Attualità e Mercato

pubblicato il 10 dicembre 2015

Certificato di Proprietà digitale: una nuova polemica

L’ACI attacca chi è contro il CdP digitale e difende il sistema, che tutto sommato ha tanti pregi

Certificato di Proprietà digitale: una nuova polemica

Non è chiaro chi abbia nel mirino l’ACI. È invece evidente l’Automobile Club d’Italia che voglia strenuamente difendere il Certificato di Proprietà digitale dagli attacchi esterni. Infatti, il nuovo CdP lanciato ad ottobre, secondo il club, ha già portato un sensibile snellimento delle procedure per 1,6 milioni di cittadini: tutti riconoscono i pregi del nuovo sistema di tutela e certificazione, con l’eccezione di chi trova meno vantaggi con i processi che facilitano gli automobilisti, anche nella gestione in proprio delle formalità.

Questione di carta

C’è chi imputa al sistema del CdP digitale una maggiore produzione cartacea per il disbrigo delle pratiche. Chi sostiene questa tesi, per l’ACI, cade in un grave errore e non riconosce nemmeno la transitorietà della situazione attuale, riconducibile soprattutto alle parti tecnologicamente arretrate coinvolte nelle procedure. Il problema è che, oltre al Pubblico Registro Automobilistico ci sono infatti soggetti pubblici e privati che ancora devono colmare il gap rispetto agli standard innovativi introdotti da ACI. Insomma, a pieno regime, ci sarà il disbrigo delle formalità in modo elettronico senza alcun foglio cartaceo, perfino nella riscossione dell’imposta di bollo.

Meno truffe

La digitalizzazione del certificato mette al sicuro gli automobilisti dal rischio di smarrimento del documento e dalle frodi, dice l’ACI. Non ci sarà più il rischio di smarrimento, furto o deterioramento del Certificato, sostiene l’Automobile Club d’Italia. Ogni futura trascrizione al PRA (trasferimento di proprietà, radiazione, annotazioni) potrà essere effettuata utilizzando il certificato conservato sui server. In realtà, il CdP limiterà le truffe legate alla riproduzione fisica del Certificato. Perché è chiaro: chi con il cartaceo riusciva ad architettare facilmente una trappola, ora, col digitale, cercherà altre strade per ingannare il prossimo. È la storia dei computer e di Internet a insegnarcelo: la digitalizzazione apre la via a nuove truffe.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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