Attualità e Mercato

pubblicato il 3 dicembre 2015

Addio Arturo Magni. La storia delle sue moto

Ci lascia uno dei senatori del motociclismo italiano, vittorioso nelle gare e creatore di tante motociclette fatte con il cuore

Addio Arturo Magni. La storia delle sue moto

Nella giornata di ieri ci ha lasciato, a 90 anni, un grande del motociclismo mondiale, Arturo Magni, meglio conosciuto come "Il Comandante", direttore del Reparto Corse di MV Agusta dal 1950, gli anni dei grandi successi con Agostini, Ubbiali, Surtees, Hailwood, Read e tanti altri. Sotto la sua direzione, MV vinse ben 75 titoli fra piloti e costruttori, prima del ritiro definitivo dalle competizioni nel 1976. 

Dopo le corse si mise in proprio

Ma Arturo non è famoso solo per le sue conquiste sportive, perchè una volta dismessi i panni di manager sportivo, ha intrapreso la carriera di costruttore fondando la Magni insieme ai figli e portando tutta l'esperienza delle competizioni in una serie di moto fortemente ispirate alle moto rosso/argento, ma con caratteristiche ben diverse e una grande esclusività.
È partito dai kit di parti speciali per MV Agusta, con preparazioni per le corse e conversioni della trasmissione finale. Nel giro di pochi anni raggiunse un ottima posizione sul mercato e presentò la sua prima moto utilizzando un motore Honda 900 Bol d'Or. Fu la MH1, carenata, poi declinata in moto senza carena MH2

Nasce la Magni come produttore di motocicliette

Da quel momento non smise mai di produrre moto, prima le MB1 e MB2 con il boxer 1000 di BMW, poi a metà anni '80 con la LeMans con motore Moto Guzzi, per la quale viene progettato un nuovo sistema di sospensione posteriore a parallelogrammo. Nel 1987 sono presentati due nuovi modelli: Classico 1000 e Arturo 1000, molto in stile anni '70 che anticipano l'arrivo della Sfida 1000, una delle sue moto più apprezzate in assoluto, sempre con motore Guzzi.
L'Australia fu realizzata nel 1990 con il motore di Mandello a 4 valvole e vinse molto proprio in Oceania, alla quale seguì una nuova versione della Sfida, la 1100 con motore a carburatoridel 1995. Australia e Sfida rimasero molti anni in produzione con diverse versioni all'attivo, affiancate nel 1998 dalla Giappone 52, un'altra vintage in serie limitata per celebrare un affezionato importatore giapponese di Magni.

A fine carriera è tornato sulle MV 

La Sport 1200 S del 1999 segna il ritorno di Magni ai 4 cilindri, con motore Suzuki Inazuma, per poi riprendere in mano solo nel 2012 anche i tre cilindri con la Magni R3, dotata di motore Triple Tecs americano e look fortemente cafe racer. Il modello Storia del 2013 è ispirato alla 750S di Mv Agusta, e derivato da una Brutale 1090, per poi concludere con la Filo Rosso del 2014, motorizzata MV 800 a tre cilindri. 
Speriamo che la produzione Magni continui come ha sempre fatto, senza morire mai e offrendoci moto nostalgiche e sempre fatte con il cuore. R.I.P. Arturo

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , personaggi


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