Test

pubblicato il 15 gennaio 2016

Kustom Bike Daytona 350 - TEST

Piccola cilindrata, stile yankee, aria da grande: l'abbiamo provata per voi... ecco come va!

Kustom Bike Daytona 350 - TEST

Se siete alla ricerca di una custom economica, di piccola cubatura ma le cui dimensioni non facciano rimpiangere moto più dotate in termini motoristici, il mezzo che vi raccontiamo oggi potrebbe fare per voi. Si chiama Daytona 350, è prodotta in Cina ed è importata in esclusiva per l'Italia - con il marchio Kustom Bike - da Media Auto srl. Insomma, una "americana con gli occhi a mandorla" dalla dotazione tecnica ispirata ai grandi classici del segmento... motore a parte.

Due sì, ma in parallelo

L'architettura del propulsore da 320 cc, infatti, rinuncia alla classica V per una più "normale" disposizione dei cilindri in parallelo. Per quanto riguarda la potenza, il dato dichiarato è di 23 CV a 8.000 giri/min, non tantissimi in senso assoluto ma adeguati al tipo di moto. Il cambio è a 5 rapporti, mentre l'iniezione elettronica consente alla Daytona 350 di rientrare nelle recenti normative anti-inquinamento.
Per il resto, il telaio è un rigido softail a doppia culla, che lavora insieme ad una forcella a steli rovesciati e a due "molle" posteriori. Per quanto riguarda l'impianto frenante, abbiamo due dischi anteriori da 300mm e un disco singolo posteriore da 220mm. Anche la scelta delle misure delle ruote ricalca schemi classici della tradizione yankee, con un cerchio da 21'' davanti e uno da 16'' dietro, che calza una gomma di larga sezione da 160. Niente male, poi, il dato sul peso: La Kustom Bike Daytona 350 fa fermare l'ago della bilancia sulla soglia dei 180 Kg, proponendosi quindi come mezzo facile da gestire in ogni circostanza.

A tutto TEST

Di questa piccola custom, se uno non sapesse nulla a proposito dei dati tecnici del motore, tutto direbbe tranne appunto che è "piccola". Le misure sono generose e la posizione in sella è accogliente per piloti di ogni taglia. Uno sguardo all'insieme della moto, rivela un mezzo che complessivamente convince nella mission di richiamare le lunghe highway americane sebbene - nonostante si facciano apprezzare alcune soluzioni, come il radiatore ben "camuffato" all'interno del telaio e il bel serbatoio a goccia - alcune finiture non risultino esattamente impeccabili. Una su tutte, il cablaggio della strumentazione, con i cavi che fuoriescono "a vista" dall'elemento circolare che funge da tachimetro.
Una volta a bordo, un colpo al comando dello start e si parte. Sule prime, occorre abituarsi un attimo alla posizione di guida, con gambe e braccia ben distese in avanti. La sella bassa e il manubrio largo, uniti al peso non eccessivo, consentono un'elevata manovrabilità in ogni circostanza. In città, solo il raggio di sterzata ampio e l'interasse generoso (tipicamente custom), limitano in parte le manovre tra le auto in coda. Ma è quando si abbandona l'ambiente urbano e le strade si aprono, che la Daytona 350 si fa apprezzare di più. Sebbene non vivacissimo ai regimi medio/bassi, il bicilindrico accetta di buon grado le aperture di gas, mostrando un carattere piacevole e una discreta verve a partire dalla metà scala del contagiri. Snocciolando le marce una dietro l'altra, abbiamo potuto verificare una velocità massima prossima ai 140 Km/h effettivi.
L'impostazione molto rigida della moto (telaio e sospensioni, lo ricordiamo, sono di tipo softail), se da un lato si fa avverire sin troppo, con decisi colpi secchi alla schiena sui fondi sconnessi e disomogenei, ripaga però con un buon rigore direzionale nel "guidato". La Daytona affronta le curve decisa e senza sbavature. Ad andature da "passeggio" risulta piacevole ed equilibrata da guidare, a patto di non cercare inutili "spigoli" e di prediligere una guida rotonda, pennellando le pieghe una dietro l'altra.
Passando a ciò che convince meno, oltre alle sopracitate finiture, non mi è piaciuta complessivamente la frenata. Un po' troppo debole quella anteriore (nonostante il doppio disco)... con un'eccessiva tendenza al bloccaggio, la posteriore. In pratica, per ottenere il meglio dall'impianto frenante, occorre agire su entrambi i comandi, strizzando a fondo la leva del freno anteriore e, al contempo, "pelando" delicatamente il posteriore. Ottimo, invece, il dato sui consumi. La Daytona 350 non si mostra mai troppo assetata di carburante, neanche esagerando col comando del gas.

Conclusioni

Economica da acquistare e da gestire. Un mezzo interessante per soddisfare la propria voglia di cromature "a stelle e strisce", senza impegnarsi in un esborso eccessivo. A convincere, oltre al look azzeccato, è il piccolo bicilindrico: generoso nella resa e parco nei consumi. Il prezzo di questa moto? 4.800 euro! Tutte le info su dove comprarla le trovate qui

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Test , bicilindriche , test , custom , prove


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