Epoca e Classiche

pubblicato il 6 dicembre 2015

Suzuki RGV Gamma 250: io sono leggenda

La Gamma è stata la duemmezzo più amata degli anni '90, forte di una ciclistica e un look ineguagliabili

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La Suzuki RGV Γ 250 non è semplicemente una moto, ma un'icona che mantiene il suo valore e il suo prestigio nel tempo, una delle più apprezzate due tempi sportive mai prodotte e un sogno nel cassetto per tantissimi appassionati. 10 anni di carriera dal 1988 al 1998 e tre serie, un'evoluzione costante e leader del suo segmento in un decennio che pullulava di bombe a 2 tempi. Ma perchè la RGV è così amata?

La moto giusta al momento giusto

Successiva alla RG 250 degli anni '80, la RGV si può definire la moto giusta al momento giusto. È nata in un periodo di forte crescita del marchio, quando le GSX-R erano considerate le migliori sportive stradali e le Gamma 500 da gara cominciavano a vincere nel Motomondiale, fino ad arrivare al titolo di Kevin Schwantz agli albori degli anni '90.
È qui che la duemmezzo trova terreno fertile, nel cuore degli appassionati di corse, con un comparto tecnico di riferimento fra meccanica e ciclistica, un'estetica fortemente ispirata alle gare e colorazioni race-replica davvero libidinose. Non esisteva stradale più pistaiola di questa. 
A rendere la RGV una vera icona, fu anche la sua posizione transgenerazionale, prendendo la fetta dei motociclisti sportivi già asperti, che si sono fatti le ossa negli anni '80 magari con la RG e le Yamaha RD, ma rivolgendosi anche ai più smaliziati dei giovani poco più che adolescenti, nel periodo storico in cui si poteva prendere qualsiasi moto a 18 anni con la sola patente B.

L'evoluzione della specie

Come detto in apertura, le serie della RGV Γ 250 furono tre, la prima è la VJ21 e sbalordì tutti all'uscita, nel 1988, grazie a un'estetica veramente racing e a un telaio bitrave in alluminio, al cui interno era montato un bicilindrico a V di 90°, 2 tempi, capace di 58 CV a 11.000 g/min, per 144 kg di peso. Tutto sommato, però, sospensioni e ruote erano un'evoluzione della RG 250.
Dopo soli due anni, Suzuki decise di rivoluzionare il progetto e presentò la RGV Γ 250 R VJ22, il modello che renderà questa moto un vero mito nel mondo. Il motore non ha più i cilindri a 90° ma a 70°, si accorcia tutta la ciclistica, finalmente la ruota posteriore è da 17", il forcellone a banana, la forcella a steli rovesciati e compare il doppio freno a disco anteriore. Si tratta di una sportiva moderna a tutti gli effetti e gli appassionati la premiano come carenata di piccola cilindrata più venduta dell'epoca. Le specifiche tecniche dicono 62 CV a 11.000 g/min e un peso di 154 kg. Fu prodotta dal 1990 al 1995, quando si evolse ulteriormente.
Terza serie, la VJ23T o per meglio dire RGV Γ 250 SP, meno diffusa perchè prodotta in tiratura limitata quando il fenomeno RGV era già in fase calante. Con questo modello Suzuki ha voluto dare una connotazione ancora più racing, con tutti gli elementi rivisti (tranne l'architettura del motore) e un maggiore impiego di materiali leggeri come alluminio e magnesio. Questo modello aveva 67 CV a 12.000 g/min e un peso di soli 134 kg. Durò due anni, dal 1996 al 1998, anno in cui cessò la produzione

Tutti ne vogliono una

Ora la RGV, nelle sue tre versioni, è un oggetto di culto e sogno di tantissimi motociclisti che negli anni '90 le hanno viste sfrecciare per le strade. Sono in tanti a cercarla nell'usato e uno di questi modelli, con pochi chilometri e regolarmente iscritta al registro storico, potrebbe arrivare a costarvi anche 5.000 euro se ben tenuto. Difficilmente, invece, troverete delle SP, rarissime e ambitissime dai collezionisti. Voi che ricordi avete della mitica Gamma?

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , epoca


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