Test

pubblicato il 23 luglio 2007

Aprilia Scarabeo 125/200 - TEST

Provato a Milano il nuovo Scarabeo 125 / 200

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Milano - Ha detto bene Leo Mercanti, Brand Manager di Aprilia, durante la sua mini-conferenza stampa di lancio del nuovo Scarabeo 125 e 200: "lo Scarabeo è lo Scarabeo. E' sostanzialmente inutile parlare di lui in termini tecnici o economici. anche se sono aspetti che abbiamo ampiamente considerato nello sviluppo di questo nuovo modello. Scarabeo non è un semplice scooter: è un'icona dei nostri tempi, indipendentemente dalle sue comunque eccellenti specifiche tecniche".

Sembra di sentir parlare di Vespa...anche perchè con 750.000 unità vendute in 14 anni di storia il confronto potrebbe essere, nel suo piccolo, fattibile. Ma a Noale non hanno certamente tra gli obiettivi quello di andare ad intaccare il successo della cugina cinquantenne, però è innegabile che lo scooter a ruota alta Aprilia sia uno dei mezzi più "trasversali" quanto a modalità di utilizzo e tipologia di clientela oggi presenti sul mercato, proprio come Vespa.
Grazie ad innumerevoli cilindrate, che vanno da 50 a 500 passando per un interessantissimo 100, Scarabeo rappresenta infatti una eccellente proposta per chi si vuole distinguere pur senza rinunciare a tutti quei valori di sicurezza e confort di bordo ormai indispensabili nel caos del traffico di oggi.

Di lui parliamo al presente ma in realtà rispetto a quel cinquantino presentato quattordici anni fa tra le mura di Piazza Affari le differenze non sono poi così sostanziali nella nuova edizione 125 e 200. Certo, la sezione tecnica, così come lo stile, sono completamente diversi...ma alcuni elementi stilistici distintivi come l'ovale che richiama la tabella portanumero del primo Scarabeo (sì, era una moto da cross negli anni 70!) e le ruote da 16" fanno tutt'ora parte della dotazione di serie.

Più che di "dotazione di serie" potremmo parlare tranquillamente di elementi ben incisi nel DNA Scarabeo: anche la pedana piatta, il parabrezza fisso alla testa di sterzo, il cavalletto centrale con braccio di leva pensato per agevolare il pubblico femminile, il portapacchi in alluminio e numerosi altri dettagli sono elementi che da sempre contraddistinguono lo scooter veneto. In più, quasi a voler sottolineare come Scarabeo sia diventato grande, ora c'è anche un completissimo computer di bordo integrato alla strumentazione analogico/digitale.

Il motore, disponibile nelle cilindrate 125 e 200 (anche se la cilindrata reale è 180), non è come si potrebbe immaginare parte della celebre collezione Piaggio: si tratta di un cuore inedito, studiato da Aprilia per le esigenze di Scarabeo. Monocilindrico, quattro tempi, raffreddato a liquido, è dotato di una raffinata distribuzione a quattro valvole con doppio albero a camme in testa, soluzione utilizzata per la prima volta da Aprilia per propulsori scooter di questa cilindrata. Soluzione tipica dei motori ad alte prestazioni, consente di ottimizzare la distribuzione e di abbinare potenza a pulizia.

La versione 200 vanta ben 19 cv a 8.250 giri, con una coppia di 17 Nm a 7.500 giri, mentre il 125 cc raggiunge il tetto massimo previsto per i titolari della sola patente B: i cv sono 15 cv a 9.250 giri. In perfetta sintonia con la filosofia di Scarabeo, il nuovo motore è dotato di un raffinato catalizzatore allo scarico in grado di far rientrare i parametri di inquinamento ampiamente entro i limiti imposti dalla normativa Euro3. Classica ed allo stesso tempo modaiolo, Scarabeo non ha mai posto limiti ai tecnici in tema di definizione del reparto ciclistico, anzi la conservazione di molti lungimiranti valori estetici e tecnici presenti su tutta la gamma sin dal 1993, ha rappresentato una eccezionale base di partenza per lo sviluppo del nuovo modello.

Scarabeo 125/200 è stato dunque concepito con l'obiettivo di confermare tutte quelle caratteristiche uniche che l'hanno reso unico, pur senza perdere di vista i concetti evolutivi che stanno alla base di ogni nuovo prodotto Aprilia: facilità di guida, performance e sicurezza. Con questi valori i tecnici Aprilia sono partiti dal foglio bianco ed hanno realizzato un nuovissimo telaio in tubi d'acciaio altoresistenziale, in grado di assicurare ottimi indici di rigidità torsionale e resistenza.

Un telaio pensato per pennellare curve, facendo affidamento su di una forcella di tipo teleidraulico con steli da ben 35 mm di diametro ed una sospensione posteriore piuttosto tradizonale per la categoria: è lo stesso gruppo motore-trasmissione, coadiuvato da un braccio secondario in alluminio, ad assolvere il ruolo di forcellone, a tutto vantaggio della semplicità e della leggerezza. Come da buona tradizione Aprilia i due ammortizzatori sono regolabili su quattro posizioni nel pre-carico molla, in modo da poter adattare l'assetto al peso trasportato ed al proprio stile di guida.

I cerchi, caratterizzati da uno stile piuttosto ricercato, sono calzati da pneumatici tubeless da 16 pollici (100/80 all’anteriore e 120/80 al posteriore) e sono controllati da un inedito sistema di frenata integrale: il disco anteriore da 260 mm, con pinza flottante a triplo pistoncino parallelo, e quello posteriore da 220 mm con pinza a due pistoncini, sono automaticamente accordati per garantire spazi di arresto contenuti e maggior facilità di utilizzo da parte del pubblico neofita.

Su strada ci si accorge sin dai primi metri che questo scooter non è un prodotto orientale qualsiasi ma un Aprilia DOC: pochi secondi dopo aver "preso il largo" sembra quasi che lo Scarabeo sul quale ci stiamo divertendo sia quello che usiamo da una vita. Miracoli di una progettazione accurata e di una messa a punto realizzata da persone con...il casco sulle spalle. Quella della capacità di assicurare estrema confidenza sin dai primi metri è sempre stato un pallino dei tecnici della Casa veneta ed il nuovo Scarabeo 125 / 200 non fa dunque eccezione. La sella, posizionata a 81 cm da terra, è ben profilata e permette anche ai piloti di bassa statura ed al pubblico femminile di toccare il suolo con agio. Il merito è da ricercare nella intelligente profilatura della pedana piatta, che si allarga nella zona posteriore creando due apposite aree "pedana" come indispensabile sostegno per il passeggero.

Da un punto di vista ergonomico quasi tutti i dettagli sono al loro posto: abbiamo trovato un po' troppo nascosto solamente il pulsante dello start, facilmente confondibile, tra l'altro, con il tasto mode del calcolatore di bordo, ma dopo pochi minuti ci si fa l'abitudine. Piuttosto ci ha sorpreso la cura con la quale questo Scarabeo è assemblato: di buon livello le verniciature e, probabilmente, uno degli scooter Aprilia meglio realizzati in termini di accoppiamenti plastici visto sino ad oggi.

Interessanti alcune soluzioni come la presa di corrente 12V annegata nel vano sottosella, in grado di ospitare un casco demi-jet, così come ci è piaciuta la semplice procedura di apertura della sella: si fa tutto direttamente dal blocchetto di avviamento. Una bella comodità.

Milano è certamente uno dei terreni più adatti per il test di uno scooter come il nuovo Scarabeo 125 e 200. L'assetto, più morbido rispetto a quello del fratello Sportcity, si abbina piuttosto bene a rotaie e sanpietrini e la precisione del nuovo telaio è ben avvertibile quando si percorrono curve a medio raggio. L'avantreno è ben piazzato, tanto da far percepire una lieve pesantezza di sterzo tra i 10 ed i 20 km/h, e trasmette sensazioni motociclistiche quando si va a sfruttare il potenziale dell'ottima gommatura Pirelli proposta di serie.

Il propulsore era indubbiamente l'elemento che più ci interessava testare. Si tratta di un motore in grado di regalare eccellenti prestazioni sia nella versione 125 che in quella da 180 cc (la 200), con indici di vibrazioni e rumorosità estremamente contenuti: peccato solamente per una taratura non perfetta della trasmissione CVT, che nel caso del cuore da un ottavo di litro limita lo spunto al verde. Problema decisamente bypassato dalla 200, che fa forza sui 4 cv in più a disposizione del polso destro, ma viste e considerate le prestazioni offerte una volta superati i 30 km/h è evidente come il problema sia di tarature piuttosto che di erogazione del monocilindrico. I tecnici Aprilia hanno assicurato che il "problema" è solamente dei modelli pre-serie da noi testati, perchè quelli che arriveranno in concessionaria in settembre saranno certamente più pronti nelle partenze dai blocchi.

Non possiamo muovere alcuna critica, invece, al funzionamento dell'impianto frenante combinato: l'azione è molto progressiva quando si utilizza la sola leva sinistra (la quale attiva un pistoncino anteriore ed il freno posteriore) ed è ideale per situazioni di scarsa aderenza e per chi è alle prime armi. Utilizzando anche la leva destra la frenata è completa e, stando alle nostre sensazioni, siamo sicuri che il nuovo Scarabeo uscirà vincitore nelle comparative con altri scooter a ruota alta.

Concludiamo con un appunto sulla protezione aerodinamica. Il piccolo cupolino assicura una discreta deviazione dei flussi, più che sufficiente per le velocità in gioco. Per chi utilizzasse Scarabeo per spostmenti a medio raggio è comunque suggeribile l'installazione del cupolino più ampio, visibile nella nostra gallery.

In concessionaria dal mese di settembre nei colori Grigio Piombo, Rosso Shine, Blu Couture e Nero Coffee, Scarabeo 125 viene offerto ad un prezzo di 3.050 euro, mentre per la più potente duecento bastano...200 euro in più: 3.250 euro. Alla faccia di chi dice che l'insetto di Noale è un prodotto per pochi.

Autore: Davide Bortoli

Tag: Test , scooter


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