Attualità e Mercato

pubblicato il 3 gennaio 2016

Punti-patente: bugia sul motociclista? Reato!

Chi commette un'infrazione e dà la colpa ad altri, commette un reato: così la Cassazione

Punti-patente: bugia sul motociclista? Reato!

Multa con taglio di punti-patente: se menti, finisci nei guai. Secondo la sentenza 49121/15 della Cassazione (quinta sezione penale), se ricevi a casa un verbale con sottrazione di punti della patente per un’infrazione che hai commesso tu, e racconti che guidava una persona diversa da te, commetti un reato. Gli ermellini confermano, quindi, quanto già stabilito in passato.

La nonnina sulla moto

A fa insospettire le forze dell’ordine può essere il furbetto di turno che, in moto a 220 km/h in autostrada, viene beccato da una telecamera a correre troppo (autovelox o Tutor) e riceve a casa la multa. Per non perdere punti o per non subire la sospensione della patente, incolpa la nonna, magari a sua insaputa.

Per legge

D’altronde, l’articolo 126-bis, comma 2, del Codice della Strada, è chiaro nella parte in cui dispone che nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo. Salvo che lo stesso non comunichi, entro 30 giorni dalla richiesta, all’organo di Polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione.

Seconda batosta

Per chi si era opposto alla sentenza di primo e secondo grado (reato per aver dato un falso nome), la Cassazione ha imposto anche il pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. Insomma, due batoste contemporaneamente.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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