altre parole, va un po' "buttata giù". Discorso analogo per i veloci cambi di direzione, come verificato in un tratto misto più stretto, che ha confermato un mezzo sincero, stabile, con un ottimo feeling all'avantreno ma che pretende una guida muscolare. Insomma, non è una di quelle motine che piegano col pensiero, la Speed, ma una maxi che vuole essere condotta in maniera virile. Un plauso, nella guida su strada, va senz'altro alle sospensioni dalla resa eccellente; e anche alla totale assenza di vibrazioni a tutto vantaggio del comfort. Diversamente, sui lunghi rettilinei, il piccolo cupolino offre una protezione appena accettabile... ma stiamo parlando pur sempre di una naked. Bene poi la strumentazione, molto completa e facilmente leggibile.

Si scende in pista. Niente di meglio per spremere a dovere la Speed. Sul rettilineo del circuito di Calafat posso finalmente snocciolare in libertà, uno dietro l'altro, i rapporti del cambio. La leva della frizione si rivela davvero morbida e piacevolmente pastosa, mentre gli innesti sono rapidi e precisi. Solo in scalata (e nelle marce più basse) la cambiata risulta un po' secca e rumorosa. La mappatura "Track" scioglie le briglie al controllo di trazione e all'ABS, rivelandosi ottimale per la guida tra i cordoli. Soprattutto in uscita di curva, dove si può spalancare il gas senza riguardi con una presa sempre ottimale. Nelle staccate assassine (soprattutto prima del curvone alla fine del rettilineo), mi ha stupito ancora una volta il rigore messo in campo da questa moto, con una ciclistica solida che non va mai in crisi. Nessun ondeggiamento, nessuna reazione scomposta. Una vera roccia! Precisa in inserimento, stabile in percorrenza... poi a farla decollare ci pensa il sempretonico tre cilindri, con tanta coppia a disposizione proprio lì dove serve.

Passando a ciò che mi ha convinto meno, non è scattato un buon feeling soprattutto con l'impianto frenante. Sia su strada, che in pista, non mi è piaciuta la scarsa modulabilità della leva: agendo sul comando, la prima parte di escursione risulta poco incisiva, un pizzico spugnosa, dopodiché la potenza dell'impianto Brembo arriva tutta insieme e improvvisa. Gli specchietti, invece, seppur esteticamente belli e dall'ottimo campo visivo, sono risultati "ballerini" alle alte velocità, cambiando continuamente angolazione e costringendomi più volte alla regolazione (questo, almeno, nell'esemplare da me guidato). Nota di merito, invece, ai consumi: la Triumph Speed Triple risulta davvero poco assetata, anche guidando in maniera non esattamente "economy".

Conclusioni

Curata nelle finiture, dinamicamente convincente, bella da vedere e... piuttosto confortevole per essere una naked sportiva. Tra i tanti parametri di valutazione di una moto, però, ce n'è uno che mi sta sempre particolarmente a cuore: la personalità. Spesso si guidano mezzi ineccepibili, perfetti, che però lasciano addosso poco o niente. Poi ce ne sono altri, come questa Speed Triple, che di personalità ne hanno da vendere. A partire dal generoso 3 cilindri e da quell'accento tutto "Speed" che la rende unica, eccitante, diversa dalle altre. Forse nel suo segmento non sarà la più agile… e nemmeno la più performante… ma quando la provi, è come un’impronta sulla spiaggia a prova di mareggiata. Non la dimentichi!

Allestimenti disponibili e prezzi

Il test si è svolto in sella alla Speed Triple R, che viene affiancata in listino dalla meno "raffinata" S. Quest'ultima, dotata di sospensioni Showa al posto delle Öhlins (anch'esse pluriregolabili) e più sobria esteticamente, è disponibile nelle colorazioni rossa e nera ad un prezzo di 12.700 euro. Mentre per mettersi in garage la "nostra" R - proposta nelle colorazioni Crystal White e Matt Graphite - occorre preventivare un esborso di 14.400 euro.

Abbigliamento:

Tuta: Ixon Pulsar Air
Casco: X-Lite X 702 GT
Guanti: Dainese Carbon GORE-TEX X-Trafit
Stivali: Dainese Torque D1 OUT

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , tricilindriche , test , prove


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