Curiosità

pubblicato il 15 gennaio 2016

Lo stile del futuro? È lo stesso da 30 anni!

L'immagine della moto futuristica attuale in realtà mette radici negli anni '80 e non è mai cambiata più di tanto

Lo stile del futuro? È lo stesso da 30 anni!
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 1
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 2
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 3
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 4
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 5
  • Il design futuristico degli ultimi 30 anni - anteprima 6

Concept, prototipi ed esercizi di stile sono da sempre un ottimo modo di fare marketing e, nella maggior parte dei casi, vengono realizzati per testare le reazioni di stampa e utenza in vista di modelli di prossima uscita (che ne riprenderanno caratteristiche o estetica). Non ultima, c'è la ricerca tecnologica e di design, che porta i centri stile a sviluppare mezzi rivolti al motociclista del futuro che... sembra non essere cambiato più di tanto da ben 30 anni!

Il futuro della moto sembra vecchio di 30 anni

In un'epoca che gira attorno al classico e al vintage, la moto futuristica non sembra più un argomento di interesse e se escludiamo i concept a tre ruote (che per fortuna hanno dato una scossa ai centri stile un po' troppo addormentati) i passi avanti, in termini estetici, sono stati davvero pochi. Gli elementi su cui si concentrano i rendering dei designer più lungimiranti del nuovo milennio non sono troppo distanti dai punti fondamentali del design futuristico di fine anni '80
Se negli anni '90 l'innovazione tecnica per eccellenza era la sospensione anteriore a forcellone o monobraccio con sterzo nel mozzo, ancora oggi vediamo questa soluzione come qualcosa di inusuale. Il concetto di avantreno alternativo non è mai stato realmente applicato nella produzione di serie e salvo qualche caso straordinario (Gilera CX125, Bimota Tesi e Vyrus, Yamaha GTS 1000) è ancora ampiamente utilizzato nei prototipi, per dare la percezione di un futuro ancora lontano. Stessa cosa possiamo dire per la forcella a parallelogramma, più diffusa nella produzione di serie e utilizzatissima dai designer più visionari, ma è un concetto tecnico che appartiene al passato, addirittura a prima dell'avvento della forcella telescopica: un esempio su tutti, la Moto Guzzi Sport 14 del 1929.

Abbiamo già visto tutto

Passando a un altro elemento ormai visto e rivisto: il cupolino unito al serbatoio. A metà anni '80 Suzuki aveva stupito il mondo con il suo concept Falcorustyco. Questa moto raccordava la zona faro-cupolino alla parte centrale nascondendo la piastra di sterzo e il manubrio all'interno della carena integrale, creando un continuum dalla sella alla punta estrema del faro. Fa un certo effetto vedere che anche negli anni '90 e fino al secondo decennio del 2000 l'idea di futuro è legata a questo stile, mai diventato di uso comune nella produzione di serie.
Come non citare, poi, la carena "ermetica". Sempre Suzuki la introdusse con la Nuda01 del 1986, aggressiva e completamente coperta, che non mostrava né motore né telaio. L'idea diventò una tendenza negli anni seguenti, con l'avvento della Ducati Paso e della prima Honda CBR 600, ma durò meno di un decennio, lasciando spazio alle abbondanti carene delle sportive '90. Facendo un lungo salto fino a oggi, ecco comparire tantissimi prototipi (la maggior parte di questi elettrici) che riprendono in pieno l'ermetismo di 3 decenni fa, sia per motivi puramente funzionali (come coprire le batterie), che per un'ancora vivida immagine di un futuro ispirato da navicelle spaziali e aerei. Un esempio valido è il design del concept Lotus C-01 dello scorso anno.

Perchè non riusciamo a immaginare un futuro diverso?

I passi avanti in termini di produzione di serie sono stati fatti e sono molto concreti, come il cambiamento totale degli impianti di scarico, l'avvento delle tre ruote, dei fari a LED e i codini sempre più piccoli e dalle linee fantasiose ma... come è possibile che nonostante l'evoluzione tecnica ed estetica del prodotto, abbiamo ancora un'idea di futuro legata a concetti di un'altra epoca?
Questa anomalia mette radici più nella cultura popolare che nella concreta evoluzione del motociclismo. Da sempre, le esigenze dei mezzi che vengono immessi sul mercato non combaciano con quelli che sono i sogni e le aspettative. Nel primo caso lo stile deve sposare il contenimento dei pesi, la comodità, la versatilità, il piacere di guida e l'economia di motori e ricambi, mentre se proiettiamo in avanti il nostro pensiero vediamo le colonizzazioni spaziali, le moto volanti, la supervelocità, i robot e i computer avanzati... guarda caso esattamente quello che la gente sognava 30 anni fa! 

Semplicemente quando cambierà la nostra idea di futuro, cambieranno tutti i nostri riferimenti sia culturali che stilistici... forse serviranno ancora parecchi anni!

Autore: Michele Lallai

Tag: Curiosità , curiosità , concept , design


Top