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pubblicato il 9 novembre 2015

Pagelle MotoGP 2015: promossi e bocciati di una stagione da ricordare

Un campionato come non se ne vedevano da anni, pieno di scorrettezze, dubbie decisioni e polemiche: ma anche questo è sport... o no?

Pagelle MotoGP 2015: promossi e bocciati di una stagione da ricordare

La stagione MotoGP è terminata e la classifica parla chiaro: Jorge Lorenzo campione del mondo con 330 punti, Valentino Rossi secondo con 325 punti e Marc Marquez terzo con 242 punti. Il podio di fine stagione è questo, ma con una condotta regolare e un comportamento sportivo da parte di tutti, sarebbe stato molto diverso. Le ultime tre gare del mondiale 2015 sono state, probabilmente, le meno corrette dell'intera storia della MotoGP, e fra uno screzio e l'altro queste sono le nostre pagelle, rigorosamente in ordine di classifica finale.

Jorge Lorenzo - 9

Il Maiorchino chiude la stagione con 7 vittorie, una caduta e una gara finale corsa sempre in testa con sangue freddo e costanza. Quest'anno è stato lui il più veloce e i numeri lo dimostrano, nonostante un inizio di stagione non brillante e una caduta - a Misano - che stona tantissimo in una stagione così. Gli manca la lode, perchè sarebbe stato meglio per tutti se si fosse tenuto fuori dalle vicende Rossi-Marquez. Le sue opinioni a riguardo, la richiesta di udienza al TAS per la penalizzazione di Rossi. Per fortuna non è andato oltre, il suo unico obbiettivo era dimostrare di meritarsi il titolo solo con le prestazioni in pista, perchè aveva tutte le carte in regola per farlo. 

Valentino Rossi - 9

È lui il vero protagonista della stagione. A Phillip Island ha accusato Marquez di averlo rallentato di proposito, a Valencia i fatti dimostrano che è andata realmente così. In mezzo c'è stata la gara di Sepang e il momento in cui Vale si è giocato il mondiale, con una leggerezza di troppo che non ha fatto altro che favorire i suoi avversari. Valentino quest'anno meritava il titolo, nessuno è stato costante e regolare come lui, ma è caduto in un tranello che avrebbe potuto evitare con meno polemica in sala stampa e più sangue freddo. 

Marc Marquez - 4

Un manico spettacolare, più o meno come la sua faccia di bronzo. Marquez ha dimostrato di essere uno dei piloti più forti anche questa stagione, ma l'ha fatto nel modo sbagliato. A Phillip Island disturba volontariamente Rossi, poi supera anche Lorenzo e va a vincere, a Sepang infastidisce di nuovo Valentino, che di reazione lo manda largo e purtroppo anche per terra. A Valencia - per logica di comportamento - avrebbe dovuto infastidire in modo pesante anche Lorenzo, ma è rimasto lì, a fissare quel codino, guidando pulito senza mai tentare un sorpasso. Oltre al reato di lesa maestà a Rossi, c'è un ben peggiore comportamento volutamente sordido, una cosa che non ci si aspetta da un 22enne con 5 titoli mondiali in tasca e una brillante carriera davanti. Ha compiuto la sua missione ed è riuscito a stare dentro le regole, ma il reato è preterintezionale, le conseguenze sono ben più gravi di qualsiasi penalità avesse potuto ottenere quest'anno.

Dani Pedrosa - 10

Dani è Dani, è l'icona moderna dello sport vero. Per ogni complotto, accusa o scorrettezza, c'è un Pedrosa che scende in pista e da il meglio di sè ogni volta, parlando poco e facendo molto. Non è di certo il pilota più veloce di sempre, nemmeno il più atletico o tattico, ma è quello che rispetta tutto e tutti, squadra, avversari, compagni e regolamento. E quello che ottiene è, di conseguenza, il rispetto di tutti, dentro il circus e sui divani di tutti gli appassionati che seguono le gare. Perchè dietro quel sorriso e quelle braccia non molto robuste c'è la credibilità di un intero campionato che quest'anno ha perso un po' di smalto. Il 10 se lo merita perchè se lo merita, lui è l'ordinario che in questi casi diventa straordinario.

5 Andrea Iannone - 8

Andrea è un guerriero, uno che ci mette l'anima per far andare le cose nel verso giusto e uno che non si tira indietro quando c'è da lottare in pista. Oltre che veloce e particolarmente adatto alla Ducati, Iannone è diventato più maturo, non cade più tanto come gli scorsi anni ed è più regolare. Gli manca quel "plus" che manca alla Ducati, gli manca la possibilità di avvicinarsi al limite senza rischiare troppo, ma anche quest'anno ha dimostrato di essere un talento vero. Nella lotta del mondiale, ha velatamente dimostrato di essere dalla parte di Rossi, ma a Phillip Island non ci ha pensato due volte prima a sorpassarlo all'ultima curva per conquistare il podio, come è giusto che sia. La gara è la gara, gli avversari sono avversari... capito, Marquez?

Yamaha - 9

Lin Jarvis è un uomo tutto d'un pezzo e la sua figura è stata fondamentale nella gestione di questo incredibile finale di stagione. Il fine del suo ruolo ha facilitato la cosa, per lui l'importante è far vincere la Yamaha, ma non è facile mantenere gli equilibri in mezzo a due fuochi. Abbiamo apprezzato le sue dichiarazioni, la sua forzatissima imparzialità e la direzione che ha dato all'intera squadra, in pista e fuori. Yamaha non è solo vincitrice assoluta di questa stagione, ma anche un esempio di organizzazione ben strutturata, capace di gestire due galli che si contendono un unico pollaio.

Honda - 6

Livio Suppo ci mette sempre la faccia, lo fa con autorità e sicurezza, ma questa volta la situazione gli è sfuggita di mano. La volontà di non dare contegno alle azioni di Marquez è servita, probabilmente, a non incrinare i rapporti fra la squadra e il più grande talento degli ultimi 10 anni, ma così facendo un'intera struttura sembra aver perso il controllo assecondando una condotta a favore di Yamaha. Pessima figura, per fortuna c'è Pedrosa che salva la faccia al marchio.

Ducati - 6

Era l'anno giusto, era l'inizio di stagione giusto, era il team giusto, ma nella seconda metà di stagione il sogno non si è avverato. Ducati chiude il 2015, l'anno del riscatto, senza vincere nemmeno una gara. La moto nuova va forte, le ali la fanno sembrare un'astronave e la fanno volare in rettilineo, ma questo non è bastato. Il motivo vero di un finale così blando non si conosce, ma sappiamo per certo che nessuno in quel box ha mai mollato. Che Dall'Igna trovi la chiave di volta per la prossima stagione, vogliamo rivedere la Ducati vincere!

Dorna e Ezpeleta - 4

Il sorriso a metà fra l'imbarazzo e il panico di Carmelo Ezpeleta al termine della gara di Valencia è la dimostrazione di totale inadeguatezza di un intero organo e della sua pessima capacità di gestire una situazione del genere: se a Sepang avesse penalizzato Rossi avrebbe avuto contro mezzo mondo, se avesse penalizzato gli spagnoli avrebbe avuto contro l'altra metà, un ride through sarebbe bastato a non gettare tutto alle ortiche, ma temporeggiare e posticipare la decisione ha creato un pasticcio che peggio non poteva proprio uscire. Troppi soldi nei ragionamenti, troppi sponsor ad aver parola. Che figura barbina.

Lo sport - 8

Davvero vi siete stupiti della poca sportività espressa da alcuni piloti durante questa stagione? Davvero vi sentite di condividere la frase "Oggi il motociclismo è morto" detta da Valentino Rossi a fine gara? Il motociclismo è più vivo che mai e i campioni sono sempre stati spietati. Valentino e Marc non sono i primi ad aver giocato ai limiti del regolamento e ci saranno sempre piloti capaci di far carte false pur di raggiungere il loro scopo. Ci siamo divertiti, ci siamo arrabbiati, abbiamo sperato e abbiamo vissuto l'ultima gara con il cuore in gola. Un campionato da 10 e lode, rovinato solo da un gestore troppo attento agli interessi economici e poco al vero scopo dello sport: essere l'autorità indiscutibile e sempre nel giusto. Noi quest'anno ci siamo divertiti comunque, voi?

 

Autore: Redazione

Tag: Sport , motogp , gare , piloti


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