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pubblicato il 19 gennaio 2016

L'impresa di Sylvain Espinasse: al traguardo della Dakar con una 125

Un'avventura davvero unica, quella del 46enne, che è riuscito a concludere la gara con una piccola 2 tempi

L'impresa di Sylvain Espinasse: al traguardo della Dakar con una 125

Ci sono piloti che sognano di correre la Dakar più di qualsiasi altra cosa al mondo. Alcuni ce la fanno, chi con strutture private ma ben organizzate, altri invece riescono a cavarsela con pochi mezzi e tanta voglia di compiere un'impresa... poi c'è Sylvain Espinasse, che ha portato all'estremo l'avventura dakariana iscrivendosi all'edizione 2016 con una Husqvarna 125, riuscendo anche a concluderla!

Dicevano che era impossibile

Più che una sfida è stata una vera e propria impresa, una di quelle adatte solo a persone che non hanno tutte le rotelle apposto. Sylvain si è portato dietro solo un meccanico e un po' di ricambi, tutto il resto era coraggio e voglia di fare qualcosa di straordinario, in barba a tutti quelli che gli hanno detto che non avrebbe mai finito la gara.
Quando ha attraversato il traguardo di Rosario, Sylvain non poteva che essere al settimo cielo, aveva compiuto la sua missione"Sono contento, anzi contentissimo – riporta OmniCorse.it – ma è stata dura, anzi iperdura. E' stata una scelta pazza la mia perchè questa Husqvarna 125 ovviamente è meno potente delle moto che avevo usato in precedenza. La prima volta sono venuto con una Sherco, una moto che conoscevo poco per una gara che non conoscevo, invece, per niente. Non mi sono trovato con il mezzo ma la Dakar invece mi è piaciuta fin da subito, me ne sono innamorato".

Lentamente, ma c'è riuscito

La scelta di una piccola 125 è stata azzardata ma la moto è stata curata fin nei minimi dettagli con una carena supplementare a reggere il roadbook, un serbatoio extra che ha portato il carburante a 27,5 litri e componenti meccanici robusti che badano più all'affidabilità che alla performance. Per queste caratteristiche, la Husky non era di certo un fulmine: "In altitudine me la sono cavata, andavo piano, anzi pianissimo e in certi tratti non raggiungevo neanche i 40 all'ora, ma le dune sono state molto molto più difficili per me. Tra l'altro sono anche rimasto senza benzina, e ho temuto di dover abbandonare. Invece no, sono partito dal CP2 alle otto di sera e sono arrivato la mattina dopo, al traino di un quad, alle 4,20, per ripartire meno di un'ora dopo".

È arrivato penultimo

Sia Sylvain che il suo meccanico hanno fatto gli straordinari per mantenere la moto in ordine. Sono stati cambiati ben 5 pistoni ma non c'è stata volta in cui la moto non ha tagliato il traguardo o non sia arrivata al bivacco. All'interno del circus, Sylvain e la sua piccola 125 sono diventati gli eroi di quest'edizione, hanno ricevuto attenzioni e aiuto da tutte le squadre e anche per questo è stata un'impresa degna di essere ricordata per sempre. La posizione di arrivo? 83° (penultimo) con 43 ore di ritardo e 4 ore di penalità, ma alla fine quello che conta è ben altro!

Autore: Michele Lallai

Tag: Sport


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