Attualità e Mercato

pubblicato il 5 gennaio 2016

Limite a 30 km/h in città: una misura che fa discutere

Per abbattere lo smog, i comuni possono abbassare il limite da 50 a 30 km/h

Limite a 30 km/h in città: una misura che fa discutere

Prima hanno annunciato ai quattro venti un tavolo congiunto contro lo smog che attanaglia le nostre città; poi si sono riuniti e hanno partorito ben poco: parliamo del ministero dell’Ambiente che, assieme agli enti locali, ha deciso come combattere l’inquinamento. Firmando un protocollo non vincolante. Insomma, i Comuni facevano e fanno quel che vogliono, il tutto mentre l’Unione europea minaccia (in modo legittimo e comprensibile) di darci una mega-multa per lo sforamento continuo e prolungato dei limiti di PM10. In particolare, a far discutere, è la possibilità, in casi di emergenza (cioè quasi sempre, vista la pessima qualità dell’aria) di abbassare il limite di velocità da 50 a 30 km/h in città.

Nessuna certezza

Per cominciare, non esiste un’unica ricerca scientifica che dimostri come, andando a 30 anziché a 50, si inquini meno. Al contrario, diversi studi sostengono che i benefici veri non ci siano, e che talvolta, per paradosso, si arrivi a sporcare di più l’aria. Davvero i motori a bassi regimi emettono meno sostanza inquinanti? In linea di massima, una marcia più alta fa consumare di meno se il propulsore non è "sottocoppia": la fascia di funzionamento perfetta è sui regimi medi. Ma soprattutto, procedere in città per lunghi tratti a 30 km/h, sopratutto in moto (in quanto si pocederebbe solo utilizzando rapporti bassi) è difficoltoso, poco realistico e snervante. Che senso ha andare a 30, poi, dove si potrebbe procedere a velocità maggiore senza problemi? Già il limite dei 50, talvolta incomprensibile su alcuni tratti di strada, fa spesso discutere... figuriamoci quello di 30. Senza considerare le implicazioni a livello di sicurezza stradale: per non prendere multe, il rischio è di fissare il tachimetro anziché concentrarsi sulla strada e sugli altri veicoli. Non ultimo, attenzione: la fonte numero uno dell'inquinamento sono le vecchie caldaie per i riscaldamenti civili e industriali, spesso senza filtri idonei. Hai voglia a rallentare il traffico, se non agisci prima sulle caldaie...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , trasporti


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